Archivio del mese di marzo 2008

Ragazzi, non autodistruggetevi!

mar 27

Mai come in questo periodo mi sono molto avvicinata ai giovani, soprattutto dopo il mio impegno in “Musicall”, fin dai primi giorni del mio mandato da assessore alle Aree cittadine e Consigli di zona del Comune di Milano. In poche parole, la prima scuola di Musica convenzionata con il Comune. Ritenevo e ritengo attualmente, infatti, che la prevenzione del disagio giovanile possa anche passare attraverso la musica e la socializzazione.

I fatti che hanno caratterizzato quest’ultima Pasqua inerenti al diciannovenne morto in un rave party qui vicino, a Segrate, ha scatenato tutte queste chiacchere su un fenomeno che risulta essere presente in Italia già da 10 anni. Io non sono una di quelle che pensa che i giovani di oggi siano migliori o peggiori rispetto a quelli di qualche tempo fa: è sicuro però che ci si diverta in maniera diversa, come anche diversa sia la ricerca di una certa trasgressione, decisamente distinta rispetto ai miei tempi. Anche quando ero giovane io la moda andava avanti ed era anche piuttosto violenta rispetto agli istinti che percepisco in questo periodo. Quindi, ragazzi, “non autodistruggetevi”.

Sarò la Binetti laica del PDL

mar 26

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In questi mesi il tema dell’aborto è tornato al centro del dibattito politico. Personalmente non credo alle crociate ideologiche: né a quelle religiose, né a quelle laiche. Credo che ci sia una sola domanda concreta da farsi: la legge sull’aborto è una buona legge? I dati ci dicono di sì. Da quando è stata approvata – nel 1978 – gli aborti sono calati in maniera radicale.

Dalle 234 mila interruzioni di gravidanza registrate nel 1982, si è passati alle 137 mila del 2004. Una diminuzione pari al 40%. Sono ancora tanti, questo è certo. Se ogni singolo aborto è un dramma, è anche vero che ogni interruzione di gravidanza evitata è una vittoria per tutti. Sono le cifre che dimostrano come questa legge tanto discussa funzioni. Ma oltre ai numeri relativi al calo degli aborti, che pure sono importanti, c’è anche un dato di civiltà in questa legge: la difesa della dignità e della vita di noi donne. Dopo la sua approvazione per esempio, le morti causate dagli aborti clandestini sono praticamente scomparse. Per tutti questi motivi non condivido l’idea di modificare la 194. Dirò di più: mi candido a difendere i valori laici che stanno dietro a questa legge all’interno del PDL, così come la senatrice Binetti difende quelli cattolici nel PD. Sarò insomma la “”Binetti laica” del Popolo delle Libertà. Una garanzia per le tantissime donne che si apprestano a votare il centro-destra.

La legge sull’aborto non è in discussione. Se c’è qualcosa da rivedere della 194, è semmai una sua migliore applicazione nella parte relativa alla prevenzione. Sono infatti in crescita le interruzioni di gravidanza tra le giovani donne e le immigrate, un chiaro segno di come ci sia ancora molto da fare: dall’informazione sessuale agli aiuti alla maternità. Temi che mi impegno a portare in Senato con tutta la forza e la competenza necessaria, maturata nella mia esperienza di donna e di Presidente della Provincia di Milano.

Buona Pasqua

mar 22

“A quasi 2 settimane dalla partenza della mia campagna elettorale, una piccola pausa in vista della Pasqua. Colgo l’occasione per augurare a tutti voi una serena Pasqua, tornerò ad aggiornare il blog da martedì prossimo.”

Un caro saluto,

Ombretta

Spinetta non mi convince, non svendiamo l’Alitalia

mar 20

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Ieri le parole di Jean Cyril Spinetta non mi hanno convinto affatto. Sono convinta che questa situazione AlitaliaAir France non debba proseguire come sta andando in questi giorni. Sono d’accordo con le ultime dichiarazioni di De Benedetti, Presidente del Cir, Compagnie Industriali Riunite, quando parla di una trattativa portata avanti nel peggior modo possibile, una vicenda iniziata tanto tempo fa sulla quale si poteva trattare su basi più serie già da un anno. Capisco anche l’importanza dell’Alitalia e della sua importante posizione geografica: sul Mediterraneo per fare da collegamento con l’Africa e l’Oriente, una porta però anche verso il nord-est dell’Europa.
Tornando a Spinetta non mi è andato proprio giù quando ha iniziato a parlare di sospensioni dei cargo, tagli di qua e tagli di là (anche se qualcosa in tal senso andrà fatto!). Non mi sembrano, insomma, delle grandi condizioni quelle offerte dalla compagnia francese. E poi l’Alitalia è anche un nostro orgoglio nazionale e nel nostro paese c’è molta gente ricca: la dichiarazione odierna di Berlusconi non mi è sembrata una pazzia. Eppure non si parte da zero: è vero che ci sono oltre un miliardo di euro di debiti ma in Italia c’è gente in grado di risollevare la situazione, manager veri non quelli di Stato.
In ultimo, infine, non capisco poi perché si debba rinunciare a Malpensa. Sarebbe un punto fortemente penalizzante per tutti noi italiani: d’altronde siamo un paese lungo e stretto e già la mancanza dell’alta velocità di sicuro non ci dà una mano. Servirebbe un po’ di buon senso oltre ad un ottimo spirito imprenditoriale.

Pechino 2008: questi Giochi Olimpici si faranno

mar 19

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Con tutto quello che sta succedendo in Tibet non è da prendere con leggerezza la proposta di boicottare l’evento sportivo più importante dell’anno che si svolgerà in Cina la prossima estate. Secondo me tutto nasce dall’estrema criticità della situazione attuale ma sono convinta che i Giochi si faranno, senza ingenuità, e che gli atleti, chiamati ad un evento così importante per la loro carriera sportiva, non riusciranno a rinunciare allo sventolio della proprio bandiera sorridendo al pubblico nella consueta sfilata d’apertura.

“… Dopo tante parole dette e scritte le Olimpiadi si faranno, gli atleti parteciperanno e vinceranno le loro belle medaglie, riceveranno grandi applausi da alte autorità cinesi e internazionali e tutto cadrà come al solito nel dimenticatoio. Quei pochi che invece avranno fatto una scelta di coscienza, avranno vinto un tipo di medaglia che non si dimentica e che ha il valore di una vita”.

Elezioni 2008/ Sono Io la Senatrice del Pdl in Lombardia

mar 18

Esattamente ieri è già passata la prima settimana da quando sono state confermate le ricandidature: sono l’unica donna al Senato in Lombardia per il Popolo delle libertà. Nonostante avessi un po’ di timore Berlusconi ha mantenuto le sue promesse e, dopo la mia inusuale autointervista dello scorso fine settimana, eccomi qua a presentare e raccontare questa mia campagna elettorale. Un gesto importante quello del mio leader con cui sono stata sempre in ottimi rapporti che si sono riconfermati dopo questa mia candidatura. Non smetto mai di ricordare come iniziò la mia vita in politica: nel 1993, intervistata dal Corriere della Sera, dichiarai testualmente: “se Berlusconi fosse il Ministro della Salute, in Italia ci si potrebbe ammalare con dignità”, il giorno dopo il telefono che squilla ed inizia questa storia.

Una storia densa di incontri ed appuntamenti, sempre con il metodo d’approccio che abbiamo scelto di confermare in questa campagna elettorale: quello del richiedere direttamente alla gente quale siano le priorità sulle quali dovremmo muoverci. Per me. Tutto questo supportati dai nostri camper coi quali gireremo tutta la Lombardia, senza dimenticare le nostre postazioni con i gazebo con cui abbiamo deciso di venire incontro alla gente. Le persone attualmente sembrano andare sempre di fretta ma quando ci vedono, io vedo in loro sempre molta curiosità ed alla fine riusciamo sempre a scambiare due chiacchiere. Vi darò costanti aggiornamenti sulle località che toccherò ogni giorno.

Tra i miei principali impegni mi interesserò molto al sostegno della famiglia che è sicuramente la componente fondamentale della società italiana: in merito a questo il mio pensiero va ai giovani, ai giovanissimi, alle liste d’attesa per poter portare i bambini negli asili, per esempio. Bisogna fare un grande sforzo, serve un impegno gigantesco per avere un incremento economico affinché venga assicurata l’accoglienza a tutti i bambini sia negli asili nido e non. In un paese civile come il nostro mi sembra assurdo leggere ogni anno lo scandalo delle liste d’attesa sulle pagine locali di qualche giornale. Bisognerà costruire nuovi edifici, stipulare convenzioni con i privati ed allo stesso tempo anche invogliare le aziende ad assumere le mamme con la formula del part-time. Soprattutto al Nord, dove le mamme rimangono meno a casa, è un grande sforzo quello richiesto loro: delle facilitazioni fiscali permetterebbero alle aziende un maggior coinvolgimento delle donne con contratti di lavoro a tempo parziale.

Poi sicuramente spazio agli ultracinquantenni. Come avete letto nei post precedenti mi sto dando molto da fare per la loro situazione. Finalmente il dibattito pubblico sta da qualche tempo affrontando il problema del lavoro per i giovani. Ma esiste un’altra fascia di età a rischio occupazione di cui nessuno parla: proprio quella degli ultracinquantenni. In particolare quelli che, espulsi dal mondo del lavoro, non riescono più a rientrarci. Gli over 50 sono tutt’altro che ferri vecchi. Hanno un patrimonio di conoscenza e di capacità invidiabile, anche perché diverso. E’ proprio nel legame intergenerazionale che si può trovare una soluzione sia alla “questione giovanile” che a quella degli ultracinquantenni. Servono leggi che aiutino la loro formazione continua, nuovi aiuti economici alle aziende che assumono gli over 50, e incentivi specifici come quelli previsti per le donne che aprono un’impresa o una cooperativa. Altre interessanti strade potrebbero essere quelle di favorire economicamente le figure del Tutor, che si occupa di trasmettere le conoscenze dei Senior ai Junior, o quella del Mentor, colui che trasmette le competenze nel comparto dell’artigianato, spesso a rischio di estinzione.

Sempre nell’autointervista dello scorso week-end ho detto anche la mia sulla questione della legge sull’aborto. Continuo a pensare che sia un argomento molto personale e tutto questo chiasso, questo “tifo da stadio”, come mi piace definirlo, lo considero del tutto sgradevole. La legge non deve essere toccata assolutamente: dai dati che ho letto ultimamente ho notato che le persone maggiormente coinvolte sono le donne extracomunitarie, che ancora non sono a conoscenza nella loro interezza dei metodi contraccettivi, oppure da ragazze molto giovani, quindi non è assolutamente un argomento da trattare con leggerezza.

UN APPELLO PER GLI OVER 50

mar 17

Negli ultimi tempi ho ascoltato molte, troppe esperienze di cinquantenni che hanno perso il proprio posto di lavoro. Seppur ancora in gamba, alla loro ancor giovane età trovare un’altra occupazione è cosa difficile. In parte è certo colpa della mentalità corrente, che considera gli over 50 persone già anziane. Poteva essere vero 30 anni fa, adesso non lo è più.

Basta guardarsi intorno. Insieme alla durata della vita, è cresciuta in maniera evidente anche la qualità della vita. Oltre alla mentalità, anche le regole dovrebbero aggiornarsi a questa realtà. L’obiettivo deve essere quello di rendere più conveniente alle aziende assumere gli ultracinquantenni.
Da parte mia, mi impegno a portare la questione in Parlamento nella prossima legislatura. Lo farò in quella sede portando dati e statistiche (che trovate sul sito www.collinews.it). Per dare valore e forza alla mia battaglia però, mi servono anche esempi di esperienze vissute.

Per questo vi chiedo di aiutarmi in questo compito, raccontando le vostre o le altrui storie di over 50 usciti dal mondo del lavoro e in cerca di occupazione. Mandatele alla email ombrettacolli@colllinews.it. Le leggerò e pubblicherò le più significative sul mio sito, in modo che siano a disposizione dei mass-media e della pubblica opinione. Perché rifarsi una vita a 50 anni diventi (finalmente) una cosa normale.

Ombretta Colli

Collinews intervista Ombretta Colli

mar 15

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“Un occhio di riguardo per la famiglia, la componente fondamentale della società italiana”

E’ da poco iniziata la mia campagna elettorale e tra un intervento ed un altro ho deciso di uscire dai consueti faccia a faccia ponendomi dei quesiti a cui ho cercato di dare risposta.

Com’è iniziata questa campagna elettorale?
“Sono passati davvero pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale: solo da lunedì scorso, infatti, sono venuta a conoscenza della riconferma della mia candidatura ed anche che sono l’unica donna al Senato, per la Lombardia ovviamente. Sarà un periodo denso di appuntamenti per me. Inizieremo a girare con i nostri camper messi a disposizione dal partito per tutta la Lombardia senza dimenticare le nostre postazioni con i gazebo con cui abbiamo deciso di venire incontro alla gente.
Abbiamo confermato questo metodo d’approccio chiedendo soprattutto alla gente quali sono le priorità sulle quali bisognerebbe muoversi. Tra i punti più urgenti ho riscontrato soprattutto quello inerente al sostegno della famiglia che è sicuramente la componente fondamentale della società italiana: dagli anziani ai giovani in cerca di lavoro fino agli animali. Per quanto mi riguarda quella della famiglia è anche una priorità nei miei pensieri alla quale associo sempre quella che riguarda gli over 50 che perdono il lavoro.

I miei rapporti con Berlusconi?
Ho sempre avuto ottimi rapporti con Berlusconi, rapporti confermati dopo la promessa mantenuta circa la riconferma delle candidature. L’aveva sempre detto, l’aveva promesso, e nonostante qualche timore che aleggiava nell’aria alla fine tutto è andato per il meglio. E pensare che il mio entrare in politica nacque quasi per caso quando nel ’93 intervistata dal Corriere della Sera dichiarai in merito al problema della malasanità: “Se Berlusconi fosse il Ministro della Salute, in Italia ci si potrebbe ammalare con dignità”. Il giorno dopo arrivò la chiamata ed eccomi qua.”

Negli Stati Uniti quale sarebbe la mia scelta?
Per chi voterei negli Stati Uniti? Visto che posso non esito a dire che i miei favori andrebbero per Hillary Clinton. Con lei ormai sono svariati anni che ci scambiamo gli auguri di Natale, per vari anni ho ricevuto i suoi biglietti d’auguri, mi fa molto piacere.

Cosa ne penso della legge sull’aborto?
“Secondo la mia opinione non deve essere toccata assolutamente, magari potrebbe essere migliorata, come anche del resto la maggior parte delle leggi. Sicuramente non è un argomento da prendere con leggerezza. Dai dati che ho letto ultimamente ho notato che le persone maggiormente coinvolte sono le donne extracomunitarie, che ancora non sono a conoscenza nella loro interezza dei metodi contraccettivi, oppure da ragazze molto giovani. Sono dell’idea insomma che sia un argomento molto personale quindi mi dà molto fastidio assistere a questo sgradevole “tifo da stadio” quando si parla dell’argomento in questione.”

La mia idea del Comunismo.
“Ho sempre avuto molti dubbi a riguardo. Ho avuto la fortuna/sfortuna di andare con mio marito in tournée in molti paesi comunisti. Quello che vedevo non era quello che si diceva: c’era una grandissima miseria, coabitazione nelle case. Noi al confronto eravamo un Paese molto più consolidato, avevamo speranza e molta voglia di fare. Era sicuramente un periodo diverso anche perché chi aveva voglia di fare riusciva tranquillamente nel suo intento, non come adesso.

Soddisfatta della mia carriera artistica?
“Sono figlia di musicisti, ho sposato un musicista. Non ho mai pensato di fare altro. Fin dall’età di 16 anni, quando ho debuttato in uno spettacolo al Piccolo Teatro di Milano, ho sempre saputo quello che avrei voluto fare da grande. Per me non è mai stato un lavoro ma una passione. Una passione che nasce dalla vita di tutti i giorni: anche in treno, per esempio, guardo sempre con un certo occhio la gente che mi circonda. Mi ricordo che presi ispirazione proprio da una signora in treno quando mi fu affidata la parte di una fastidiosa manager appartenente al ceto intellettuale borghese nel film “La Terrazza” di Ettore Scola: riproposi così il modo di fumare della signora in treno, così odiosa e così particolare, ricevendo svariati commenti positivi.

Differenze con il mondo dello spettacolo attuale?
Il mondo dello spettacolo degli anni ’70-’80 era piuttosto diverso rispetto ad adesso: c’era una maggiore professionalità. Io andavo a scuola di recitazione, si cominciava dalle piccole esperienze, non era come adesso in cui vediamo giovani attrici o presunte tali lanciate in grandi programmi sulle maggiori rete televisive. E pensare che all’inizio, dopo il mio debutto in tv, quasi mi vergognavo quando la gente mi riconosceva per strada: la prima volta avevo al fianco mio padre che tra una risata e l’altra mi cercava di spiegare che la gente ormai mi riconosceva perché mi voleva già bene: ed ero “solo” andata in tv su uno dei due unici canali televisivi del tempo.

Il mio rapporto con la musica?
Anche la musica è stata importante nella mia vita. Come detto prima, sono figlia di musicisti ed ho sposato un musicista: ho un rapporto stretto con la musica perché è quel qualcosa che nessuno ti può togliere. Anche solo il saper suonare uno strumento ti può regalare dei momenti del tutto sublimi, ti fa volare dove vuoi, ti rassicura o ti dà la carica, a seconda del tuo stato d’animo del momento.

Il cinema, che divertimento.
Nel cinema invece mi sono molto divertita. Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi registi, Elio Petri ed Ettore Scola tra gli altri, ed anche di avere il mio fianco i più grandi attori del cinema italiano, attori che ancora sono insuperati al momento: Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e mi fermo qui.

Le mie passioni extralavorative?
“Quella dell’astrologia è una passione che mi è stata trasmessa da mia madre. Credo davvero che ci sia una tendenza naturale che va ad influire con una caratteriale: quando i pianeti si dispongono in una certa maniera, davvero si passano dei brutti momenti. Il 13 e 14 aprile sembrano essere dei momenti abbastanza positivi per me.
Quella delle lingue, invece, oltre ad essere un po’ scemata, è stata una passione nata fin da subito. Quando ero giovane c’era la grande paura per una paese sconosciuto come la Cina, un paese che ci sembrava minacciare. Sotto consiglio di mio padre, decisi di dedicarmi così alle lingue orientali. Lui diceva che bisognava sempre conoscere la lingua degli altri, per affrontare meglio le avversità qualora ti si presentassero davanti. Questa passione finì quando, dopo 2 anni, decisi con una mia amica di vedere un film in cinese. Solo dopo circa una mezz’oretta di film riuscimmo a capire la prima parola che poi è anche la più conosciuta, ovvero Mao Tse Tung: ci guardammo e scoppiammo a ridere decidendo così di metterci una pietra sopra dicendoci: “Non lo capiremo mai!”.

Salviamo i cani di Vivaro

mar 10

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E’ con stupore che ho appreso nei giorni scorsi la notizia che il Comune di Vivaro, in Provincia di Pordenone, ha intenzione di abbattere i cani presenti al canile dopo 12 mesi di permanenza nella struttura. Non tanto perchè vecchi e malati, quanto perché ritenuti troppo costosi dall’amministrazione comunale. Un atteggiamento discriminatorio che considero inaccettabile.

Avallando la proposta del Consiglio Comunale ci si mette sullo stesso livello di coloro i quali abbandonano gli animali sulle strade compiendo un atto vile contro la società oltre che un reato penale.
Che tipo di insegnamento diamo alle nuove generazioni? Insegniamo loro che quando qualcosa (o qualcuno) non serve più o costa troppo allora va buttato, ucciso ed eliminato?
Perché, invece, non fare un uso più nobile dei soldi dei cittadini? Perché non finanziare nuove campagne di sterilizzazione e sensibilizzazione affinché i cani non vengano abbandonati? Perché non incrementare i controlli? Tutte attività che avrebbero un ritorno importante anche sui conti dell’amministrazione.

Il Comune di Vivaro considera la spesa di 10 mila euro all’anno uno spreco e, per questo, vuole abbattere i cani, vecchi e anziani, che sono ormai ospiti fissi della struttura di Villotta. Dalle pagine del mio blog voglio lanciare un appello a tutti coloro che, come me, amano gli animali. Se siete alla caccia di compagnia fate prima un giro nei canili della vostra città, troverete degli animali bellissimi, dolci e che hanno bisogno di tanto affetto. Se, invece, non avete spazio sappiate che per mantenere un cane ogni canile spende 2,50 euro al giorno, come una colazione al bar. Un piccolo contributo per salvare una vita.
Foto: windoweb.it

Su Musicall

mar 6

Sin dall’inizio del mio mandato da assessore alle Aree cittadine e Consigli di zona del Comune di Milano mi sono impegnata affinché si desse il via al progetto “Musicall”, la prima scuola di musicale convenzionata con il Comune.

Ritengo, infatti, che la prevenzione del disagio giovanile possa anche passare attraverso la musica e la socializzazione. Imparare a suonare uno strumento può rappresentare un ‘importante momento di svago nella vita di un ragazzo. In questo centro i giovani potranno coltivare le proprie passioni, stare insieme, perfezionarsi e chissà che qualcuno di loro non riesca ad arrivare là dove sono arrivati, per esempio, i ragazzi della High School Musical, nostri testimonial d’eccezione e che debutteranno a Milano il 19 marzo prossimo. I ragazzi sono diretti da Saverio Marconi che ha davvero cambiato la faccia del teatro italiano.

La scuola sorgerà, entro un anno, nel quartiere periferico del Gallaratese, per l’esattezza in via Checov, in un prefabbricato dimesso e abbandonato da oltre 6 anni, occupato dai centri sociali e ricettacolo di degrado e di disperati. L’area verrà così restituita alla città e alla zona. Il centro, infatti, mira ad essere un vero e proprio punto di riferimento per il quartiere e per la zona.

Uno dei vincoli principali, infatti, specificati alla Fish and Bull, che si occuperà della gestione della “scuola”, è stato di prevedere una serie di attività e di spazi aperti a tutti. Grandi e piccoli potranno trovare in “Musicall” un punto di aggregazione piacevole, grazie anche alla cornice verde nella quale la ex chiesa Sant’Ilario si trova e alla vicinanza con la metropolitana e al buon servizio dei mezzi pubblici. Qui sorgerà, oltre alle sale prova, un bar aperto a tutti e nel salone verranno allestite mostre, concerti e momenti musicali.


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