
Un premio alla costanza ed al desiderio della Moratti. Definirei così semplicemente la decisione di assegnare l’Expo 2015 alla città di Milano per premiare gli sforzi e la decisione per la quale la Moratti, sedendosi alla sua prima riunione, fece subito notare l’opportunità della candidatura e che era assolutamente un’occasione da non far sfuggire. Mi ricordo anche di alcuni dei suoi sforzi: addirittura in un week-end visitò 3 paesi! Sicuramente una cosa importante per Milano, non sto qui a ricordarvi i numeri ed i benefici che ne trarrà la città.
Dopo un secolo Milano torna ad essere una “città benedetta” e potrà nuovamente ospitare l’expo. Capisco anche le dichiarazioni di Celentano quando parla di una nuova “colata di cemento” su Milano ma ormai questa città non è più quella che tanto si vagheggia: quello era un paese che non c’è più, davvero. Ora parliamo di una città grande, presa d’assalto dall’immigrazione, ed anche una città dove si è decisamente alzata la qualità della vita.
E poi non è vero che non c’è verde nella nostra città: se si partisse dalla provincia alta fino a scendere il verde c’è e si vede. E altresì vero che non possiamo di sicuro permetterci una vita da perfetti newyorkesi con la propria abitazione circondata dal giardino, dietro e davanti, con dei bellissimi trenini ad alta velocità che in 20 minuti ti portano dalla periferia in città, “trenini” muniti di salottini nel quale si può adibire anche lo spazio per delle riunioni così da arrivare in ufficio già pronti alla giornata lavorativa che sarà.