Archivio del mese di giugno 2008

Torino-Lione, benvenuta TAV

giu 30

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Ci lamentiamo sempre di trovare troppi camion sulle strade che percorriamo durante i nostri lunghi trasferimenti, ci lamentiamo – a ragione – anche del prezzo del petrolio che sale sempre di più. Alla luce dell’accordo tra i sindaci di Torino e Lione, accolgo e spero con gioia che davvero si riesca a realizzare questa linea ad alta velocità: un tracciato che vada bene a tutti che ponga fine ad una storia tormentata che dura ormai da troppi anni.

Comfort, efficienza ed altà capacita’ di interscambio sarebbero solo alcune delle conseguenze della riuscita di tante linee come quella che presto, spero, unirà la città piemontese a quella francese. D’altronde il mio parere assolutamente positivo sulla linea ad altà velocità l’avevo già espresso sperando in un’idea già ben consolidata in occasione dell’Expo 2015: a favore, quindi, di ottimi “trenini” che in pochissimi minuti ti portano dalla periferia in città, “trenini” muniti di salottini nel quale si può adibire anche lo spazio per delle riunioni così da arrivare in ufficio già pronti alla giornata lavorativa che sarà.

A Milano, nel fine settimana, “Gratosoul” e “Band Festival”

giu 27

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Sono molto contenta di potervi presentare oggi due iniziative che si stanno svolgendo e si svolgeranno in questo fine settimana. La prima è “Gratosoul” e lo spunto nasce dalla mia idea che bisogna smetterla di pensare che ci si possa divertire solo in centro. Milano vanta numerose zone estremamente recettive e capaci di ospitare eventi di piccole e medie dimensioni. Qui, poi, la gente ha voglia di divertirsi, stare all’aria aperta e vivere la città come si faceva una volta. Proprio per questo si è aperto oggi “Gratosoul” che fino a domenica animerà uno dei quartieri della periferia milanese. Una tre giorni di festa al Gratosoglio, con giochi per bambini, tornei di calcio e street basket, concerti e musica che, secondo gli organizzatori, coinvolgerà almeno 10mila persone.

Uno stimolo per gli abitanti della zona affinchè possano riappropriarsi del territorio per cui vivono: per questo ho sostenuto questa manifestazione promossa dal Comitato Evoluzioni Urbane. La rassegna, inoltre, coinvolge numerose associazioni presenti sul territorio, che già da stasera vedrà uno spettacolo di teatro-cabaret con Flavio Pirini e Walter Leonardi. Sabato 28 Bruno Pizzul commenterà le partite del torneo di calcio che si terrà presso la Parrocchia Maria Madre della Chiesa di via Saponaro 28. E ancora dimostrazioni di capoeira, ballo liscio e musica revival anno ’60-’70. Alle 21, il centro sportivo Vismara (via dei Missaglia 117) ospiterà il concerto dei Linea 77, Matrioska e Plunk Extended. La domenica, infine, sarà tutta dedicata allo sport. Continuano, infatti, i tornei di calcio e street basket. Mentre alle 12 tutto il quartiere è invitato al pranzo sociale. Il week-end si concluderà con la proiezione su maxischermo della finale degli europei di calcio.

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Le seconda iniziativa che vi annunciavo all’inizio del post invece riguarda “Band Festival delle zone di Milano” che domani, sabato 28 giugno, vedrà la cantante Mietta come ospite d’onore della finale della rassegna musicale. L’appuntamento è alle ore 21, al Parco Lambro (via Licata – area adiacente  capanna dello zio Tom). La manifestazione che ho promosso quest’anno vedrà esibirsi nove gruppi musicali che rappresenteranno le zone della città. Diverse per età, genere musicale e stile, le band in gara rappresentano uno spaccato dei giovani milanesi di oggi. I musicisti hanno, infatti, un’età compresa tra il 17 e i 35 anni e portano sul palcoscenico diverse melodie inedite che vanno dal jazz al rock, da pop al punk  fino ai grandi classici della musica italiana. 

Trovo un duplice scopo nella manifestazione: da una parte creare un’occasione per i giovani di farsi conoscere, dall’altra fare in modo che, anche in quest’occasione, i milanesi si riapproprino del proprio territorio e abbiano consapevolezza della loro zona. La band vincitrice del Festival avrà la possibilità di incidere un cd (500 copie) e di partecipare, da protagonista, ad alcune manifestazioni organizzate dal Comune di Milano in collaborazione con Lifegate Radio. Una prima selezione della band in gara è stata effettuata direttamente dai Consigli di zona della città. In seguito lo scorso 4 aprile si è tenuta, presso il Teatro della Quattordicesima (zona 4), la semifinale del concorso dalla quale sono emersi i nomi delle nove band finaliste. Il Festival verrà presentato da Alvin, dj di Radio 105. La serata finale sarà preceduta da un intero pomeriggio di festa dedicato ai bambini e alle famiglie: gonfiabili, giochi e spettacoli gratuiti daranno la possibilità ai milanesi di trascorrere una giornata in allegria all’insegna del divertimento.

“La tua vittoria? Fermarsi per primo”

giu 24

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Promuovere la prevenzione e la lotta contro l’alcool. E’ stato questo l’obiettivo del progetto “La tua vittoria? Fermarsi per primo” che ho promosso ieri con il mio Assessorato alle Aree Cittadine e Consigli di zona del Comune di Milano in collaborazione con Orizzonte – Eventi. Si tratta di un tour di 11 tappe nei locali più frequentati dai giovani milanesi che toccherà le zone della città . Mediante l’utilizzo di software altamente innovativi i ragazzi avranno la possibilità di calcolare la curva alcolemica e testare i propri riflessi in situazione impreviste.

Attraverso il gioco e il divertimento i giovani potranno prendere coscienza degli effetti dell’alcool sul loro fisico. Diventato con il passare degli anni un vero e proprio status symbol per le nuove generazioni, l’alcool attenta quotidianamente alla vita dei ragazzi, minacciandone lo sviluppo sia dal punto di vista fisico che psichico. Questo vizio si può efficacemente combattere per mezzo della prevenzione e nel caso della campagna “La tua vittoria? Fermarsi per primo” tale prevenzione passa attraverso il divertimento.  Si tratta, infatti, di una presa di coscienza da parte del ragazzo che non viene isolato ma raggiunto all’interno di un luogo di ritrovo, nel momento in cui si avvicina all’alcool in compagnia degli amici.

Decisamente innovativi gli strumenti utilizzati, a partire dal misuratore di curva alcolemica. Si tratta di un software a icone che, in modo intuitivo e veloce, consente di valutare dal punto di vista teorico, la propria curva alcolemica, ossia la quantità di alcool presente nel sangue calcolata in funzione di quanto si prevede di bere e mangiare. Il reazionometro, invece, è un sofisticatissimo e divertente software in grado di provare i riflessi del partecipante simulando gli imprevisti alla guida di un veicolo sotto l’effetto dell’alcool.  Gli strumenti sono stati approvati dal Dipartimento della Sanità francese e dall’Ospedale di Niguarda, durante test effettuati per le riviste Automobilismo e Motociclismo.

In più, a tutti i ragazzi che si avvicineranno alla postazione “La tua vittoria? Fermarsi per primo” verrà regalato un etilotest mono uso per la misurazione del tasso alcolemico. Non si tratta di un semplice gadget  ma di uno strumento che il giovane potrà portare con sè decidendo di utilizzarlo nel momento più opportuno. Da solo si potrà rendere conto di quanto avrà bevuto e, quindi, potrà agire di conseguenza. Magari lasciando che sia qualcun altro a guidare la macchina verso casa. “La tua vittoria? Fermarti per primo” rappresenta un modo nuovo e accattivante per attirare l’attenzione dei giovani e al contempo invitarli a riflettere intorno a un problema, quello dell’abuso di alcool molto diffuso. Il tour si focalizza sui ragazzi ai quali, in un’atmosfera di gioco misto a informazione medico-scientifica, viene illustrata l’influenza dell’alcool proprio sulla vita di tutti i giorni.

All’interno di ogni locale verrà allestita uno struttura che prevede:

  •  Un gazebo di 3 m x 3 m ;
  •  Un fondale costituito da pareti di altezza 2 m x larghezza 6 m raffiguranti il traffico cittadino e recanti il logo dell’evento e il logo del Comune di Milano;
  • 2 totem da terra contenenti un computer;
  • Il totem accoglie due strumenti dotati di software avanzatissimo sia dal punto di vista concettuale che grafico, in grado di sensibilizzare sul tema della guida sotto l’effetto di alcool e di fornire un aiuto concreto;
  • Il misuratore della curva alcolemica;
  • Il reazionometro;

All’interno dello spazio dedicato al progetto, i giovani troveranno una hostess che li inviterà a provare l’entusiasmante “gioco didattico”, mentre un ragazzo esperto fornirà il necessario ausilio tecnico onde risolvere qualsiasi problema e soddisfare ogni esigenza.

Con Berlusconi e contro i professionisti dell’indignazione a comando

giu 23

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Il grande Marshall McLuhan diceva che l’indignazione è una tecnica per dare dignità a un idiota. Difficile non pensare al grande sociologo canadese quando in questi giorni tanti giustizialisti denunciano a squarciagola le nuove norme sulla giustizia. Costoro sono infatti capaci di scendere in piazza gridando contro la presunta impunità di un singolo cittadino, mentre chissà perché dimenticano di denunciare i quasi novemila magistrati che (loro sì) godono di una reale impunità, e da decenni. 

Solo chi chiude entrambi gli occhi può non vedere la disparità di trattamento cui è sottoposto Berlusconi: accusato di cercare l’impunità mentre viene perseguito da magistrati che impuniti sono già. Basti pensare all’innocente Tortora ed al processo-farsa cui fu sottoposto. Che fine fecero i Pubblici Ministeri di quel processo? Furono radiati per persecuzione ingiusta nei confronti del presentatore? Macché, furono promossi al Consiglio Superiore della Magistratura.

Questa è l’impunità reale ed ancora attuale che dovrebbe indignare, quella dei magistrati. Tanto più che si tratta di persone che decidono delle vite di noi tutti. Si domandino questi professionisti dell’indignazione a comando perché non riescono a interessarsi della sorte degli italiani nelle aule di giustizia, ma solo della sorte di uno in particolare. Che sia forse un’indignazione “ad personam”?

Assolutamente favorevole! La gente non avrà paura dei militari

giu 17

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Ieri ero nuovamente ospite di una trasmissione su Telelombardia in cui l’argomento principale era quello dei militari presenti nelle città. Per fortuna ho scoperto che molte persone la pensano come me, mentre altre non si immaginano cosa significhi trovarsi alle undici di sera in una Metro essendo l’unica donna ed a volte anche l’unica italiana: io personalmente non sarei molto tranquilla.

Non immaginano cosa voglia dire camminare ad ora tarda nelle periferie e nelle borgate delle grandi città di Milano e Roma, per esempio, che sono poco illuminate non essendoci negozi aperti in serata. Io non avrei paura nel trovare persone specializzate che si adoperano per farmi sentire tranquilla. Poi è anche un discorso economico quello di avere qualche militare in più nelle nostre città: chissà quanto costerebbe assumere gente nuova, per lo più senza esperienza. I nostri militari, i Carabinieri,  sono ben addestrati e sono stati presenti in paesi dove la situazione è ben più grave.

Secondo me la gente non avrà paura dei militari che all’inbrunire pattuglieranno la nostra zona abitativa. Ha, invece, paura di trovarsi qualcuno alle spalle pronto a puntare un coltello alla propria gola. Negli ultimi giorni, a Roma, nel quartiere Parioli, addirittura 6 furti in appartamenti nel giro di pochissimo tempo: l’ultimo addirittura con persone presenti in casa.  E’ vero che molte persone non credono nella figura del militare oppure ci trovano sempre qualcosa di strano. La gente normale invece la pensa come me.

Un Ambrogino per Chiara Iacono, che ha denunciato l’Istituto Santa Rita

giu 13

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Il caso dell’Istituto clinico Santa Rita tocca nel profondo l’animo di ognuno di noi. Il fatto che persino nel momento della malattia ci sia qualcuno che possa speculare su di noi è qualcosa che mi fa rabbrividire. Faccio quindi tutti i miei auguri di buon lavoro alla Guardia di Finanza, che spero riuscirà ad individuare e ad assicurare tutti i colpevoli alla giustizia. Ma c’è una questione a mio parere molto importante da affrontare, e riguarda tutti noi cittadini: dobbiamo imparare a denunciare i soprusi.

I criminali, dagli operatori della sanità agli stupratori, passando per i truffatori, puntano sui nostri silenzi per proseguire le loro squallide attività. E’ importante capire che se ci viene fatto un torto, non dobbiamo ingoiare il rospo e andare avanti. Non denunciando il criminale gli permettiamo di colpire di nuovo. Per questo propongo che ogni anno almeno un attestato di civica benemerenza, più comunemente chiamato “Ambrogino d’oro“, venga dato a chi denuncia fatti criminosi.

Magari proprio a partire dalla vicenda del Santa Rita. Per questo candido una donna che ha avuto la forza di superare il trauma della morte di sua nonna in quell’istituto: Chiara Iacono. Non lasciandosi andare al solo sconforto, ma scrivendo una lettera di denuncia del trattamento inumano subito dalla sua parente, ha aiutato l’esplosione dello scandalo dell’Istituto clinico. Abbiamo bisogno di tante Chiara Iacono. Il suo come tanti altri casi andrebbero presi ad esempio e portati nelle scuole. Sono loro il miglior esempio di educazione civica che si possa dare ai nostri figli.

Oscar Niemeyer, un colosso del ‘900

giu 11

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Oggi vorrei rendere omaggio ad un archittetto brasiliano che ha appena compiuto 100 anni, di nome Oscar Niemeyer, il quale è riconosciuto come un “mostro sacro” nel campo dell’architettura. Lo spunto proviene dalla presentazione della mostra “Architettura e libertà”, all’interno della diciottesima edizione del Festival Latinoamericando, in cui Milano vuole rendere omaggio a questo artista dopo le più alte onorificenze ricevute nel suo Brasile , come nei molti altri Paesi che hanno la fortuna di ospitare le sue opere.

Una mostra che ho il piacere di sottolineare sarà visibile sia in centro sia nella periferia di Milano: in via Dante dal 17 al 29 giugno ed a Baggio, nel cortile del Consiglio di zona 7, dal 30 giugno al 6 luglio. Quella di Nyemeyer è sicuramente una figura-simbolo di innovazione architettonica e del Brasile lo stesso artista disse: “Non è importante l´architettura, importante è la vita, importanti sono gli amici e la nostra voglia di cambiare questo mondo sbagliato“. Una frase che caratterizza tutta la vita dell’architetto spesa a cambiare, non solo esteticamente, un paese che, come tutte le terre dell’America latina, ha dovuto fare i conti con una storia tormentata.

Come assessore alle Aree cittadine ho voluto che le opere di Niemeyer venissero esposte non solo in centro ma anche in periferia. E così, dopo via Dante, 10 pannelli con 20 foto verranno messi in mostra a Baggio, uno dei quartieri più periferici della città. Le immagini delle opere di Niemeyer verranno posizionate nel verde cortile della sede del Consiglio di zona 7 in via Anselmo da Baggio. Penso sia importante dare spazio a queste manifestazioni anche lontano da quello che rappresenta il cuore pulsante della città. Saranno 90 fotografie di opere architettoniche, pannelli, schizzi, plastici e disegni, fra cui alcuni originali, e arricchita da filmati e audiovisivi che illustrano la storia e le idee di Niemeyer, anche attraverso la presentazione di opere non monumentali, come abitazioni popolari e scuole, e senza utilizzare grandi e dispendiose attrezzature tecnologiche, riflettendo in questo modo proprio la logica semplice ed efficace di questo grande e immenso architetto.

Dino Risi, un omaggio ad un sociologo mancato

giu 9

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Non ho mai avuto il privilegio di conoscere Dino Risi ma sono stata sempre una sua grande ammiratrice. Mi colpiva e provavo grande stima per il grande regista e sceneggiatore italiano perchè penso abbia raccontato più di tutti gli altri registi contemporanei. Lui era l’unico che, dagli anni ‘50 in poi, ci ha sempre raccontato quello che succedeva in Italia e non tornava mai indietro nel raccontare il nostro Paese prima e durante la guerra: perchè, in fondo, era davvero l’unica cosa che gli italiani volevano dimenticare.I suoi colleghi andavano avanti sempre con l’amarcord, lui raccontava momento per momento tutto quello che succedeva nel nostro Paese e in quegli anni tutto stava davvero cambiando rapidamente: vizi, virtù, simpatia ed antipatie. Penso sia stato davvero un “sociologo mancato”. Tranne alcuni suoi lavori, non è mai stato ben voluto per la sua intera carriera: aveva sempre da ridire qualcosa, raccontava degli spaccati di vita molto interessanti. Meglio Dino Risi che tanti libri che ripercorrevano ancora quell’Italia legata alla guerra. Addio maestro!

Grazie a Berlusconi per non aver incontrato Ahmadinejad

giu 6

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Il nemico pubblico mondiale numero uno della libertà e della pace arriva in Italia. Il suo nome è Ahmadinejad. Da presidente dell’Iran perseguita la sua stessa popolazione privandola dei diritti più elementari: trucca le elezioni, tortura gli studenti che contestano il suo regime, umilia le donne e impicca gli omosessuali. Non solo, la sua politica estera è indirizzata a favorire il terrorismo: dall’appoggio ad Hamas a Gaza a quello ad Hezbollah in Libano, passando per i suoi amici che commettono stragi di civili ogni giorno in Iraq. Lui stesso rivendica la volontà di distruggere Israele, nega la Shoah e sta perseguendo l’arma atomica per mettere in atto i suoi desideri. Siamo insomma di fronte ad una rara incarnazione del male.

Di fronte a questo spietato dittatore il governo Berlusconi ha fatto una scelta di civiltà, scegliendo di non incontrarlo. Una scelta che dovrebbe essere naturale fare per chiunque. Eppure in un’altra occasione (20 settembre 2006) il premier Prodi lo incontrò e gli strinse pure la mano. Purtroppo a sinistra certe cose “banali” come l’amore per la libertà non sono ancora acquisite. Se infatti Veltroni e Fassino hanno per fortuna preso posizione contro il dittatore, vi è da registrare l’assoluta freddezza del loro giornale: L’Unità. Segno che la strada da percorrere è ancora lunga per chi viene da quella tradizione. Si guardi solo a come la sinistra comunista sia in mobilitazione permanente contro la presunta “violazione dei diritti umani” in Italia, e non si sia nemmeno accorta del passaggio nel nostro paese di un dittatore sanguinario. Ci sarebbe da ridere, se non si trattasse di cose tanto serie.

Hillary Clinton tradita dalle donne

giu 4

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Nel giorno in cui Obama ha ormai dichiarato in Minnesota di essere lui il candidato democratico che sfiderà McCain alle prossime elezioni in USA, sono veramente dispiaciuta per la mia amica Hillary. Penso sia stata allo stesso tempo anche sfortunata nel trovarsi davanti Obama e di conseguenza davanti ad uno scontro dove per la prima volta si incontravano due minoranze così forti: le donne contro il popolo di colore.

Uno scontro più unico che raro fino a questo momento negli Stati Uniti d’America ma evidentemente, rispetto a tutto quello che si dice, penso che la Clinton sia stata tradita dalle stesse donne che invece dovevano condurla alla vittoria delle primarie. Se Hillary avesse avuto l’appoggio  del sesso femminile sarebbe bastato un discreto numero, non eccessivo, per superare Obama. Serve però, a questo punto, un esame di coscienza: forse è vero che le prime avversarie delle donne sono le stesse donne.


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