Grazie a Berlusconi per non aver incontrato Ahmadinejad

Il nemico pubblico mondiale numero uno della libertà e della pace arriva in Italia. Il suo nome è Ahmadinejad. Da presidente dell’Iran perseguita la sua stessa popolazione privandola dei diritti più elementari: trucca le elezioni, tortura gli studenti che contestano il suo regime, umilia le donne e impicca gli omosessuali. Non solo, la sua politica estera è indirizzata a favorire il terrorismo: dall’appoggio ad Hamas a Gaza a quello ad Hezbollah in Libano, passando per i suoi amici che commettono stragi di civili ogni giorno in Iraq. Lui stesso rivendica la volontà di distruggere Israele, nega la Shoah e sta perseguendo l’arma atomica per mettere in atto i suoi desideri. Siamo insomma di fronte ad una rara incarnazione del male.
Di fronte a questo spietato dittatore il governo Berlusconi ha fatto una scelta di civiltà , scegliendo di non incontrarlo. Una scelta che dovrebbe essere naturale fare per chiunque. Eppure in un’altra occasione (20 settembre 2006) il premier Prodi lo incontrò e gli strinse pure la mano. Purtroppo a sinistra certe cose “banali” come l’amore per la libertà non sono ancora acquisite. Se infatti Veltroni e Fassino hanno per fortuna preso posizione contro il dittatore, vi è da registrare l’assoluta freddezza del loro giornale: L’Unità . Segno che la strada da percorrere è ancora lunga per chi viene da quella tradizione. Si guardi solo a come la sinistra comunista sia in mobilitazione permanente contro la presunta “violazione dei diritti umani” in Italia, e non si sia nemmeno accorta del passaggio nel nostro paese di un dittatore sanguinario. Ci sarebbe da ridere, se non si trattasse di cose tanto serie.






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