Con Berlusconi e contro i professionisti dell’indignazione a comando

Il grande Marshall McLuhan diceva che l’indignazione è una tecnica per dare dignità a un idiota. Difficile non pensare al grande sociologo canadese quando in questi giorni tanti giustizialisti denunciano a squarciagola le nuove norme sulla giustizia. Costoro sono infatti capaci di scendere in piazza gridando contro la presunta impunità di un singolo cittadino, mentre chissà perché dimenticano di denunciare i quasi novemila magistrati che (loro sì) godono di una reale impunità , e da decenni.Â
Solo chi chiude entrambi gli occhi può non vedere la disparità di trattamento cui è sottoposto Berlusconi: accusato di cercare l’impunità mentre viene perseguito da magistrati che impuniti sono già . Basti pensare all’innocente Tortora ed al processo-farsa cui fu sottoposto. Che fine fecero i Pubblici Ministeri di quel processo? Furono radiati per persecuzione ingiusta nei confronti del presentatore? Macché, furono promossi al Consiglio Superiore della Magistratura.
Questa è l’impunità reale ed ancora attuale che dovrebbe indignare, quella dei magistrati. Tanto più che si tratta di persone che decidono delle vite di noi tutti. Si domandino questi professionisti dell’indignazione a comando perché non riescono a interessarsi della sorte degli italiani nelle aule di giustizia, ma solo della sorte di uno in particolare. Che sia forse un’indignazione “ad personam”?
Tags: berlusconi, colli, giustizia, indignazione, magistrati, Tortora, trattamento






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Ecco Mauro, il solito sistema brigatista, ..niente cognome ed attacco infamante al limite della legalità . Voi di “Lotta contnua”, ovvero gli assasini del Cmmissario Calabresi non ce la fate proprio ad accettare la democrazia!
|Lasciato il 25 gennaio 2010 alle 13:03|