Archivio del mese di luglio 2008

Torna il Festival teatro canzone Giorgio Gaber

lug 25

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Anche quest’anno sono estremamente grata a tutti i grandi artisti che verranno, a partire da oggi, a rendere un omaggio ed un saluto a mio marito, Giorgio Gaber.  Sempre grandissimi ospiti in questa rassegna musicale che già in passato ha visto sul palco Claudio Baglioni, Pino Daniele, Gianni Morandi: nomi all’altezza di mio marito, insomma. A partire da stasera i protagonisti saranno Jovanotti, Massimo Ranieri, Mietta, Gianluca Grignani, Baustelle, Negramaro e tanti altri. Ci saranno 23 canzoni che coprono gli anni tra il 1962 e il 2003, con particolare attenzione al loro primo periodo ma anche con brani interessanti come “Noi due stupidi”, che verra’ eseguita da Luca e Paolo, Van De Sfroos con “Barbera e Champagne” e “Latte70″, che verra’ eseguita dai Baustelle. Jovanotti farà quattro brani di Gaber e so che ha lavorato parecchio per interpretarli al meglio.

Presentato quest’anno da Iachetti, mi sento di dire che questo Festival sia straordinario perchè è rimasto l’unica manifestazione dove non c’è ombra minima di competizione. C’è un clima familiare e cordiale ed in più è anche uno spazio per i giovani che hanno modo di lanciarsi nel panorama musicale italiano. Mi sento davvero in dovere di ringraziare tutti per questo saluto affettuoso a mio marito. Grazie!

Non mi piace questo attteggiamento passivo degli islamici

lug 22

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In merito anche alle vostre risposte nel blog ed al grande interesse che comunque riscuote questa “faccenda islamica” vi porto a conoscenza delle novità attuali. Novità tutt’altro che piacevoli, a mio modo di vedere, perchè non sto gradendo affatto l’atteggiamente estremamente passivo degli islamici che sembrano essere là con le mani in mano aspettando che la questione si risolva. La soluzione temporanea del Vigorelli, e adesso quella del Palasharp, per un paio di settimane, non risolve il problema per poter ospitare la preghiera di più di 4000 islamici.

Bisogna che anche loro inizino a darsi una mossa: trovare un luogo adatto e fare passo dopo passo tutto quello che serve per far nascere un nuovo luogo di culto. Ora devono capire che, al momento, non ci sono luoghi idonei per la loro preghiera. Inutile scaricare il problema sul Comune di Milano. Mi aspetterei una sorta di collaborazione da parte loro. Purtroppo a Milano non abbiamo tutto questo spazio per far felici tutti. In più abbiamo, anche noi, le nostre iniziative senza pensare minimamente che già ci si sta muovendo in vista dell’Expo 2015. Gli islamici devo anche darsi da fare per quel percorso che finalmente li porterà ad avere il loro luogo di culto.

Nessuno tocchi Linate!

lug 21

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Nonostante la smentita in una nota della stessa Sea, in relazione all’articolo apparso oggi su “Il Giornale” che attribuisce al Presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, l’affermazione della volontà di chiudere l’aeroporto di Linate, voglio comunque ribadire l’importanza di questo luogo che rappresenta ormai un vero e proprio patrimonio per l’economia e la politica della città di Milano. In un paese con un sistema burocratico ampolloso come il nostro per il quale il centro di tutto resta ancora Roma non è pensabile chiudere un punto di riferimento come Linate che dovrebbe, invece, essere trasformato in un domestic airport.

Chiudere Linate significa rendere meno efficiente la rete dei collegamenti del Nord Italia e contribuire ad alimentate uno spreco di tempo e di denaro nei confronti di quanti viaggiano, soprattutto per lavoro, alla volta di Roma e non solo. Non dimentichiamo, poi, che Milano-Roma è la seconda tratta più battuta d’Europa dopo Barcellona-Madrid che è, però, molto meno costosa. Linate non può essere considerato un aeroporto di serie B. A volte, prima di fare i conti con le casse delle società bisognerebbe pensare un po’ di più al bene dei cittadini e al disagio che si recherebbe loro privandoli di un servizio tanto importante e all’avanguardia.

La Spagna massacratrice di ogni iniziativa altrui

lug 17

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Sinceramente non ne posso più. Sono davvero stupita di quest’atteggiamento spagnolo di massacro contro qualsiasi iniziativa altrui. Già qualche tempo fa notai questo comportamento particolare quando invitai la ministra spagnola Bibiana Aido Almagro  a pensare bene prima di parlare del nostro premier Berlusconi e adesso eccoli tornare: ora è il turno di Sarkozy. E mi dispiace dire questo contro questo bellissimo paese che forse fino a qualche tempo fa era nel nostro immaginario l’unica alternativa alla nostra Italia. Un paese che ha anche sofferto per tanti anni ma che adesso sta diventando un paese straordinario, una nazione ristrutturata dove anche l’economia va molto bene (non ottimamente però di come ce la descrivono loro).

Li trovo sinceramente dei villani: trovo evidentemente questo loro modo di scagliarsi contro chiunque si metta al lavoro e chiunque si accomodi sul loro stesso divano. Neanche il tempo di accomodarsi che già la Spagna ti massacra per qualsiasi iniziativa. In questo periodo, come detto, è il turno della Francia: è vero, c’è sempre stata grande rivalità ma la Spagna dovrà accontentarsi se il centro della struttura mediterranea sarà in Francia e non nel loro paese. Abbiate pazienza spagnoli, lasciate da parte questo insopportabile livore verso tutto e tutti.

Una moschea milanese e non una moschea a Milano

lug 16

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 Non posso che essere soddisfatta del fatto che dopo tanti anni, la Giunta di cui faccio parte, stia contribuendo a risolvere la questione di viale Jenner. Per il bene di tutti, tanto degli abitanti della zona che dei fedeli musulmani. Ora ci resta da risolvere il problema dei fedeli. Sarei miope però, se guardassi solo alla collocazione fisica della moschea. In questi giorni stiamo prendendo una decisione che contribuirà a decidere la direzione dell’islam milanese. E’ finito il tempo in cui si chiedevano solo diritti, senza rispettare dei doveri: di trasparenza,di tolleranza e di apertura nei confronti delle altre religioni e in particolare del ruolo della donna.

Dalla moschea più inquisita d’Italia, soprattutto da essa, mi aspetto concrete novità. Altri luoghi di culto islamici a Milano, li hanno già saputi dare. A cominciare dalla moschea di via Meda, che infatti pur nella differenza culturale è ben accetta da tutti. E’ tempo che viale Jenner decida di essere una moschea milanese, e non più – semplicemente – una moschea a Milano, isolata culturalmente dal mondo che la circonda.

Funari, uno da “vivi e lascia vivere”

lug 14

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Il mio amico Gianfranco era proprio così: un tipo da “vivi e lascia vivere” anzi “lasciami vivere”. Gianfranco Funari era un mio amico da tanto tempo essendoci conosciuti ormai parecchi anni fa. La nostra amicizia era testimoniata anche dal fatto che nel suo ultimo programma su Odeon io andavo spesso come ospite e mi trovavo sempre molto bene con Gianfranco in studio. Che dire del personaggio Funari? Un uomo che si è sempre goduto la vita, forse delle persone in mia conoscenza quello che se l’è goduta più di tutti. In qualsiasi cosa ed in qualsiasi minuto faceva sempre quello che più gradiva insieme a quel lato infantile, quel bambino che c’è in noi, che da sempre lo guidava. Si sposò varie volte, il suo lavoro era un “up & down” continuo.

La cosa più bella però era tutta quella energia vitale che sprigionava in ogni cosa facesse, un’energia che raramente ho visto in una persona a me vicina. E poi del suo lato caratteriale mi ha sempre colpito quel suo mai parlar male degli altri. Si lasciava andare a qualche batuttina ma rimaneva sempre nell’ambito dello scherzo: era un suo modo di pensare e di vivere. Vivi e lascia vivere… anzi “vivi e lasciatemi vivere”. Ciao Gianfranco.

A Viale Jenner la situazione è insostenibile

lug 11

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Lo spostamento non è per niente facile ed i cittadini sono furibondi. E’ questa la situazione che attualmente si vive nel quartiere di viale Jenner. Bisogna trovare una location che non infastidisca i milanesi: stiamo cercando ma la prima risposta, quella del Vigorelli, lo storico velodromo nei pressi della Fiera, non è stata per niente positiva. La situazione è davvero insostenibile.

Ho ricevuto ed ascoltato le proteste dei cittadini che nel periodo del Ramadan e nella giornata di preghiera del venerdì non riescono nemmeno ad entrare nel proprio portone di casa. Il tutto in mezzo ad alberi, marciapiede e strada a doppio senso di marcia: in qualche modo risulta anche pericoloso muoversi per non “salire sopra” alla gente dedita alla preghiera. L’obiettivo è solo uno: trovare un luogo idoneo senza stravolgere la vita dei cittadini di Milano.

Quasi quasi vado anch’io a Piazza Navona!

lug 8

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Non nascondo che sono molto tentata oggi di raggiungere i girotondini a Piazza Navona. Egoisticamente infatti, apprezzo il loro modo di fare opposizione con la bava alla bocca. La cosa infatti fa crescere ancora di più i consensi per il mio shieramento. Lo si è visto in tutti i sondaggi pubblicati in questi giorni, come anche alle recenti elezioni siciliane. Non può che farmi riflettere poi, la loro capacità di non stancarsi mai di protestare. Il grande scrittore Paul Valery infatti, lui sì una persona seria, diceva che “l’indignazione permanente è segno sicuro di bassezza morale”.

Come non dargli ragione, quando si pensa che proprio l’On. Di Pietro che oggi fa il moralista, quando era magistrato ha utilizzato Mercedes e case, oltre che prendere a prestito 200 milioni da persone inquisite. Naturalmente senza pagare interessi. Se è per questo che lui si crede una persona disinteressata, gli consiglierei di consultare il vocabolario. Disinteressato non è chi non paga gli interessi sui prestiti…

Hanno ragione Di Pietro e Travaglio: Berlusconi è un “impunito”

lug 4

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Che Berlusconi sia impunito è un fatto incontrovertibile. La giustizia italiana infatti non lo ha punito: per sei volte è stato assolto, per cinque le accuse si sono rivelate aria fritta e sono state archiviate. In altri sei casi è intervenuta la prescrizione e quindi l’assoluzione. Siamo quindi di fronte a un uomo non punito. Vorrei solo suggerire alla coppia “Di Pietro & Travaglio” di leggere la Costituzione che tanto dicono di volere difendere. Scoprirebbero che esiste un  termine più adatto: innocente. Si usa per persone sottoposte a processo e non condannate.

Per chi si erge a difensore della Costituzione tutti i giorni, un minimo di rispetto delle regole e dei termini in essa contenute sarebbe doveroso. O forse se la Costituzione tutela Berlusconi non va più bene? Se hanno dubbi costituzionali, chiedano al Presidente Napolitano. Sono certa che con la sua grande saggezza saprà spiegare cose per loro sorprendenti: dalla costituzionalità del “lodo Alfano” al fatto che il CSM non si debba esprimere sulla costituzionalità delle leggi.

Un affettuoso abbraccio alla Betancourt

lug 3

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Bentornata Ingrid! Sono stata davvero molto contenta ieri quando ho appreso della liberazione della Betancourt dopo questo lungo periodo di prigionia durato ben 6 anni. Già qualche anno fa, quando ero alla Provincia, mi ero mossa per non far scordare questa terribile vicenda che si protraeva attraverso l’esposizione di alcune sue foto. Per fortuna, dopo tanto tempo, questo blitz in terra colombiana è andato a buon fine senza neanche la consuete fasi di trattative che sono forse più stressanti. Auguro a Ingrid Betancourt di riuscire a riprendere la sua vita e la sua attività anche se immagino che non sarà per niente facile tornare quella di prima. Un ideale abbraccio anche alla sua famiglia costretta a questo distacco forzato negli ultimi 6 anni, decisamente troppi.


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