Archivio del mese di settembre 2008

Sindacalisti della scuola? Sono propagandisti e bugiardi

set 26

 

Non posso che essere attonita di fronte alla caterva di bugie che i sindacati degli insegnanti stanno riversando sul ministro Gelmini. Tanto più che tali fandonie non colpiscono “solo” il ministro, ma creano timori ingiustificati nelle famiglie. L’illuminante articolo del sociologo di sinistra Ricolfi, apparso ieri su “La Stampa“, fa giustizia della propaganda sindacale. Dice Ricolfi “la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi. Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi (…) Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti(…) Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30 (…)“.

Sono tutte cifre inventate di sana pianta. Ma la cosa che mi preoccupa di più è che questi insegnanti sindacalisti, con il loro comportamento, demoliscono la credibilità della scuola italiana. Mi domando cosa insegnino questi professionisti della bugia ai nostri figli. Forse, è meglio non saperlo.

Il CRT: un ottimo collegamento tra centro e periferia

set 24

 

Finalmente il CRT, Centro di Ricerca Teatrale, ha trovato una nuova casa. All’inizio di questa settimana, infatti, insieme alla Triennale, abbiamo raggiunto un’intesa per la creazione della nuova sede del CRT, che aveva finora trovato casa nel Teatro dell’Arte. Una vera e propria nuova location situata  in Piazzale Abbiategrasso nel quartiere Chiesa Rossa. Finalmente, lo sottolineo, avremo un centro di produzione teatrale che contribuirà a dar vita al quaritere.

La collaborazione tra il Comune di Milano, Triennale e CRT crea un dialogo innovativo tra committenza, progettazione e produzione artistica. E lo fa in un quartiere di periferia quale il Gratosoglio, a sud della città, che si sta imponendo sempre più come distretto culturale. Un quartiere lontano dal centro, certo, ma facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici di superficie e con la metropolitana.

Le due sedi teatrali del CRT, quelle di via Dini e di piazzale Abbiategrasso, si vanno ad affiancare al Teatro Ringhiera di via Boifava che ha riaperto i battenti lo scorso anno. Dopo due anni di chiusura il Comune ha affidato al gestione del Teatro alla compagnia Atir che la scorsa settimana ha presentato la sua prima stagione completa. Da non dimenticare la biblioteca di via Chiesa Rossa e, infine, la Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, dell’architetto Giovanni Muzio, illuminata dall’installazione permanente di Dan Flavin, voluta dalla Fondazione Prada.

La periferia, dunque, cambia volto e anima. E lo fa, anche attraverso la cultura che non può e non deve essere qualcosa per pochi, ma si deve aprire alla città e a tutti i milanesi.

Al via il progetto “Pepita”

set 23

Ieri insieme a Massimo Girtanner, Presidente di Zona 6 di Milano, ho presentato una nuova idea: il progetto “Pepita”. Il prospetto e’ quello di dare vita a un’orchestra classica “permanente”formata da giovani musicisti di età compresa tra i 10 e i 19 anni. E’ un’ idea nata dall’iniziativa promossa, da oltre 30 anni, in Venezuela ad opera del maestro Josè Antonio Abreu che ha permesso a oltre 250 giovani provenienti da famiglie disagiate di avere accesso alla musica e all’educazione, formando centinaia di orchestre musicali giovanili che oggi si esibiscono in tutto il mondo. Da questa progetto sono anche nati molti talenti tra cui il maestro Gustavo Dudamel richiesto dai più importanti teatri di tutto il mondo.

Il progetto “Pepita” si articola in tre momenti: prima l’ istituzione di una scuola di musica permanente per formare i ragazzi che andranno a comporre l’orchestra, poi la selezione dei ragazzi ritenuti idonei a partecipare al progetto ed infine l’istituzione di un’orchestra giovanile che dia concerti per il pubblico. Si tratta di un’iniziativa rivolta ai giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni che abbiano voglia di imparare a suonare o semplicemente di migliorarsi in uno strumento. Ragazzi con la passione per la musica e che vogliono vivere l’emozione di far parte di un’orchestra. La scuola si pone come un presidio sociale capace di coinvolgere il maggior numero di giovani possibile, soprattutto coloro i quali, pur desiderando suonare uno strumento non se lo possono permettere.

Ritengo che l’utilità sociale del progetto, infatti, sia nell’offrire, gratuitamente, ai ragazzi della suola dell’obbligo la possibilità di fare musica con la prospettiva di mettere a frutto ciò che imparano entrando a far parte di una vera orchestra. L’obiettivo non è di formare professionisti ma dare vita a momenti di aggregazione e combattere il disagio. I corsi sono gratuiti e saranno tenuti a insegnanti che oltre alla loro professionalità condivideranno gli scopi musicali e sociali del progetto.

Addio Abdul! La politica faccia un passo indietro

set 22

Di fronte alla morte di Abdul, un ragazzo di 19 anni, il mio primo sentimento è stato di sbigottimento e di profonda tristezza, non ero neppure in grado di pensare alle beghe politiche. Forse e’ anche per questo che ho lasciato passare qualche giorno prima di voler esprimere la mia opinione su questo tragico fatto. Il mio pensiero è andato all’idea di come quella vita sia stata spezzata su uno squallido  marciapiede, in maniera orribilmente brutale. Non ho potuto evitare di pensare a quanti furtarelli o ragazzate del genere si compiono a quell’età.

Se poi la morte di Abdul sia dovuta a un tragico fraintendimento (i suoi assassini sostengono di aver creduto che il ragazzo avesse rubato l’incasso della giornata, invece che un paio di biscotti. Come se cambiasse qualcosa, come se la vita di un ragazzo potesse avere un prezzo) o a quel di più di violenza scatenata a causa del colore della sua pelle, temo non lo sapremo mai. Resterà probabilmente un segreto custodito nella mente dei suoi aggressori, e sarà comunque compito della magistratura scoprirlo. C’è invece chi non sa aspettare il corso della giustizia e reputa evidentemente inutile il processo, avendo già deciso in cuor suo la sentenza. La politica è tra questi.

Purtroppo anche a Milano la regola per cui la politica deve entrare dappertutto, dalla culla (e anche prima) alla bara, è un vizio sintomatico della faziosità di cui siamo impregnati. Per dirla con parole semplici, sentiamo la necessità di buttarla sempre in politica. Lo si è fatto con l’assassinio della signora Reggiani l’anno scorso, utilizzato politicamente dalla destra, così come l’ha fatto la sinistra negli anni scorsi ogni qualvolta un nostro soldato è caduto in Iraq o in Afganistan: invocando il ritiro delle truppe, prima ancora di esprimere solidarietà umana alle famiglie che avevano subito una perdita tanto grave.

Forse dovremmo iniziare a pensare a quanto sia vuota e arrogante questa politica che cerca di pervadere la nostra vita e perfino la nostra morte, invece che inchinarsi umilmente di fronte alla peggiore delle tragedie. Se addirittura la famiglia di Abdul è arrivata a percepire che la loro sofferenza è stata strumentalizzata (”chiediamo che le nostre parole non vengano usate per uno scontro politico. Siamo gente semplice, vogliamo solo giustizia“, hanno detto), allora credo che sia tempo per tutti  di fare un passo indietro.

Ciascuno si limiti al proprio dovere. Alla giustizia l’accertamento della verità. Alla politica il dovere di portare alla famiglia Guiebre, a nome di tutta la città, la vicinanza e la solidarietà di tutti i milanesi. Se poi davvero la politica vuole fare qualcosa in più ci si muova, magari insieme, in Consiglio Comunale, per promuovere nella nostra città una cultura che ripudi la violenza. Credo che di fronte alla morte di un ragazzo si possano, anzi si debbano superare i confini di destra e sinistra. Ciascuno faccia quello che può. Ma lasciamo la famiglia Guiebre piangere in pace il suo, il nostro, Abdul.

Con ddl Carfagna, finalmente le multe anti-prostituzione

set 11

Non posso che essere d’accordo con quanto deciso oggi con il ddl Carfagna dove finalmente si cercherà di mettere fine al problema della prostituzione. Frenare questo fenomeno è il primo obiettivo mentre mi ha colpito molto quello che sarà il regime sanzionatorio a danno sia dei “clienti” che delle prostitute: saremo davvero contenti nel Comune di Milano di destinare tutti questi soldi a qualche causa sociale. Oltre al pericolo “pecuniario” non penso sia piacevole per nessuno ricevere una multa per questa ragione, venendo anche scoperti dalle persone più vicine.

D’accordo anche pensando al degrado che questa “esercizio per strada” determinava. Non parlo delle 3 di notte ma in alcune strade, di Roma e Milano per fare un esempio, già dalle 21 della sera si può assistere ad un vero e proprio “mercato del sesso” dove queste ragazze (di tutte le età!) invadono la strada per sbattere il loro fondoschiena sul cofano e invogliare qualche piacevole fantasia. Come potrebbe reagire un bambino a questa scena? Per quelli che sono i pensieri che dovrebbe avere un bambino, a mio modo di vedere, è una visione troppo forte  a cui spero, con questo nuovo provvedimento, il fanciullo stesso non dovrà mai più assistere.

Assolutamente favorevole al Maestro unico

set 9

Sono assolutamente favorevole al Maestro unico di cui parla in questi giorni il ministro dell’ Istruzione, dell’universita’ e della ricerca, Mariastella Gelmini. E’ un’immagine sicuramente curiosa quella del bambino che si ritrova davanti una serie di persone sconosciute appena messo fuori il naso da casa, a scuola appunto. Il Maestro unico lo trovo un’idea intelligente per permettere ai nostri bambini di avere piu’ confidenza con il proprio insegnante che avra’ poi davanti agli occhi per i seguenti 8 mesi dell’anno, un vero e proprio punto di riferimento.

Poi a tutto questo si aggiunge i risultati non certo eccelsi della scuola italiana. Gli studenti che escono oggi dalle scuole hanno una preparazione decisamente modesta visto che non si insegna piu’ a scrivere, non si stimola piu’ la memoria dei ragazzi facendo imparare quelle noiose poesie che ora sanno di antico.

In questo ambito c’e’ anche un lato economico da non sottovalutare. Per il settore dell’Istruzione, quello colmo di lavoratori sottopagati, il discorso della Gelmini potrebbe essere utile anche per poter investire i risparmi in quello che ritengo un vero e proprio dono, quello dell’insegnamento. Se poi aggiungiamo che nelle nostre scuole c’e’ anche una presenza del 10% di bambini extracomunitari che hanno la necessita’ di essere sostenuti anche da altri insegnanti, a questo punto potremmo tranquillamente “portare le nostre buste paga direttamente al Ministero” per poter pagare in ogni classe almeno 3 insegnanti piu’ i numerosi maestri di sostegno.


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