
Cari lettori di Collinews e del mio blog, rivolgendomi in special modo a tutti i milanesi, oggi sono felice di poter dire che gli orti di zona 6 risorgono a vita nuova. Si sono conclusi, infatti, prima dell’estate i lavori di riqualificazione dei 94 appezzamenti ortivi di via Danusso – De Finetti, in zona Barona a sud della città, che sono stati assegnati ad altrettanti residenti della zona 6. Penso sia un’importante operazione di riqualificazione di un’area periferica con lo scopo, da una parte, di rendere più sicura e viva la zona, dall’altra di dare la possibilità agli anziani di vivere gli spazi della città trovando un luogo di aggregazione sano e sicuro.
I lavori di riqualificazione, effettuati con lo scopo di ripristinare e mantenere le strutture preesistenti e arricchire la dotazione personale e comune degli ortisti sono consistiti nella piantumazione, la sistemazione dei cancelli di accesso all’area ortiva, il rifacimento di tutti i cancelletti di entrata alle singole particelle ortive, la predisposizione di un punto di erogazione dell’acqua per ogni particella ortiva, l’installazione di 5 casette spogliatoio, prefabbricate in legno, attrezzate con sedute e appendiabiti, una pergola autoportante in legno attrezzata con 4 tavoli da picnic comprensivi di sedute, la predisposizione di platee di appoggio in cemento per le casette e la pergola ed, infine, il rifacimento dei vialetti interni all’area ortiva
Gli orti urbani svolgono un’importante funzione sociale. Destinati, per lo più, alla popolazione anziana della città o a chi vive una situazione di disagio, gli orti danno la possibilità a chi li coltiva di sentirsi utile, socializzare con gli altri ortisti e quindi sentirsi meno soli. Non solo, in un periodo di crisi economica l’orto aiuta anche a rimettere in sesto i piccoli bilanci familiari di anziani che faticano ad arrivare a fine mese. In tutta la città di Milano si contano 430 orti comunali grandi in media 45/60 mq e che occupano 27.673 mq di terreno. Per la conduzione dell’orto viene richiesto un canone minimo (mediamente intorno ai 100 euro annui per ciascun appezzamento) cui si aggiunge un deposito cauzionale di eguale importo.
