Lo scorso marzo ho invitato tutti i lettori del mio blog e di Collinews a cercare di raccontare le proprie storie. Soprattutto quelle inerenti a cinquantenni che hanno perso il proprio posto di lavoro: sebbene ancora in gamba, alla loro ancor giovane età hanno eccessive difficoltà per trovare un’altra occupazione. Come dissi al tempo, in parte è certo colpa della mentalità corrente, che considera gli over 50 persone già anziane. Poteva essere vero 30 anni fa, adesso non lo è più.
Colgo l’occasione per pubblicare la storia del signor B. (giunta al mio indirizzo mail che ricordo ancora a tutti: ombrettacolli@collinews.it) che mi ha colpito per vari aspetti. Ringrazio il signor B. per avermi acconsentito di renderla pubblica. Per motivi legati ad una gradevole lettura su internet sono costretta a tenere da parte qualche riga. Ecco la storia del signor B.:
“Nato nel 12/1950, orfano di padre, ho lasciato la Mia Napoli nel 1973 avevo conseguito il diploma in ragioneria da 3 anni ed avevo trovato solo da lavorare “in nero” prima presso una azienda artigiana di pelletterie, poi in un negozio di ricambi auto ed, in fine, a cottimo, per la CCIAA. Sono un portatore di handicap per aver contratto la polio alla gamba destra a 6 mesi di vita ed a Napoli non intravedevo un futuro dignitoso nel lavoro, allora mia madre mi esortò ad “emigrare” verso il Nord. Nel gennaio ‘74 fui assunto presso la filiale Torinese della IBM Italia spa (dopo aver fatto anche un colloqui in SIP ed uno in Xerox). Ho fatto la gavetta e, nel 1992 avevo acquisito la qualifica di Analista Specialista Amministrativo di supporto alle vendite. Avevo meritato la qualifica di “quadro” di 7° livello (contratto naz..Metalmeccanici) e cominciavo a guadagnare discretamente ed a ricevere premi tangibili e riconoscimenti scritti quando……………..il mondo informatico mostra apertamente la sua crisi…..ed anche in IBM si ebbero le avvisaglie dei grossi problemi che erano all’orizzonte.
Dal ‘92 al ‘94 fui soggetto a mobbing come moltissimi altri colleghi ( pensi, signora Colli che, tutte le settimane, dalla sede veniva a farci visita il capo D.P. al quale eravamo stati affidati, per non mettere in crisi il capo che avevamo a Torino P.P. e, convocata una riunione ci chiedeva apertamente se avessimo deciso o meno di dare le dimissioni) e, a giugno ‘94 diedi le dimissioni. Solo in seguito ho riflettuto sul fatto che, in veste di portatore di handicap assunto come Invalido Civile, nessuno avrebbe potuto mai licenziarmi ! Ma questo dimostra cosa significa essere sottoposto a mobbing e poi, dagli americani ! Teniamo presente che all’epoca di mobbing in Italia nessuno parlava ! [..] Ma io credevo che ce la avrei fatta !
Per 4 anni, nonostante inoltrassi una infinità di richieste di assunzione, non ho sostenuto neanche un colloquio di lavoro. Allora mio figlio aveva 8 anni e frequentava le scuole elementari. Io ho fatto il baby sitter con il cuore colmo di odio, e paura per il futuro. Fu allora che cominciai a pensare al suicidio. Nel ‘97 a mie spese frequentai presso la AICQ di Milano i corsi relativi alla certificazione del Sistema Qualità acquisendo la qualifica di Valutatore interno di Sistema Qualità ed ebbi la ventura di trovare lavoro (nel ‘98) come “consulente commerciale” presso la 2G Servizi Industriali srl di Torino società di consulenza direzionale. [..] Il valore standard di un contratto da me procacciato era di 15.000.000 – 20.000.000 di Lire. In due anni firmai 20 contratti.
Viaggiare in auto per tutto il Piemonte per la 2G Servizi Industriali è durato due anni poi la proprietà decideva di ridurre il personale mentre un mio vecchio conoscente ing. M.C. fuori-uscito da IBM prima di me, mi propose di entrare nella azienda informatica di cui era socio al 50% con un secondo mio conoscente ing. P.L.Z. anch’esso ex IBM. Fu così che dal 4/2000 al 3/2006 ho svolto il ruolo di responsabile della amministrazione vendite della Top Consult srl di Torino. [..] Il mio rapporto di lavoro era regolato, anche questa volta da una “lettera di incarico” rinnovabile anno per anno che, nel momento in cui i due soci si separarono, nel 2005, non mi è stata più rinnovata, ricevendo in cambio solo un “benservito”.
E’ trascorso un anno e mezzo nel corso del quale ho acquistato il data base delle Pagine Gialle dal quale ho tratto più di 5.000 indirizzi di società di capitale persistenti in tutta la provincia di Torino. A queste società ho indirizzato il mio curriculum la domanda di assunzione senza ricevere alcuna risposta. Nel 6/2007 un conoscente R.C. mi propose di ricoprire un ruolo di back-up al personale assente per il periodo di vacanze estive. Con la recondita speranza che, in seguito, si sarebbe potuta creare la possibilità di prolungare la mia permanenza in azienda. Avrei dovuto fare il “receptionist” e l’impiegato dell’ufficio “posta e protocollo” presso la Sisge spa di Rivoli (TO). Erano 17 mesi che ero a casa senza lavorare ed accettai ! Mi fu fatto sottoscrivere un contratto “a progetto” che, senza alcuna motivazione nè recondita nè palese, è stato rescisso dall’azienda dopo soli 30 gg ! [..]
Dal ‘92 al 2005 ho scritto raccomandate RR a : C.A. Ciampi, E. Ghigo, Bassolino, Maroni, Tibaldi chiedendo “lumi” ed indicazioni su persone o istituzioni a cui rivolgermi per essere aiutato a rientrare nel mondo del lavoro. Per Ciampi mi rispose un suo subalterno dichiarando il Presidente indisponibile, Ghigo mi rispose politicamente senza darmi indirizzi di alcun genere, la signora Tibaldi (resp.Provinciale Lavoro) mi rispose “facendomi coraggio” ed esortandomi ad “andare avanti”, gli altri hanno taciuto ! Negli anni mi sono altresì rivolto agli uffici competenti in Provincia per ottenere un controllo sulla applicazione della legge 68/99 da parte delle aziende alle quali avevo indirizzato le mie domande di assunzione ma, fino al mio messaggio al dottor Brunetta, del 6/2008 nessuno mi ha risposto. [..]
Ed è stato così che a 7/2008 ho scritto al dottor Sacconi per denunciare le discriminazioni che le agenzie interinali (e non) attuano per gli over xx e per i portatori di handicap. [..] In tutto questo non riesco a maturare i 35 anni di contribuzione INPS per aver diritto alla pensione contributiva mentre, forse, a 65 anni potrei percepire solo la pensione minima (€ 500 mese, forse !). Ma come faccio a vivere fino ad allora ? A vivere rispettando me stesso dico ! Ad alzarmi tutte le mattine senza uno scopo, senza una meta da raggiungere che ne valga la pena ! La mia famiglia fronteggia la vita poggiando sul lavoro di mia moglie e sul fatto che, per fortuna, il mutuo della nostra casa stà per essere saldato a breve.
Gentile signora Colli, il Governo del Mio Paese non ha il diritto di “ignorare” le migliaia e migliaia di persone nelle mie condizioni offrendo, invece anni di ammortizzatori sociali agli ex dipendenti Alitalia. Il Governo del Mio Paese deve iniziare a rispettare e far rispettare la Costituzione attuando in pratica gli articoli che salvaguardano i diritti civili degli Italiani TUTTI ! Il primo tra i quali è il LAVORO ! Non so quanto riuscirò ad andare avanti tra una spesa al mercato e la biancheria da stirare ed il cucinare il pranzo e la cena per mio figlio (perchè è quello che faccio da mesi). Certo non avrei mai potuto supporre che, nonostante l’enorme energia che ho profuso sempre nel lavoro, “scomparissi” per il resto del mondo ! Mi fermo perchè comincio ad avere il magone e la saluto ringraziandola per l’opportunità che mi ha dato di “parlare”, cosa che non faccio più spesso perchè trascorro la giornata da solo.
Ho deciso di pubblicare la storia del signor B. in modo che sia a disposizione dei mass-media e della pubblica opinione. Provvederò ad informarmi anche presso le varie categorie menzionate dal signor B. Sono ancora convinta e spero, dopo aver riletto per l’ennesima volta questa storia, che rifarsi una vita a 50 anni diventi (finalmente) una cosa normale. Ancora grazie signor B.