Archivio del mese di novembre 2008

Natale 2008: la tradizione nelle 9 zone di Milano

nov 28

Quello che ho presentato oggi con il mio assessorato alle Aree Cittadine e Consigli di Zona del Comune di Milano sara’ un Natale ricco di musica, feste e momenti d’intrattenimento per tutti nelle 9 zone della città. Ecco di seguito le varie iniziative:

Dal 6 dicembre torna, anche quest’anno, nelle 9 zone della città, l’Ufficio postale itinerante di Babbo Natale: una “casetta” colorata trasformata per l’occasione in un vero e proprio ufficio postale dove, dalle ore 11 alle 19, durante tutti i week-end del mese di dicembre sarà possibile inviare messaggi, lettere e cartoline a Babbo Natale. I bambini potranno vivere l’ emozione di inviare una missiva a Babbo Natale grazie all’aiuto di folletti e renne che animeranno la struttura e che consegneranno loro un dono natalizio.

In occasione del Natale  abbiamo anche garantito la presenza di 9 giostre per bambini nelle piazze decentrate della città. Le giostre, che potranno essere utilizzate gratuitamente dai bambini, saranno presenti dal 20 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009 e garantiranno un momento ludico e aggregativo per i bambini delle periferie. Si tratta di un aiuto concreto alle famiglie con bambini che potranno passare interi pomeriggi di festa senza gravare sui bilanci domestici.

Inoltre, i mercati rionali della città si trasformeranno in piccoli teatri all’aperto. Grazie all’iniziativa “Animazione con gioco a premi nei mercati all’aperto”, due gruppi di animatori/attori, su furgoni cassonati, proporranno performance di animazione teatrale interattiva in una location alternativa. Le performance avverranno sui cassoni dei furgoni, opportunamente scenografati, e proporranno delle azioni mimate richiamando il Natale.
Per il giorno della Befana, il 6 gennaio il Teatro Barro’s di zona 5 ospiterà “La vera storia della Befana e di Babbo Natale”. L’iniziativa prevede un pomeriggio di festa nel giorno dell’Epifania rivolto ai più piccoli e alle loro famiglie, offrendo uno spettacolo di magia comica, momenti di animazione dei clown tra il pubblico e attrazioni come il trucca bimbi e le sculture di palloncini, i balli di gruppo con la proiezione di un film per bambini, la distribuzione a tutti della calza della Befana con dolcetti e carbone.

Serate di gala, tombolate, concerti e balli di gruppo saranno i protagonisti del Natale nei Cam (Centri di aggregazione multifunzionali) della città. Gli oltre 40 mila anziani che frequentano i centri ogni anno avranno la possibilità di trascorrere in compagnia il periodo delle feste. Sono veramente contenta di quello che siamo riusciti ad organizzare, soprattutto per la serie di iniziative dedicate ai bambini, che sono i veri protagonisti del Natale. Sono tutti eventi gratuiti pensati per andare incontro alle famiglie che vivono un momento di crisi ma che non devono rinunciare alla festa e alla gioia del Natale.

“Milano per Giorgio Gaber”: seconda edizione

nov 26

Oggi cari lettori del mio blog sono particolarmente orgogliosa di annunciarvi che saranno Claudio Bisio, Neri Marcoré, Gioele Dix ed Eugenio Allegri i protagonisti della seconda edizione di “Milano per Giorgio Gaber”. Questa incredibile manifestazione si aprirà il 2 dicembre con lo spettacolo “Il Dio bambino” al teatro Filodrammatici e si chiuderà il 21 dicembre, con l’ultima serata di rappresentazione di “Un certo signor G” al teatro Strehler con Neri Marcoré.

Sono particolarmente contenta perche’ l’opera di Giorgio è ancora molto attuale perché credo che il mondo si sia un po’ fermato sugli stessi problemi. Mancano le persone geniali, persone che come Giorgio riescono a coinvolgere le persone con acume ironico, con intelligenza. Non era mai sgradevole con nessuno, riusciva a parlare per ore rimanendo su un piano intellettuale, profondo. Oggi sarebbe sicuramente meno visto perché la società è portata alla maleducazione, alle urla, alle parolacce. Giorgio era un artista straordinario perché si metteva nei panni degli altri, criticandoli in modo ironico. Chi l’ha conosciuto personalmente lo ha sempre profondamente apprezzato. Mio marito amava moltissimo Milano, non andava neanche in vacanze d’estate perché diceva che Milano ad agosto era straordinaria.

Sento aria da “PdL del Nord”

nov 21

Al nord sento aria di insoddisfazione verso il governo: dalla vicenda Malpensa-Alitalia ai mancati finanziamenti per l’Expo i cittadini settentrionali si sentono poco tutelati. Se è vero che la crisi economica c’è e quindi le casse sono vuote, è anche vero che per Catania e Roma i soldi che non c’erano si sono trovati. E poi non tutte le misure che il nord aspetta hanno dei costi (basti pensare alla tanto attesa liberalizzazione degli slot di Malpensa). Questo gli elettori del nord lo percepiscono. Serve uno sforzo speciale per le infrastrutture in vista dell’Expo 2015, che può essere la migliore risposta alla crisi in arrivo. Perfino la Lega Nord sembra incapace di portare a casa qualcosa per tutelare gli interessi “padani”.

In questa situazione, sento serpeggiare il malcontento di tanti elettori che non si sentono sufficientemente rappresentati nei loro interessi. Per questo, se la situazione non cambia, non mi sorprenderebbe se prima o poi spuntasse all’orizzonte l’idea di un “Pdl del Nord”. Una forza non secessionista, sia ben chiaro, ma che cerchi di fare gli interessi del nord con la stessa efficacia di quanto già fanno i politici del centro e del sud d’Italia.

L’urgenza del pacchetto sicurezza

nov 20

Oggi mi vorrei soffermare sul fatto di quanto sia importante e necessario approvare in fretta il pacchetto sicurezza. Basterebbe fare una passeggiata in viale Zara o al Gratosoglio in periferia per di Milano per capirlo. Cito Milano perché è la città che conosco meglio, ma temo che un giro tra Tor Bella Monaca e la Magliana non darebbe esiti più confortanti. L’emergenza sicurezza non se l’è inventata il centrodestra per far cadere il Governo Prodi, non è uno slogan o un polverone mediatico. È la realtà nella quale vivono tutti i cittadini che non si possono permettere l’attico a Trastevere o il loft in corso Como.

Non credo di dover ricordare a nessuno lo spettacolo al quale abbiamo assistito quando il governo Prodi ha tentato di far approvare alcuni provvedimenti sulla sicurezza dopo l’atroce delitto Reggiani. Vi ricordate gli annunci? Le smentite? Il disegno di legge che diventa decreto poi ritorna una bozza? Uno stato di agitazione permanente all’interno della maggioranza di allora che non ha prodotto alcuna legge sulla sicurezza.

Dal suo insediamento questo Governo ha deciso di utilizzare l’esercito per pattugliare le periferie più a rischio, ha fatto sentire il fiato sul collo alla camorra ed oggi presenta questo disegno di legge che prova a combattere anche l’illegalità diffusa, il vandalismo e il degrado urbano. Mi riferisco all’articolo del disegno di legge che aumenta la pena per il reato di danneggiamento e soprattutto impone che la sospensione condizionale della pena sia subordinata alla riparazione del danno. In sostanza: chi rompe paga e chi sporca pulisce.

Ancora più importante l’articolo che prevede l’introduzione del reato di “impiego dei minori nell’accattonaggio”. Possibile che non si possa fare nulla contro i genitori, gli zii o gli sconosciuti che usano i bambini per chiedere la carità in metropolitana? Dovremmo alzare le mani e arrenderci di fronte a questo horror show quotidiano? Spero che nessuno provi a dipingere questa misura come razzista o discriminatoria nei confronti dei poveri. Me lo auguro davvero. Sarebbe come giocare sulla pelle di questi bambini – di solito Rom, inutile negarlo – costretti a passare ore intere con la mano tesa invece di studiare l’italiano o la matematica. Sono diventati dei bancomat in miniatura per genitori senza scrupoli e il buonismo o la tolleranza potrebbero essere per loro la più crudele delle punizioni.

Per ultimo, ma non meno importante, esorto tutti gli scettici ando a non mugugnare sulla rinuncia da parte dello stesso Governo alle misure detentive per chi “entra illegalmente nel territorio italiano”. Non è possibile mettere in carcere per 4 anni i 50.000 clandestini che ogni anno attraversano la frontiera e, probabilmente, non sarebbe nemmeno giusto. Non sono tutti delinquenti. Quello che dobbiamo fare è rendere effettive le espulsioni. Più che mantenere in carcere un clandestino dobbiamo rispedirlo a casa nel giro di pochi giorni. Niente fogli di via e pacche sulla spalle. Bisogna riaccompagnarli nel più breve tempo possibile, il che – inutile nasconderlo – comporta una spesa piuttosto elevata.

E dobbiamo anche ridimensionare lo stato sociale a favore degli immigrati regolari. Gli operai, i pensionati e i disoccupati italiani non tollereranno a lungo che le case popolari vengano assegnate solo agli immigrati. Prima che diventino razzisti sul serio è meglio limitare il diritto alla casa popolare o agli assegni sociali per gli stranieri. Chi è nato in Italia e ha lavorato una vita intera per una pensione per lo più misera ha diritto ad una casa popolare, ed ha il diritto di passare avanti in graduatoria agli immigrati che lavorano da noi da qualche anno.

A quanti sono contrari all’approvazione di questa legge consiglio di fare una passeggiata tra le case popolari di Quarto Oggiaro dove  l’afflusso incontrollato di clandestini genera tensioni per la casa, gare al ribasso sugli stipendi e nuova manovalanza per lo spaccio di droga; o nel quartiere Pigneto a Roma dove alcuni cittadini sono andati a vendicarsi dei furti spaccando i negozi degli immigrati, o – peggio ancora – a Napoli dove (abbiamo già dimenticato) la camorra vuole risolvere la questione rom lanciando le molotov. Ecco, questo è lo scenario che ci aspetta se lasciamo le cose così come sono adesso. Il Governo ha presentato un disegno di legge, non un decreto. Credo sia un segnale di buona volontà, di dialogo ed apertura anche nei confronti dell’opposizione. Non confondiamo questa scelta con l’autorizzazione ad allungare i tempi con mille emendamenti. Penso che si debba risolvere il problema in Aula. Prima che le periferie trovino una soluzione per conto loro.

La storia di un over 50: il signor B.

nov 19

Lo scorso marzo ho invitato tutti i lettori del mio blog e di Collinews a cercare di raccontare le proprie storie. Soprattutto quelle inerenti a cinquantenni che hanno perso il proprio posto di lavoro: sebbene ancora in gamba, alla loro ancor giovane età hanno eccessive difficoltà per trovare un’altra occupazione. Come dissi al tempo, in parte è certo colpa della mentalità corrente, che considera gli over 50 persone già anziane. Poteva essere vero 30 anni fa, adesso non lo è più.

Colgo l’occasione per pubblicare la storia del signor B. (giunta al mio indirizzo mail che ricordo ancora a tutti: ombrettacolli@collinews.it) che mi ha colpito per vari aspetti. Ringrazio il signor B. per avermi acconsentito di renderla pubblica. Per motivi legati ad una gradevole lettura su internet sono costretta a tenere da parte qualche riga. Ecco la storia del signor B.:

“Nato nel 12/1950, orfano di padre, ho lasciato la Mia Napoli nel 1973 avevo conseguito il diploma in ragioneria da 3 anni ed avevo trovato solo da lavorare “in nero” prima presso una azienda artigiana di pelletterie, poi in un negozio di ricambi auto ed, in fine, a cottimo, per la CCIAA. Sono un portatore di handicap per aver contratto la polio alla gamba destra a 6 mesi di vita ed a Napoli non intravedevo un futuro dignitoso nel lavoro, allora mia madre mi esortò ad “emigrare” verso il Nord. Nel gennaio ‘74 fui assunto presso la filiale Torinese della IBM Italia spa (dopo aver fatto anche un colloqui in SIP ed uno in Xerox). Ho fatto la gavetta e, nel 1992 avevo acquisito la qualifica di Analista Specialista Amministrativo di supporto alle vendite. Avevo meritato la qualifica di “quadro” di 7° livello (contratto naz..Metalmeccanici) e cominciavo a guadagnare discretamente ed a ricevere premi tangibili e riconoscimenti scritti quando……………..il mondo informatico mostra apertamente la sua crisi…..ed anche in IBM si ebbero le avvisaglie dei grossi problemi che erano all’orizzonte.

Dal ‘92 al ‘94 fui soggetto a mobbing come moltissimi altri colleghi ( pensi, signora Colli che, tutte le settimane, dalla sede veniva a farci visita il capo D.P. al quale eravamo stati affidati, per non mettere in crisi il capo che avevamo a Torino P.P. e, convocata una riunione ci chiedeva apertamente se avessimo deciso o meno di dare le dimissioni) e, a giugno ‘94 diedi le dimissioni. Solo in seguito ho riflettuto sul fatto che, in veste di portatore di handicap assunto come Invalido Civile, nessuno avrebbe potuto mai licenziarmi ! Ma questo dimostra cosa significa essere sottoposto a mobbing e poi, dagli americani ! Teniamo presente che all’epoca di mobbing in Italia nessuno parlava ! [..] Ma io credevo che ce la avrei fatta !

Per 4 anni, nonostante inoltrassi una infinità di richieste di assunzione, non ho sostenuto neanche un colloquio di lavoro. Allora mio figlio aveva 8 anni e frequentava le scuole elementari. Io ho fatto il baby sitter con il cuore colmo di odio, e paura per il futuro. Fu allora che cominciai a pensare al suicidio. Nel ‘97 a mie spese frequentai presso la AICQ di Milano i corsi relativi alla certificazione del Sistema Qualità acquisendo la qualifica di Valutatore interno di Sistema Qualità ed ebbi la ventura di trovare lavoro (nel ‘98) come “consulente commerciale” presso la 2G Servizi Industriali srl di Torino società di consulenza direzionale. [..] Il valore standard di un contratto da me procacciato era di 15.000.000 – 20.000.000 di Lire. In due anni firmai 20 contratti.

Viaggiare in auto per tutto il Piemonte per la 2G Servizi Industriali è durato due anni poi la proprietà decideva di ridurre il personale mentre un mio vecchio conoscente ing. M.C. fuori-uscito da IBM prima di me, mi propose di entrare nella azienda informatica di cui era socio al 50% con un secondo mio conoscente ing. P.L.Z. anch’esso ex IBM. Fu così che dal 4/2000 al 3/2006 ho svolto il ruolo di responsabile della amministrazione vendite della Top Consult srl di Torino. [..] Il mio rapporto di lavoro era regolato, anche questa volta da una “lettera di incarico” rinnovabile anno per anno che, nel momento in cui i due soci si separarono, nel 2005, non mi è stata più rinnovata, ricevendo in cambio solo un “benservito”.

E’ trascorso un anno e mezzo nel corso del quale ho acquistato il data base delle Pagine Gialle dal quale ho tratto più di 5.000 indirizzi di società di capitale persistenti in tutta la provincia di Torino. A queste società ho indirizzato il mio curriculum la domanda di assunzione senza ricevere alcuna risposta. Nel 6/2007 un conoscente R.C. mi propose di ricoprire un ruolo di back-up al personale assente per il periodo di vacanze estive. Con la recondita speranza che, in seguito, si sarebbe potuta creare la possibilità di prolungare la mia permanenza in azienda. Avrei dovuto fare il “receptionist” e l’impiegato dell’ufficio “posta e protocollo” presso la Sisge spa di Rivoli (TO).  Erano 17 mesi che ero a casa senza lavorare ed accettai ! Mi fu fatto sottoscrivere un contratto “a progetto” che, senza alcuna motivazione nè recondita nè palese, è stato rescisso dall’azienda dopo soli 30 gg ! [..]

Dal ‘92 al 2005 ho scritto raccomandate RR a : C.A. Ciampi, E. Ghigo, Bassolino, Maroni, Tibaldi chiedendo “lumi” ed indicazioni su persone o istituzioni a cui rivolgermi per essere aiutato a rientrare nel mondo del lavoro. Per Ciampi mi rispose un suo subalterno dichiarando il Presidente indisponibile, Ghigo mi rispose politicamente senza darmi indirizzi di alcun genere, la signora Tibaldi (resp.Provinciale Lavoro) mi rispose “facendomi coraggio” ed esortandomi ad “andare avanti”,  gli altri hanno taciuto ! Negli anni mi sono altresì rivolto agli uffici competenti in Provincia per ottenere un controllo sulla applicazione della legge 68/99 da parte delle aziende alle quali avevo indirizzato le mie domande di assunzione ma, fino al mio messaggio al dottor Brunetta, del 6/2008 nessuno mi ha risposto. [..]

Ed è stato così che a 7/2008 ho scritto al dottor Sacconi per denunciare le discriminazioni che le agenzie interinali (e non) attuano per gli over xx e per i portatori di handicap. [..] In tutto questo non riesco a maturare i 35 anni di contribuzione INPS per aver diritto alla pensione contributiva mentre, forse, a 65 anni potrei percepire solo la pensione minima (€ 500 mese, forse !). Ma come faccio a vivere fino ad allora ? A vivere rispettando me stesso dico ! Ad alzarmi tutte le mattine senza uno scopo, senza una meta da raggiungere che ne valga la pena ! La mia famiglia fronteggia la vita poggiando sul lavoro di mia moglie e sul fatto che, per fortuna, il mutuo della nostra casa stà per essere saldato a breve.

Gentile signora Colli, il Governo del Mio Paese non ha il diritto di “ignorare” le migliaia e migliaia di persone nelle mie condizioni offrendo, invece anni di ammortizzatori sociali agli ex dipendenti Alitalia. Il Governo del Mio Paese deve iniziare a rispettare e far rispettare la Costituzione attuando in pratica gli articoli che salvaguardano i diritti civili degli Italiani TUTTI ! Il primo tra i quali è il LAVORO ! Non so quanto riuscirò ad andare avanti tra una spesa al mercato e la biancheria da stirare ed il cucinare il pranzo e la cena per mio figlio (perchè è quello che faccio da mesi). Certo non avrei mai potuto supporre che, nonostante l’enorme energia che ho profuso sempre nel lavoro, “scomparissi” per il resto del mondo ! Mi fermo perchè comincio ad avere il magone e la saluto ringraziandola per l’opportunità che mi ha dato di “parlare”, cosa che non faccio più spesso perchè trascorro la giornata da solo.

Ho deciso di pubblicare la storia del signor B. in modo che sia a disposizione dei mass-media e della pubblica opinione. Provvederò ad informarmi anche presso le varie categorie menzionate dal signor B. Sono ancora convinta e spero, dopo aver riletto per l’ennesima volta questa storia, che rifarsi una vita a 50 anni diventi (finalmente) una cosa normale. Ancora grazie signor B.

La scelta di Eluana

nov 17

Oggi vorrei fare una semplice riflessione a proposito del caso di Eluana Englaro e della conseguente sentenza della Cassazione. Premesso che come madre mi rendo perfettamente conto che è una questione delicatissima, quello che più di tutto mi ha disturbato in questi giorni è stato sentire questa specie di “tifo da stadio” intorno ad una vicenda oltremodo complessa ed estremamente sofferta. 

Mi metto nei panni dei genitori e cerco di capire che sicuramente portano avanti questa battaglia solo perché desiderano fare la volontà della figlia, ormai in coma da molti anni e hanno perso ogni speranza; però ritengo che affidare la decisione della vita di un essere umano ad un magistrato sia oltremodo assurdo. In un paese democratico qual’è l’Italia sarebbe più corretto che a decidere di queste situazioni fosse il Parlamento con una legge appropriata. Detto questo però ribadisco la mia vicinanza alla famiglia in un momento assolutamente difficile e doloroso.

Con i sindacati la solita aggressivita’ di sempre

nov 13

In merito alle ultime dichiarazioni provenienti dall’ambiente del Pd ma soprattutto a quelle di Epifani, leader della Cigl, (mancati incontri con il Governo e il rischio che lo stesso spacchi i sindacati) c’e'  da dire che non sia rimasta molto stupita. Purtroppo e’ da sempre cosi’.
C’e’ questa irritazione cosi’ forte quando siamo noi al governo che non e’ da considerare neanche piu’ una novita’. Questa aggressivita’ la ritengo eccessiva soprattutto perche’ Epifani non ha voglia di capire che c’e’ una situazione delicata del Paese e che bisognerebbe affrontarla tutti insieme invece di andare sempre all’attacco.

L’ennesimo sacrificio in favore di Roma e Catania

nov 11

Non riesco a nascondere un lieve imbarazzo nel dare il mio voto favorevole alla conversione in legge del decreto 154. Capisco gli sforzi dei ministri Calderoli e Tremonti per limitare i danni, ma è inutile negarlo: stiamo spendendo 640 milioni di euro per premiare chi ha sperperato denaro pubblico. Ovviamente non si può che essere felici per i 260 milioni destinati ai Comuni come risarcimento per l’abolizione dell’Ici. Tanto è stato giusto togliere la tassa sulla prima casa, tanto oggi è necessario aiutare i sindaci che con quella tassa costruivano asili e strade.

Il punto è che il decreto in discussione stanzia anche 140 milioni di euro per ripianare i debiti di Catania, e 500 milioni per i debiti di Roma. Sotto l’Etna le cronache parlano di interi quartieri al buio, le Poste che si rifiutano di spedire le raccomandate del Comune e gli addetti all’assistenza anziani senza stipendio da mesi. Insomma, Catania è sull’orlo del crack. Nei pressi del Colosseo l’allegra gestione Rutelli-Veltroni ha lasciato un debito di 6,9 miliardi. Sei virgola nove miliardi. Un conto piuttosto salato per chi fino a ieri ha raccontato la favola della festa del cinema, i concerti sotto le stelle, la notte bianca.

Sembrava la città dei sogni. Oggi i romani dovranno rinunciare a 500 milioni di investimenti per finanziare la spesa corrente, ovvero stipendi e consulenze. È bene che riflettano anche gli automobilisti in coda sul raccordo: i soldi per le metro non ci sono più, sono stati spesi in marketing, anzi, pubblicità ingannevole. Dal 2010 poi verranno stanziati ogni anno 500 milioni di euro a favore di Roma Capitale. Anche in questo caso non si investirà un euro, non nascerà una nuova Silicon Valley sulla Tiburtina, né si creeranno migliaia di posti di lavoro. Questi soldi verranno sottratti agli investimenti in altre Regioni e spesi per pagare le bollette, il debito e gli interessi della Capitale.

Il primo atto del sindaco Alemanno è stato risparmiare 200 mila euro in stipendi dello staff e  ridurre i dirigenti esterni da 31 a 12. Si può fare, onorevole Veltroni! (Yes we can! Se preferisce l’inglese). E quanti asili si potevano costruire con i 640 milioni che oggi spendiamo per i debiti di Roma e Catania? Quante strade si potevano asfaltare? Quanti parchi per bambini o assegni per i più poveri? Ed invece questi soldi saranno un premio per chi ha speso troppo e una punizione per i Comuni virtuosi, quelli che non potendosi permettere i Beatles hanno ingaggiato la banda di paese. Non è la solita querelle tra Nord e Sud. Si tratta di premiare chi ha seguito le regole e punire chi ha sperperato, prima che i virtuosi inizino a dubitare della correttezza del gioco e smettano di pagare per tutti.

Questo decreto fa esattamente il contrario. Nonostante tutto lo voterò, senza entusiasmo, per due motivi. Primo: non credo sia giusto lasciare al buio centinaia di famiglie catanesi, o licenziare i dipendenti del Comune di Roma. Non tocca a loro pagare gli errori dei sindaci. Secondo: il decreto in discussione è stato approvato dal Consiglio dei Ministri solo per far accettare a tutti il disegno di legge sul federalismo fiscale. Abbiamo ceduto al ricatto pur di ottenere le riforme. Dobbiamo avere più trasparenza nei trasferimenti di fondi tra Regioni, dobbiamo  responsabilizzare gli amministratori locali facendo scegliere loro se preferiscono mantenere 14.000  forestali o costruire 4 asili in più ogni anno, dobbiamo evitare che in Calabria una tac costi il doppio che in Lombardia o che alcune Regioni paghino il sangue 4 volte più delle altre. Per avere tutto ciò domani, a quanto pare, dobbiamo regalare oggi questi 640 milioni a Roma e Catania. Speriamo solo si tratti dell’ultimo sacrificio prima della grande riforma.

In bocca al lupo Obama, per il bene di tutti!

nov 5

L’America ha scelto: Obama vince le elezioni. Nel seguire nella nottata l’andamento dello spoglio dei voti ho pensato spesso  alla speranza che la bravura e la preparazione di Barack Obama sia pari alla sua avvenenza. L’abbiamo visto tutti che il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America è un bel ragazzo, scattante e pieno di qualità umane. Il suo “Yes, we can” si è sentito in tutto il mondo ed ora è arrivato il momento di entrare in azione: “Sì, possiamo farlo”, ma possiamo fare cosa? 

Auguro a Barack Obama di avere tutte quelle qualità e soprattutto le condizioni per poter fare bene: condizioni politiche e mediatrici, nonchè negoziatrici. Essere il Presidente degli Stati Uniti d’America non è un gioco da ragazzi. Per quello che riguarda il rapporto con l’Italia spero non ci siano problemi perchè lui guardando oltre l’Atlantico ha sempre parlato di Europa e mai di un Paese specifico. Sono tutti auguri e auspici che auguro ad Obama ma che in fondo ci auguriamo noi tutti per il bene di tutte le persone.

Prostituzione e ddl Carfagna

nov 4

Stasera nella quarta puntata della trasmissione “Conto alla rovescia” si parlerà principalmente di prostituzione e dell’importante disegno di legge proposto dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.

Non ci illudiamo con questa proposta di risolvere il problema della prostituzione, ma è piuttosto un progetto mirato a diminuire e contrastare questo dilagante fenomeno con l’introduzione del reato di prostituzione in strada e luogo aperto al pubblico, eliminare lo sfruttamento dei minori e la schiavitù e scoraggiare così sia lucciole che clienti a rimanere sulle strade, sanzionandoli con pene più severe, fino anche a otto anni di carcere.
Considerando che negli ultimi 50 anni non si è riuscito a far nulla di concreto per migliorare questa situazione, credo che siamo sulla buona strada.


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