L’urgenza del pacchetto sicurezza
Oggi mi vorrei soffermare sul fatto di quanto sia importante e necessario approvare in fretta il pacchetto sicurezza. Basterebbe fare una passeggiata in viale Zara o al Gratosoglio in periferia per di Milano per capirlo. Cito Milano perché è la città che conosco meglio, ma temo che un giro tra Tor Bella Monaca e la Magliana non darebbe esiti più confortanti. L’emergenza sicurezza non se l’è inventata il centrodestra per far cadere il Governo Prodi, non è uno slogan o un polverone mediatico. È la realtà nella quale vivono tutti i cittadini che non si possono permettere l’attico a Trastevere o il loft in corso Como.
Non credo di dover ricordare a nessuno lo spettacolo al quale abbiamo assistito quando il governo Prodi ha tentato di far approvare alcuni provvedimenti sulla sicurezza dopo l’atroce delitto Reggiani. Vi ricordate gli annunci? Le smentite? Il disegno di legge che diventa decreto poi ritorna una bozza? Uno stato di agitazione permanente all’interno della maggioranza di allora che non ha prodotto alcuna legge sulla sicurezza.
Dal suo insediamento questo Governo ha deciso di utilizzare l’esercito per pattugliare le periferie più a rischio, ha fatto sentire il fiato sul collo alla camorra ed oggi presenta questo disegno di legge che prova a combattere anche l’illegalità diffusa, il vandalismo e il degrado urbano. Mi riferisco all’articolo del disegno di legge che aumenta la pena per il reato di danneggiamento e soprattutto impone che la sospensione condizionale della pena sia subordinata alla riparazione del danno. In sostanza: chi rompe paga e chi sporca pulisce.
Ancora più importante l’articolo che prevede l’introduzione del reato di “impiego dei minori nell’accattonaggio”. Possibile che non si possa fare nulla contro i genitori, gli zii o gli sconosciuti che usano i bambini per chiedere la carità in metropolitana? Dovremmo alzare le mani e arrenderci di fronte a questo horror show quotidiano? Spero che nessuno provi a dipingere questa misura come razzista o discriminatoria nei confronti dei poveri. Me lo auguro davvero. Sarebbe come giocare sulla pelle di questi bambini – di solito Rom, inutile negarlo – costretti a passare ore intere con la mano tesa invece di studiare l’italiano o la matematica. Sono diventati dei bancomat in miniatura per genitori senza scrupoli e il buonismo o la tolleranza potrebbero essere per loro la più crudele delle punizioni.
Per ultimo, ma non meno importante, esorto tutti gli scettici ando a non mugugnare sulla rinuncia da parte dello stesso Governo alle misure detentive per chi “entra illegalmente nel territorio italiano”. Non è possibile mettere in carcere per 4 anni i 50.000 clandestini che ogni anno attraversano la frontiera e, probabilmente, non sarebbe nemmeno giusto. Non sono tutti delinquenti. Quello che dobbiamo fare è rendere effettive le espulsioni. Più che mantenere in carcere un clandestino dobbiamo rispedirlo a casa nel giro di pochi giorni. Niente fogli di via e pacche sulla spalle. Bisogna riaccompagnarli nel più breve tempo possibile, il che – inutile nasconderlo – comporta una spesa piuttosto elevata.
E dobbiamo anche ridimensionare lo stato sociale a favore degli immigrati regolari. Gli operai, i pensionati e i disoccupati italiani non tollereranno a lungo che le case popolari vengano assegnate solo agli immigrati. Prima che diventino razzisti sul serio è meglio limitare il diritto alla casa popolare o agli assegni sociali per gli stranieri. Chi è nato in Italia e ha lavorato una vita intera per una pensione per lo più misera ha diritto ad una casa popolare, ed ha il diritto di passare avanti in graduatoria agli immigrati che lavorano da noi da qualche anno.
A quanti sono contrari all’approvazione di questa legge consiglio di fare una passeggiata tra le case popolari di Quarto Oggiaro dove l’afflusso incontrollato di clandestini genera tensioni per la casa, gare al ribasso sugli stipendi e nuova manovalanza per lo spaccio di droga; o nel quartiere Pigneto a Roma dove alcuni cittadini sono andati a vendicarsi dei furti spaccando i negozi degli immigrati, o – peggio ancora – a Napoli dove (abbiamo già dimenticato) la camorra vuole risolvere la questione rom lanciando le molotov. Ecco, questo è lo scenario che ci aspetta se lasciamo le cose così come sono adesso. Il Governo ha presentato un disegno di legge, non un decreto. Credo sia un segnale di buona volontà, di dialogo ed apertura anche nei confronti dell’opposizione. Non confondiamo questa scelta con l’autorizzazione ad allungare i tempi con mille emendamenti. Penso che si debba risolvere il problema in Aula. Prima che le periferie trovino una soluzione per conto loro.








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