Pensione a 65 anni? Per le donne una scelta volontaria
Â

Quasi 3 mesi fa espressi la mia approvazione sulla proposta di legge del Ministro Brunetta di far lavorare le donne fino all’età di 65 anni. Oggi non posso che ribadire il mio assenso nel momento in cui questa eventualità sembra divenire più concreta. C’è però una cosa da far presente a tutte quelle persone che fanno finta di non capire: quest’avanzamento della soglia d’età sarebbe una scelta volontaria e non obbligatoria. In pochi lo pensano ma una donna potrebbe scegliere autonomamente di continuare a lavorare per qualche anno in più anche per il semplice bisogno di soldi (mi riferisco ai lavori non usuranti!).Â
In più se ci fosse una richiesta numerica importante, questa eventualità potrebbe aprire nuovi scenari in materia di investimenti: penso soprattutto al bisogno di impiegare nuove risorse nelle scuole per tutte quei servizi complementari che dovrebbero essere offerti ai propri figli accanto all’istruzione.
Tag:65 anni, Brunetta, colli, collinews, donne, lavoro






Credo che non si sia detto in modo chiaro che la scelta sarebbe volontaria.Certo è che se in tutta Europa la scelta non è volontaria (confesso che lo ignoro)noi non potremo fare diversamente.Per i lavori non usuranti non credo che potrebbero esserci problemi per le donne che a sessantacinque anni sono ancora attive.Sinceramente ritengo che per alcune sia meglio lavorare che fare le badanti in famiglia.Quello che dico sarà politicamente scorretto,ma spesso con la pensione per le donne non arriva il meritato riposo,in quanto da noi,a differenza di altri Paesi, si devono occupare dei loro genitori e anche di quelli del marito(lasciatemelo dire in occasione dell’otto marzo!).
|Lasciato il 7 marzo 2009 alle 17:35|beh son daccordo,è una cosa che non è stata per niente detta chiaramente. Credo infatti che debba essere solo ed esclusivamente una scelta della donna, se continuare a lavorare altri 5 anni o meno.
|Lasciato il 10 marzo 2009 alle 17:42|Forse Brunetta non sa che tre quarti delle donne lavoratrici affidano i loro figli alla madre o alla suocera,per poter andare al lavoro.
|Lasciato il 25 settembre 2009 alle 12:52|Le libere professioniste pagano la baby sitter,ma le operaie non possono permetterselo.
Vincolando le donne al lavoro fino ai 65 anni toglieremo l’unico aiuto per poter far lavorare le giovani. Complimenti!!
In Italia non esistono i supporti sociali che esistono all’estero,è inutile ci paragoniamo a loro. In Italia tutto sempre ricade solo sulle spalle delle donne,e sempre nel senso di ulteriore aggravamento delle condizione di vita.
La mancanza di sensibilità su questi argomenti in Italia è da vomito.