Archivio del mese di maggio 2009

Franceschini, che figura!

mag 29

Cari lettori del blog e di Collinews, in questo ultimo giorno della settimana volevo invitarvi a riflettere sull’ultimo clamoroso autogol di Dario Franceschini con la sua frase contro Berlusconi (”Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?“) in cui cerca di mischiare fatti privati che non c’entrano nulla con la politica. Oltre le critiche risentite da parte della famiglia del Cavaliere, il leader del Pd ha dovuto incassare in queste ultime ore anche quelle degli uomini del suo schieramento. Sono contenta che invece dalla nostra parte non arrivi nessuna reazione perchè la sciocchezza detta non penso abbia bisogno di altri commenti.

Rimane la delusione per una politica italiana che sembra abbia varcato i limiti della decenza. Bel gol Franceschini, peccato lo abbia segnato nella tua stessa porta!

D’accordo con Polito, basta con l’Italia dei pettegolezzi!

mag 27

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi mi trovo d’accordo al 100% con Antonio Polito dopo aver letto il suo editoriale di ieri sul Riformista e l’intervista odierna rilasciata a Il Giornale. “Il Partito Democratico fa male a usare politicamente il caso Noemi“: questo in poche parole il suo pensiero riguardo a quello che sta succedendo in questo ultimo periodo nel nostro Paese. Non è possibile dare tutto questo spazio a questi moralismi quando nel Paese si farebbe meglio a pensare ad altro.

Nell’intervista a Il Giornale Polito mette in evidenza “che conteranno di più le case in Abruzzo di tali pruderie“. Non si può far finta di niente, non si può far finta che a Napoli non ci siano più rifiuti, non si può altrettanto far finta di non sottolineare che in Abruzzo già 500 famiglie sono tornate a vivere nelle proprie case. Il pensiero di Polito è abbastanza chiaro e oggi mi sento di associarmi a quest’opinione sperando di dare il la per mettere fine a quest’Italia dei pettegolezzi, il Paese in cui viviamo.

La 25esima vittima di violenza sessuale: sono troppe!

mag 25

Cari lettori di Collinews e del mio blog, in questo inizio di settimana vorrei tornare nuovamente sulla questione delle violenze sessuali nei confronti delle donne. Nonostante i miei ultimi auspici, quando abbiamo parlato di spray al peperoncino e di una nuova legge sullo stalking, in questi giorni abbiamo avuto a Milano la venticinquesima vittima di violenza sessuale extra domestica. Basta, sono troppe!

La situazione sta peggiorando e il fenomeno sembra dilagare invece che diminuire. Forse non è nemmeno più questione di giuste leggi piuttosto quello di un giusto pattugliamento nelle strade delle forze dell’ordine. Oltre a questo dato, inoltre, c’è anche da sottolineare che il 90% degli stupratori sono extracomunitari mentre le vittime sono indistintamente sia italiane che straniere. Sono molto giù di morale quando riprendo ogni volta questo problema perchè sono convinta che una ragazza che vuole andare in discoteca, o un’infermiera che ha un turno in ospedale all’alba, non può rischiare così tanto per la propria vita.

Infortuni domestici: una legge perfetta che non applica nessuno

mag 22

Cari lettori di Collinews e del mio blog, questa settimana ho convocato in Commissione al Senato i massimi esperti di incidenti domestici. Vi risparmio sigle, cognomi e titoli, vi dico direttamente la conclusione alla quale sono giunta: la legge sugli infortuni domestici non funziona. Vi ricordate la “svolta” del 1999 quando il lavoro delle casalinghe venne equiparato agli altri lavori? È stata creata un’assicurazione obbligatoria per tutte le casalinghe, un fondo speciale e sono stati stabiliti i criteri per fare prevenzione. Come al solito la legge è perfetta, peccato che non la applichi nessuno. Nei primi 6 mesi del 2008 l’Inail ha aiutato solo 3 persone che si sono infortunate in casa. Tre persone a fronte 8.000 incidenti mortali ogni anno tra le mura domestiche. L’87% delle pratiche viene respinta mentre un altro 10% si perde in istruttorie infinite. Insomma a beneficiare di questa assicurazione alla fine sono veramente poche casalinghe.

Soluzioni? Una sola: abbassare la soglia del danno al di sopra del quale scatta il rimborso Inail. Oggi è al 27% noi dobbiamo portarla al 13% (come è per tutti gli altri lavoratori d’altronde!). O agiamo su questa percentuale dando un aiuto a chi si è ustionato le mani mentre scolava la pasta o possiamo anche abolire la legge del 1999, perché è più la spesa in burocrazia e istruttorie che i reali benefici per le casalinghe. Non è un caso che il fondo speciale che dovrebbe riscuotere i premi e pagare le indennità ha un attivo di più di 9 milioni di euro. La metà delle casalinghe si assicura (costa solo 12 euro) ma poi meno del 3% di chi si infortuna riceve un concreto aiuto, così il fondo continua ad accumulare denari: non potremmo spendere questi soldi per abbassare la soglia del danno o per fare reale prevenzione?

L’air bag per moto: un’invenzione tutta italiana

mag 18

Cari lettori di Collinews e del mio blog, oggi vorrei parlarvi di un’invenzione che potrebbe salvare molte vite: l’air bag per moto. Un giovane ingegnere italiano, Fabio Colombo, ha infatti brevettato un gilet da moto che si gonfia in caso di impatto proteggendo la colonna vertebrale, il collo e la zona sacrale del motociclista. Non è un air bag nel senso classico perché non contiene esplosivo, per questo però può essere indossato senza alcuna controindicazione.

Il prodotto nono è ancora pubblicizzato adeguatamente, ma sono determinata a farlo conoscere il più possibile e a proporre in Senato un’agevolazione fiscale per chi lo acquista. Non sarebbe un regalo ad un privato in quanto il gilet riduce di 12 volte le conseguenze negative dell’impatto sul corpo umano, quindi oltre al risparmio di vite umane, lo Stato ci guadagnerebbe anche in minori costi sanitari.

Mi inorgoglisce il fatto che sia stato un ragazzo italiano, un ex studente del Politecnico, a portare sul mercato un’idea così brillante ed utile per tutti noi. In Commissione Infortuni ho amaramente constatato che più della metà degli incidenti sul lavoro sono in realtà incidenti in strada. Vengono infatti classificati come incidenti sul posto di lavoro anche gli infortuni avvenuti durante gli spostamenti effettuati per lavoro. Che impatto potrebbe avere questa piccola invenzione sulle strade italiane? Perché non pensare di utilizzare questo gilet anche per i ciclisti visto che ogni anno ne muoiono 352?

www.motoairbag.com

Non abbiamo più scuse, torniamo alla tecnologia nucleare!

mag 13

Cari lettori di Collinews e del mio blog, oggi vorrei proporvi il mio pensiero su quello che riguarda la tecnologia nucleare, argomento dibattuto la scorsa settimana in aula in Senato. Nel 1987 decidemmo l’abbandono della tecnologia nucleare con la paura dei nuvoloni tossici del IV reattore di Chernobyl negli occhi. Tutti i paesi europei si spaventarono, noi fummo gli unici a compiere un salto all’indietro di trent’anni nascondendo in un cassetto le competenze acquisite. Un Paese moderno, seppur comprensibilmente preoccupato, non compie scelte fondamentali per il proprio futuro sulla base di una sensazione.

Ho un “solo” dubbio: perché dovremmo comprare energia dalle centrali atomiche francesi a due passi dai nostri confini e non produrla da noi? Perché dobbiamo dipendere dai nostri vicini? È stata sufficiente la caduta di un albero in svizzera per generare il black out nella penisola. Le energie rinnovabili non sono la soluzione. È necessario che qualcuno lo dica senza ipocrisia: il sole, il vento e l’acqua sono beni preziosi che Dio ci ha dato, ma non bastano a tenere accesi i nostri elettrodomestici e in attività le fabbriche.

L’orientamento del Governo è quello di arrivare al 25% di energia elettrica prodotta attraverso le rinnovabili. Chi sostiene che sia possibile puntare tutto su queste risorse dovrebbe anche spiegare agli italiani come consumare un quarto dell’energia che consuma oggi senza rinunciare ad andare a lavoro o a tenere il riscaldamento acceso. Adesso tocca al Governo localizzare nel territorio nazionale gli impianti di produzione elettrica nucleare e di stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Non sarà facile. Abbiamo già avuto un assaggio di quanto potrà accadere con le dimostrazioni contro la Tav, il passante di Mestre, il ponte sullo stretto e lo stoccaggio delle scorie. Dovunque verranno posizionate le centrali vi saranno proteste! Ascoltiamole finché possibile dopo di che sarà necessario imporre una decisione oppure ripiegare (di nuovo) con la coda tra le gambe continuando a lamentarci degli alti costi dell’energia e della dipendenza dall’Opec.

La tristezza dei badge usati per entrare nella propria casa

mag 11

Care lettrici e lettori di Collinews e del mio blog, in questo inizio di settimana volevo condividere con voi tutta la mia tristezza per quello che sta accadendo a Milano nella zona delle case popolari dove i cittadini per maggiore sicurezza hanno dato il via all’iniziativa di un badge elettronico per poter entrare dentro casa propria. Un’azione che prende spunto dagli ultimi fatti di cronaca: case occupate quando una persona anziana viene ricoverata in ospedale; quel caso di una povera donna di Bari che nel giro di 2 ore, il tempo necessario per la spesa, si è ritrovata con una stanza murata, acquisita impropriamente dai propri vicini di casa. 

Sperando che questi siano solamente degli episodi tanto incresciosi quanto casuali, mi chiedo e vi chiedo se questo sia la strada giusta da intraprendere. Rimango comunque favorevolmente colpita da questi inquilini che si sono autotassati per tenere alla larga spacciatori e delinquenti dalla propria abitazione. Rimane in me anche il profondo dispiacere quando noto che una persona non riesce a vivere tranquillamente neanche nella propria casa. Voi cosa ne pensate?

Il terrore delle biotecnologie: sarà così tra qualche anno?

mag 8

Cari lettori di Collinews e del mio blog, alla fine di questa settimana vorrei segnalarvi l’uscita di un film molto interessante che secondo me anticipa quello che sarà l’argomento con la “A” maiuscola dei prossimi decenni. Mi riferisco all’ultimo film di Cameron Diaz intitolato “My sister’s keeper“: la storia di una coppia che dopo aver avuto  una figlia malata di leucemia decide di concepire una sorellina come “riserva genetica” per dare alla primogenita maggiori possibilità di potersi salvare dalla malattia.

Questo argomento mi ha fatto molto riflettere tanto da provare a chiedervi se anche voi, come me, siete convinti che nei prossimi anni sarà davvero questo il problema di cui parleremo con più costanza. Che tipo di messaggio veicolerà questo film? E’ così giusto concepire una “nuova” figlia con questo intento?

Estremizzando il discorso non sono convinta che un giorno saremo in grado di poter creare dei replicanti ma, facendo grandi balzi in avanti con la scienza, credo che questa sarà un’importante questione che andrà di pari passo con la crescita di tutta l’ingegneria bioetica. Come vedete il mondo tra 50 o 100 anni? Dovremo subire il “terrore delle biotecnologie“?

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Cosa fare? Lo spray al peperoncino sembra non andare più bene

mag 7

Cari lettori di Collinews e del mio blog, oggi vorrei mettere alla vostra attenzione la questione che si sta creando contro l’uso dello spray al peperoncino. Prima che arrivi in Senato, in questi giorni la Camera dei Deputati sta discutendo sul disegno di legge sulla sicurezza che contiene, tra gli altri, l’articolo proposto dalla senatrice Bonfrisco per la liberalizzazione degli spray antiaggressione. 

In questi giorni sul Corriere della Sera si è letta la denuncia di Enzo Marco Letizia, segretario dell’Associzione Funzionari di Polizia che metteva al corrente che “quanto avvenuto negli ultimi mesi dimostra che lo spray urticante viene usato sempre più spesso da chi non è riuscito a procurarsi un’arma vera e lo usa per compiere furti, rapine, stupri“. La questione mi sembra stia assumento veramente dei toni importanti perchè ora vorrei sapere e chiedervi quale potrebbe essere un aiuto per quelle povere donne che sono costrette a uscire tardi la sera a fine turno di lavoro e avere un po’ meno paura di essere avvicinate da qualcuno.

Ho una mia amica personale che lavora come infermiera e mi assicura che la mattina presto d’inverno, quando è ancora notte fino alle 6.30, c’è veramente da avere paura quando si parte dalla periferia per dirigersi verso la città. Se non andasse bene neanche lo spray al peperoncino, cosa dovrebbe fare una donna  per non essere in balìa di qualche mascalzone? Voi cosa ne pensate?

No al “delitto di possesso”: tutte le donne pensanti sollevino la questione

mag 5

Cari lettori di Collinews e del mio blog, oggi mi vorrei soffermare su questa assurda sentenza della Cassazione che ha confermato i soli 14 anni di carcere per un uomo che sgozzò la propria moglie nel 2006. Perchè così poco? Perchè da oggi chi uccide per gelosia sembra avere delle attenuanti in quanto il delitto non sarebbe causato da stimoli lievi.  Purtroppo questa sentenza non proviene da un tribunale pakistano o di qualche tribù ma dalla Cassazione italiana. Condannato dal Tribunale di Milano per omicidio, la Corte d’Appello esclude l’aggravante per futili motivi. Risultato finale: i suddetti 14 anni di carcere. Poi la Cassazione.

Allora con decisione mi chiedo cosa stia succedendo? Cosa succede in questo Paese dove fino a pochi decenni fa era ancora presente il delitto d’onore e dove si è fatto tanto per eliminarlo dalla nostra legislazione. Ora addirittura, uccidere per gelosia non genera nessuna aggravante, anzi delle attenuanti. Chiedere il divorzio o andare dalla psicanalista sono idee così lontane per esser giudicate più logiche? Escluso quindi il delitto d’onore ora mi sembra si stia parlando di “delitto di possesso”.

A questo punto mi auguro che tutte le donne pensanti sollevino questo problema, scatenando l’indignazione di tutti. Fino a qualche giorno fa ero sollevatissima dal raccontarvi cosa avevamo deciso per quello che riguarda la legge contro lo stalking (pene da 4 a 6 anni) e ora mi sento quasi svuotata quando un giudice trova delle attenuanti ad un simile delitto. Se proprio dovessimo trovarle in un omicidio penserei più ad un povero commerciante che si trova davanti una pistola di un rapinatore: quella sarebbe legittima difesa, non troverei attenuanti in quello che da oggi definisco un “delitto di passione”.

 


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