La tristezza dei badge usati per entrare nella propria casa

Care lettrici e lettori di Collinews e del mio blog, in questo inizio di settimana volevo condividere con voi tutta la mia tristezza per quello che sta accadendo a Milano nella zona delle case popolari dove i cittadini per maggiore sicurezza hanno dato il via all’iniziativa di un badge elettronico per poter entrare dentro casa propria. Un’azione che prende spunto dagli ultimi fatti di cronaca: case occupate quando una persona anziana viene ricoverata in ospedale; quel caso di una povera donna di Bari che nel giro di 2 ore, il tempo necessario per la spesa, si è ritrovata con una stanza murata, acquisita impropriamente dai propri vicini di casa.Â
Sperando che questi siano solamente degli episodi tanto incresciosi quanto casuali, mi chiedo e vi chiedo se questo sia la strada giusta da intraprendere. Rimango comunque favorevolmente colpita da questi inquilini che si sono autotassati per tenere alla larga spacciatori e delinquenti dalla propria abitazione. Rimane in me anche il profondo dispiacere quando noto che una persona non riesce a vivere tranquillamente neanche nella propria casa. Voi cosa ne pensate?
Tag:badge, case popolari, colli, collinews, milano, sicurezza






Buongiorno,
|Lasciato il 15 agosto 2009 alle 14:00|oggi 15 agosto 2009 mi trovo sul suo sito per caso..?
In seguito ad una telefonata fatta alla mia ex suocera mi sono mossa per capire come funzionano le case popolari oggi. E trovo questo Suo articolo che cade a fagiolo…
Se avrà pazienza di leggere, le spiego:
sono una persona tollerante e anche buonista, ma mi sono messa nei panni di una donna di 80 anni, “in gamba” da sempre..che ha lottato diverse battaglie e ora che fatica a fare le scale di una casa popolare ha tentato di farsi cambiare l’appartamento con uno equivalente ma che avesse l’ascensore o che fosse a piano terra. NO, LEI NON NE HA DIRITTO…questo si è sentita rispondere. Mentre vede extracomunitare che “entrano con estrema facilità ”. E da quì nasce l’odio….e da brava toscana, era davvero arrabbiata. A 52 anni credo di avere meno pregiudizi…ma anche io cercherò di capire cosa è GIUSTO…
Cristina di Milano (ora in provincia)…