Più lavoro con i concerti d’estate (anche se più rumorosi)

Oggi un argomento più leggero rispetto agli ultimi passati. Dovete sapere che questa mattina il sindaco Letizia Moratti e il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, hanno firmato un’ordinanza congiunta che consentirà di poter alzare il volume dei concerti estivi svolti allo stadio S. Siro. A fare da «ponte» tra le due istituzioni, l’assessore comunale alle Attività produttive, Giovanni Terzi, che ieri ha lanciato anche una raccolta firme per chiedere «la depenalizzazione del reato di disturbo della quiete pubblica per eventi musicali su spazi pubblici».
Questa notizia cela dietro di se’ un aspetto molto importante che mi piace oggi mettere in evidenza. Partendo dal fatto che vicino a grandi impianti sportivi è raro trovare grandi centri residenziali, sono convinta che i grandi centri abitati non possano ridursi ad essere delle città dormitorio.
Nel caso specifico di Milano, non capisco dunque quest’intolleranza nei confronti dei concerti estivi a S. Siro che tralascia due importanti aspetti: il primo a livello d’immagine che la città di Milano ha con l’arrivo di queste grandi star della musica; il secondo (ben più importante) che riguarda la grande (positiva) macchina lavorativa che sta dietro ad ogni singola perfomance musicale. Mezzi di trasporto, tecnici, promoter, uffici stampa e manager sono solo alcune delle persone  impegnate  in un evento.
Oltre alla possibilità di far lavorare più persone, quindi, i concerti negli stadi si riducono sempre ad un numero basso di 3-4 all’anno. Perchè non avere tutti un pochino più di tolleranza, mi volete raccontare che d’estate siete alle 23 tutti sotto le lenzuola del vostro letto? Cosa ne pensate?
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