La storia di una over 50: la signora G.

set 22

Più di un anno fa ho invitato tutti i lettori del mio blog e di Collinews a raccontare le proprie storie. Soprattutto quelle di tutti i cinquantenni che hanno perso il proprio posto di lavoro. Come già ribadito più volte, sebbene ancora in gamba, alla loro ancor giovane età hanno eccessive difficoltà per trovare un’altra occupazione. La colpa in parte è sicuramente della mentalità corrente, che considera gli over 50 persone già anziane. Poteva essere vero 30 anni fa, adesso non lo è più.

Colgo l’occasione per pubblicare la storia della signora G. (giuntami il 24 agosto scorso al mio indirizzo mail  ombrettacolli@collinews.it) che mi ha colpito per vari aspetti. Per motivi legati ad una gradevole lettura su internet, ho inserito nel post la parte iniziale della storia, il seguito lo trovate nel primo commento qui in basso:

Io sono una donna di Genova, laureata, conosco francese ed inglese, uso il computer , ho 59 anni, e praticamente sono senza lavoro da 7 anni. Ho cominciato a lavorare dopo la laurea, nel 1975 in una importante azienda elettronica, ed ho avuto 25 anni di felice carriera, fino ad arrivare alla dirigenza nel 1995, seconda donna dirigente in tutta l’azienda di 3000 dipendenti. Nel 1999 Finmeccanica decide di vendere il ramo di azienda in cui io ero appunto dirigente e che produceva alta tecnologia all’avanguardia e utili consistenti.  [..]

Ho deciso di pubblicare la storia della signora G. in modo che sia a disposizione dei mass-media e della pubblica opinione. Questa mi sembra l’ennesima prova di quanto sia difficile rifarsi una vita a 50 anni. Spero che un giorno diventi (finalmente) una cosa normale. Ancora grazie signora G.

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2 commenti a “La storia di una over 50: la signora G.”

  1. Ombretta scrive:

    [..] Fatto sta che l’acquirente decide di cambiare tutto il management della Corporate, dall’amministratore delegato fino a me, direttore del Marketing e Comunicazione. Mi danno un pò di soldi e mi lasciano a casa. Avevo 49 anni: fortunatamente nell’arco di 2 mesi trovo un altro lavoro, sempre a Genova, e sempre come dirigente [..] ma dura solo 3 anni. [..] E’ il 2003, ho 52 anni e da allora nessuno mi ha più voluto, in nessuna città d’Italia, nonostante 27 anni di esperienza e 31 anni di versamenti. Ho aperto una partita IVA per poter almeno portare a casa qualcosa, visto che mio marito è pensionato della Regione a poco più di 1000 euro al mese ed abbiamo 2 figli, all’epoca ancora all’Università. Da allora cerco clienti per una società di spedizioni , ho dovuto imparare questo nuovo mestiere, e guadagno da 700 a 1000 euro lordi al mese, secondo l’utile che riesco a produrre. Certi mesi non guadagno nulla. In questo modo ora devo aspettare i 60 anni per avere una pensione che sarà di almeno 1000 euro più bassa che se avessi potuto lavorare ancora per i 4 anni che mancavano ai 35 di anzianità. In questi 7 anni abbiamo tirato la cinghia. Questa è la storia: [..] l’umiliazione brucia: io sono ancora giovane, sto bene, ho voglia di fare, ed ancor più ne avevo 7 anni fa; ero disponibile a spostarmi, ad accettare contratti temporanei , qualunque cosa pur di lavorare, ma nessuno mi ha voluto perchè troppo vecchia ( e per di più anche donna!). [..] Spero che il Suo impegno porti a risultati concreti, se non per me almeno per chi verrà dopo e si potrà trovare nelle stesse condizioni. I miei più sinceri auguri e ringraziamenti.

  2. davide scrive:

    …Cara Ombretta, purtroppo questa ed altre situazioni continueranno a verificarsi e a mio avviso, sono conseguenti alle parole (seguite dai fatti) di un ex Presidente del Consiglio, il quale ci disse che “noi Italiani dovremmo smettere di guardarci l’ombellico”… Chiaro che non era diretto a tutti gli Italiani, ma certamente a tutti quegli Italiani i quali, per loro interesse, hanno delocalizzato gran parte di lavoro, specie manufatto oltrechè tecnologie,in altri Paesi dell’Est Europa e principalmente in Asia…Attività e Fabbriche chiuse od in crisi, persone licenziate, cassa integrazione…e poi ci si meraviglia se il gettito fiscale è diminuito e se c’e’ questo tasso di disoccupazione elevato ?!
    Inoltre, e conseguentemente, aumentano le spese..
    Vorrei non essere frainteso, ma per affrontare un periodo di crisi, c’era davvero bisogno di andare altrove per capire che si possono lavorare 15 ore al giorno e far imparare un mestiere ai nostri giovani, senza per questo essere accusati di “sfruttamento di minore” ??? Dove sono finiti quei Sig.ri i quali inneggiavano alle 30 ore settimanali??? Se non ci sbrighiamo a tirar su le maniche,quelle 30 ore toccherà doverle fare in un giorno…!!!
    Davide, uno dei tanti che ha iniziato a lavorare a 9 anni,studiando privatamente alla sera e che si ritrova, anziano, costretto a tirare avanti una barca che ormai fa acqua dapertutto,inquanto la pensione non basta…Evidentemente, da buon Italiano, non ha saputo, in una vita, farsi i cosidetti Ca..i suoi..!! Infatti, appartengo a pieni titoli, alla categoria dei V.I.C.: Very Important Coglions !!! Purtroppo, mi sono sempre guardato l’ombellico..ora però devo guardarmi anche il lato B !!

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