Lampedusa, ingratitudine da parte degli immigrati. Solidarietà agli isolani



Credevo che ai giorni nostri non fosse più possibile che una sentenza della magistratura potesse ordinare la distruzione di un libro. È una sentenza dalla chiara connotazione medievale.  Tra un po’ dovremo aspettarci la caccia alle streghe, roghi in piazza e persecuzione di intellettuali? Non oso immaginare cosa sarebbe successo se una censura così violenta fosse accaduta ad un libro caro alla sinistra. Forse certe persone non si sono ancora accorte che i tempi de “Il nome della rosa” sono ormai inattuali.

La piaga della pedofilia è un problema molto serio e seriamente andrebbe affrontato, soprattutto quando riguarda dei curati che approfittano del proprio abito talare per compiere abusi su minori. Chiedere all’Aia di processare il Santo Padre per crimini contro l’umanità è però un gesto altrettanto vergognoso perché, anziché mirare a condannare i reali responsabili, ricerca soltanto un’agevole e vana pubblicità .
Al nostro Pontefice e ai cardinali coinvolti voglio esprimere la mia più profonda solidarietà , così come a tutti quei poveri genitori che, senza ricercare facili e inutili clamori, vivono sulla propria pelle la terribile angoscia sopportata dai propri figli.

La vicenda Penati brucia molto sulla pelle del Pd. Basta dire le cose come stanno perche’ immediatamente arrivino le repliche stantie dei soliti misconosciuti difensori d’ufficio. Le ‘Stumpotruppen’ guidate da Di Traglia, il compagno che parla e sbaglia’.
La verita’ e’ che anche in questa occasione, dove ancora una volta emergerebbe un vero e proprio sistema corruttivo, il Partito Democratico e’ stato trattato dalla magistratura con i guanti di velluto. Aspettiamo naturalmente che la giustizia possa fare il suo corso, ma il riguardo usato nei confronti di Penati e’ li’ a dimostrarlo.

Il presidente Gasparri ha soltanto ricordato che la vicenda di Sesto San Giovanni dimostra, o meglio conferma che il Pd non può dare lezioni e non può avanzare alcuna superiorità morale.
Una cosa è la responsabilità penale, che va dimostrata con una sentenza definitiva, altra è il sistema organico che fa capo ad un preciso partito politico.
Il presidente Renato Schifani ha sempre interpretato il suo ruolo con equilibrio e saggezza, nel pieno rispetto dei diritti dell’opposizione. Anche per questo risultano a dir poco sgradevoli e strumentali le affermazioni ingenerose di qualche collega del centrosinistra che e’ soltanto in cerca di visibilita’.
Ognuno cerchi di interpretare al meglio il proprio ruolo, ma senza avventurarsi in affermazioni irrispettose della verita’ e delle cariche istituzionali.

Il Pd farebbe bene a tutelarsi soprattutto da se stesso. Come dimostrano le vicende Penati ed Enav sono molti i compagni che non possono vantare comportamenti al di sopra di ogni sospetto. Ormai non si cancellare un dato incontrovertibile: la questione morale è un problema che coinvolge direttamente il Pd, anche con personaggi legati al suo vertice. Del resto i finanziamenti illeciti, se e quando ci sono, non possono certo essere iscritti a bilancio.
L’abnorme sentenza sul lodo Mondadori, e soprattutto la sua immediata esecutività che colpisce cosi’ duramente un’azienda con decine di migliaia di dipendenti prima ancora del giudizio definitivo, ci impone di rilanciare subito la battaglia per una legge giusta che non sia a futura memoria ma segni una reazione forte di fronte a una vicenda tanto assurda quanto emblematica.
A questo punto e’ urgente e necessario che il disegno di legge annunciato dai capigruppo Gasparri e Quagliariello sull’esecutivita’ delle sentenze provvisorie di risarcimento civile diventi una battaglia di tutto il gruppo’.
La vile minaccia occorsa stamani al nostro capogruppo è un atto inqualificabile oltre che l’ennesima pericolosa spia d’allarme dell’aspro clima politico che si respira nel nostro Paese.
Un preoccupante sviluppo dei perenni insulti, dell’odio e delle delegittimazioni che la nostra parte politica è costretta a subire da tempo e che qualche mente contorta ha voluto perseguire con i fatti. Profonda solidarietà al Presidente Gasparri ed alla sua collaboratrice con la viva speranza che possa essere solo un falso allarme.