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Elezioni 2008/ Sono Io la Senatrice del Pdl in Lombardia

mar 18

Esattamente ieri è già passata la prima settimana da quando sono state confermate le ricandidature: sono l’unica donna al Senato in Lombardia per il Popolo delle libertà. Nonostante avessi un po’ di timore Berlusconi ha mantenuto le sue promesse e, dopo la mia inusuale autointervista dello scorso fine settimana, eccomi qua a presentare e raccontare questa mia campagna elettorale. Un gesto importante quello del mio leader con cui sono stata sempre in ottimi rapporti che si sono riconfermati dopo questa mia candidatura. Non smetto mai di ricordare come iniziò la mia vita in politica: nel 1993, intervistata dal Corriere della Sera, dichiarai testualmente: “se Berlusconi fosse il Ministro della Salute, in Italia ci si potrebbe ammalare con dignità”, il giorno dopo il telefono che squilla ed inizia questa storia.

Una storia densa di incontri ed appuntamenti, sempre con il metodo d’approccio che abbiamo scelto di confermare in questa campagna elettorale: quello del richiedere direttamente alla gente quale siano le priorità sulle quali dovremmo muoverci. Per me. Tutto questo supportati dai nostri camper coi quali gireremo tutta la Lombardia, senza dimenticare le nostre postazioni con i gazebo con cui abbiamo deciso di venire incontro alla gente. Le persone attualmente sembrano andare sempre di fretta ma quando ci vedono, io vedo in loro sempre molta curiosità ed alla fine riusciamo sempre a scambiare due chiacchiere. Vi darò costanti aggiornamenti sulle località che toccherò ogni giorno.

Tra i miei principali impegni mi interesserò molto al sostegno della famiglia che è sicuramente la componente fondamentale della società italiana: in merito a questo il mio pensiero va ai giovani, ai giovanissimi, alle liste d’attesa per poter portare i bambini negli asili, per esempio. Bisogna fare un grande sforzo, serve un impegno gigantesco per avere un incremento economico affinché venga assicurata l’accoglienza a tutti i bambini sia negli asili nido e non. In un paese civile come il nostro mi sembra assurdo leggere ogni anno lo scandalo delle liste d’attesa sulle pagine locali di qualche giornale. Bisognerà costruire nuovi edifici, stipulare convenzioni con i privati ed allo stesso tempo anche invogliare le aziende ad assumere le mamme con la formula del part-time. Soprattutto al Nord, dove le mamme rimangono meno a casa, è un grande sforzo quello richiesto loro: delle facilitazioni fiscali permetterebbero alle aziende un maggior coinvolgimento delle donne con contratti di lavoro a tempo parziale.

Poi sicuramente spazio agli ultracinquantenni. Come avete letto nei post precedenti mi sto dando molto da fare per la loro situazione. Finalmente il dibattito pubblico sta da qualche tempo affrontando il problema del lavoro per i giovani. Ma esiste un’altra fascia di età a rischio occupazione di cui nessuno parla: proprio quella degli ultracinquantenni. In particolare quelli che, espulsi dal mondo del lavoro, non riescono più a rientrarci. Gli over 50 sono tutt’altro che ferri vecchi. Hanno un patrimonio di conoscenza e di capacità invidiabile, anche perché diverso. E’ proprio nel legame intergenerazionale che si può trovare una soluzione sia alla “questione giovanile” che a quella degli ultracinquantenni. Servono leggi che aiutino la loro formazione continua, nuovi aiuti economici alle aziende che assumono gli over 50, e incentivi specifici come quelli previsti per le donne che aprono un’impresa o una cooperativa. Altre interessanti strade potrebbero essere quelle di favorire economicamente le figure del Tutor, che si occupa di trasmettere le conoscenze dei Senior ai Junior, o quella del Mentor, colui che trasmette le competenze nel comparto dell’artigianato, spesso a rischio di estinzione.

Sempre nell’autointervista dello scorso week-end ho detto anche la mia sulla questione della legge sull’aborto. Continuo a pensare che sia un argomento molto personale e tutto questo chiasso, questo “tifo da stadio”, come mi piace definirlo, lo considero del tutto sgradevole. La legge non deve essere toccata assolutamente: dai dati che ho letto ultimamente ho notato che le persone maggiormente coinvolte sono le donne extracomunitarie, che ancora non sono a conoscenza nella loro interezza dei metodi contraccettivi, oppure da ragazze molto giovani, quindi non è assolutamente un argomento da trattare con leggerezza.

Collinews intervista Ombretta Colli

mar 15

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“Un occhio di riguardo per la famiglia, la componente fondamentale della società italiana”

E’ da poco iniziata la mia campagna elettorale e tra un intervento ed un altro ho deciso di uscire dai consueti faccia a faccia ponendomi dei quesiti a cui ho cercato di dare risposta.

Com’è iniziata questa campagna elettorale?
“Sono passati davvero pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale: solo da lunedì scorso, infatti, sono venuta a conoscenza della riconferma della mia candidatura ed anche che sono l’unica donna al Senato, per la Lombardia ovviamente. Sarà un periodo denso di appuntamenti per me. Inizieremo a girare con i nostri camper messi a disposizione dal partito per tutta la Lombardia senza dimenticare le nostre postazioni con i gazebo con cui abbiamo deciso di venire incontro alla gente.
Abbiamo confermato questo metodo d’approccio chiedendo soprattutto alla gente quali sono le priorità sulle quali bisognerebbe muoversi. Tra i punti più urgenti ho riscontrato soprattutto quello inerente al sostegno della famiglia che è sicuramente la componente fondamentale della società italiana: dagli anziani ai giovani in cerca di lavoro fino agli animali. Per quanto mi riguarda quella della famiglia è anche una priorità nei miei pensieri alla quale associo sempre quella che riguarda gli over 50 che perdono il lavoro.

I miei rapporti con Berlusconi?
Ho sempre avuto ottimi rapporti con Berlusconi, rapporti confermati dopo la promessa mantenuta circa la riconferma delle candidature. L’aveva sempre detto, l’aveva promesso, e nonostante qualche timore che aleggiava nell’aria alla fine tutto è andato per il meglio. E pensare che il mio entrare in politica nacque quasi per caso quando nel ’93 intervistata dal Corriere della Sera dichiarai in merito al problema della malasanità: “Se Berlusconi fosse il Ministro della Salute, in Italia ci si potrebbe ammalare con dignità”. Il giorno dopo arrivò la chiamata ed eccomi qua.”

Negli Stati Uniti quale sarebbe la mia scelta?
Per chi voterei negli Stati Uniti? Visto che posso non esito a dire che i miei favori andrebbero per Hillary Clinton. Con lei ormai sono svariati anni che ci scambiamo gli auguri di Natale, per vari anni ho ricevuto i suoi biglietti d’auguri, mi fa molto piacere.

Cosa ne penso della legge sull’aborto?
“Secondo la mia opinione non deve essere toccata assolutamente, magari potrebbe essere migliorata, come anche del resto la maggior parte delle leggi. Sicuramente non è un argomento da prendere con leggerezza. Dai dati che ho letto ultimamente ho notato che le persone maggiormente coinvolte sono le donne extracomunitarie, che ancora non sono a conoscenza nella loro interezza dei metodi contraccettivi, oppure da ragazze molto giovani. Sono dell’idea insomma che sia un argomento molto personale quindi mi dà molto fastidio assistere a questo sgradevole “tifo da stadio” quando si parla dell’argomento in questione.”

La mia idea del Comunismo.
“Ho sempre avuto molti dubbi a riguardo. Ho avuto la fortuna/sfortuna di andare con mio marito in tournée in molti paesi comunisti. Quello che vedevo non era quello che si diceva: c’era una grandissima miseria, coabitazione nelle case. Noi al confronto eravamo un Paese molto più consolidato, avevamo speranza e molta voglia di fare. Era sicuramente un periodo diverso anche perché chi aveva voglia di fare riusciva tranquillamente nel suo intento, non come adesso.

Soddisfatta della mia carriera artistica?
“Sono figlia di musicisti, ho sposato un musicista. Non ho mai pensato di fare altro. Fin dall’età di 16 anni, quando ho debuttato in uno spettacolo al Piccolo Teatro di Milano, ho sempre saputo quello che avrei voluto fare da grande. Per me non è mai stato un lavoro ma una passione. Una passione che nasce dalla vita di tutti i giorni: anche in treno, per esempio, guardo sempre con un certo occhio la gente che mi circonda. Mi ricordo che presi ispirazione proprio da una signora in treno quando mi fu affidata la parte di una fastidiosa manager appartenente al ceto intellettuale borghese nel film “La Terrazza” di Ettore Scola: riproposi così il modo di fumare della signora in treno, così odiosa e così particolare, ricevendo svariati commenti positivi.

Differenze con il mondo dello spettacolo attuale?
Il mondo dello spettacolo degli anni ’70-’80 era piuttosto diverso rispetto ad adesso: c’era una maggiore professionalità. Io andavo a scuola di recitazione, si cominciava dalle piccole esperienze, non era come adesso in cui vediamo giovani attrici o presunte tali lanciate in grandi programmi sulle maggiori rete televisive. E pensare che all’inizio, dopo il mio debutto in tv, quasi mi vergognavo quando la gente mi riconosceva per strada: la prima volta avevo al fianco mio padre che tra una risata e l’altra mi cercava di spiegare che la gente ormai mi riconosceva perché mi voleva già bene: ed ero “solo” andata in tv su uno dei due unici canali televisivi del tempo.

Il mio rapporto con la musica?
Anche la musica è stata importante nella mia vita. Come detto prima, sono figlia di musicisti ed ho sposato un musicista: ho un rapporto stretto con la musica perché è quel qualcosa che nessuno ti può togliere. Anche solo il saper suonare uno strumento ti può regalare dei momenti del tutto sublimi, ti fa volare dove vuoi, ti rassicura o ti dà la carica, a seconda del tuo stato d’animo del momento.

Il cinema, che divertimento.
Nel cinema invece mi sono molto divertita. Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi registi, Elio Petri ed Ettore Scola tra gli altri, ed anche di avere il mio fianco i più grandi attori del cinema italiano, attori che ancora sono insuperati al momento: Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e mi fermo qui.

Le mie passioni extralavorative?
“Quella dell’astrologia è una passione che mi è stata trasmessa da mia madre. Credo davvero che ci sia una tendenza naturale che va ad influire con una caratteriale: quando i pianeti si dispongono in una certa maniera, davvero si passano dei brutti momenti. Il 13 e 14 aprile sembrano essere dei momenti abbastanza positivi per me.
Quella delle lingue, invece, oltre ad essere un po’ scemata, è stata una passione nata fin da subito. Quando ero giovane c’era la grande paura per una paese sconosciuto come la Cina, un paese che ci sembrava minacciare. Sotto consiglio di mio padre, decisi di dedicarmi così alle lingue orientali. Lui diceva che bisognava sempre conoscere la lingua degli altri, per affrontare meglio le avversità qualora ti si presentassero davanti. Questa passione finì quando, dopo 2 anni, decisi con una mia amica di vedere un film in cinese. Solo dopo circa una mezz’oretta di film riuscimmo a capire la prima parola che poi è anche la più conosciuta, ovvero Mao Tse Tung: ci guardammo e scoppiammo a ridere decidendo così di metterci una pietra sopra dicendoci: “Non lo capiremo mai!”.