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Perché ospitiamo terroristi nelle case popolari?

ott 16

Cari lettori del blog e di Collinews, ho fatto passare la settimana ed ora è arrivato il momento di aprire gli occhi e di capire che la situazione ci è sfuggita di mano. Lunedì Mohamed Game, un libico di 34 anni, si è lanciato contro la caserma di piazzale Perrucchetti a Milano con una bomba nascosta nella cassetta degli attrezzi.

I militari di guardia hanno impedito che facesse una vera e propria strage per questo i mezzi di informazione si stanno già dimenticando dell’accaduto parlando di “cani sciolti” o di “cellule da cortile” ben lontane da Al Qaeda. Ebbene si dà il caso che queste cellule da cortile vivano nei nostri cortili, nelle case popolari di via Gulli a Milano. Si dà il caso che questi appartamenti siano occupati da diversi anni, e che da diversi anni nessuno sia entrato a dare un’occhiatina o magari a sgomberare l’area affidandola a chi è in lista d’attesa da decenni. Peccato.

Se avessimo fatto un po’ di pulizia ci saremmo accorti delle immagini di Bin Laden o dei 120 chili di nitrato d’ammonio accantonati dietro la tenda. Quanti altri Mohamed Game ci sono nelle case popolari di via Gulli, a San Siro o in piazza Cinquecento? Quanto tempo deve passare prima di capire che interi settori delle città ci sono sfuggiti di mano trasformandosi in covi per disperati e criminali?

Mesi fa ho presentato un progetto di legge per ridefinire i criteri di assegnazione delle case popolari che si può riassumere in tre battute: prima gli italiani, fuori i criminali, super poteri ai sindaci per liberare i palazzi dagli abusivi. Capisco che una parte del Paese preferisca occuparsi dei fatti privati del presidente del Consiglio …. ma non sarebbe il caso di cominciare a discutere anche dei terroristi che tolleriamo in casa nostra?

E’ arrivato il momento di riprendersi le nostre città

lug 22

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi cerco di coinvolgervi parlando della mia proposta di legge per modificare i criteri di accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. In particolare questa proposta dà la possibilità alle Regioni di riservare fino all’80% degli alloggi sociali a quanti risiedono in Italia da almeno 10 anni.

A Milano,  la quota di alloggi pubblici assegnati gli immigrati aumenta del 7% ogni anno. Di questo passo entro il 2015 i cittadini italiani perderanno di fatto il diritto ad una casa popolare. Questo è uno scandalo al quale dobbiamo porre rimedio subito evitando pericolose iniquità che potrebbero scatenare fenomeni di intolleranza e razzismo. L’articolo 2 della proposta di legge prevede la perdita del diritto all’assegnazione di un alloggio pubblico per quanti sono condannati ad una pena superiore ai due anni, mentre l’articolo 3 tenta di spezzare il racket delle occupazioni abusive impedendo a quanti hanno preso possesso illegittimamente di una casa popolare di presentare domanda al Comune per un alloggio Erp. L’articolo 4 infine delega il Governo a dotare i sindaci di poteri straordinari per sgombrare gli appartamenti occupati illegalmente con celerità.

Insomma, è arrivato il momento di riprendersi intere aree delle nostre città, ormai invase da criminali e abusivi che scavalcano le liste d’attesa e occupano illegittimamente le case popolari. Non possiamo permetterci di creare dei veri e propri ghetti dove non si parla italiano e la malavita italiana o straniera decide chi entra in casa e chi dorme sotto un ponte. Questi obiettivi non sono raggiungibili con la legislazione vigente in tempi certi, per questo ho presentato una proposta di legge che potrebbe dare i poteri ai sindaci per liberare nel giro di 12 mesi decine di migliaia di alloggi occupati illegalmente assegnandoli ai più bisognosi.

La tristezza dei badge usati per entrare nella propria casa

mag 11

Care lettrici e lettori di Collinews e del mio blog, in questo inizio di settimana volevo condividere con voi tutta la mia tristezza per quello che sta accadendo a Milano nella zona delle case popolari dove i cittadini per maggiore sicurezza hanno dato il via all’iniziativa di un badge elettronico per poter entrare dentro casa propria. Un’azione che prende spunto dagli ultimi fatti di cronaca: case occupate quando una persona anziana viene ricoverata in ospedale; quel caso di una povera donna di Bari che nel giro di 2 ore, il tempo necessario per la spesa, si è ritrovata con una stanza murata, acquisita impropriamente dai propri vicini di casa. 

Sperando che questi siano solamente degli episodi tanto incresciosi quanto casuali, mi chiedo e vi chiedo se questo sia la strada giusta da intraprendere. Rimango comunque favorevolmente colpita da questi inquilini che si sono autotassati per tenere alla larga spacciatori e delinquenti dalla propria abitazione. Rimane in me anche il profondo dispiacere quando noto che una persona non riesce a vivere tranquillamente neanche nella propria casa. Voi cosa ne pensate?