Post taggati ‘cassazione’

No al “delitto di possesso”: tutte le donne pensanti sollevino la questione

mag 5

Cari lettori di Collinews e del mio blog, oggi mi vorrei soffermare su questa assurda sentenza della Cassazione che ha confermato i soli 14 anni di carcere per un uomo che sgozzò la propria moglie nel 2006. Perchè così poco? Perchè da oggi chi uccide per gelosia sembra avere delle attenuanti in quanto il delitto non sarebbe causato da stimoli lievi.  Purtroppo questa sentenza non proviene da un tribunale pakistano o di qualche tribù ma dalla Cassazione italiana. Condannato dal Tribunale di Milano per omicidio, la Corte d’Appello esclude l’aggravante per futili motivi. Risultato finale: i suddetti 14 anni di carcere. Poi la Cassazione.

Allora con decisione mi chiedo cosa stia succedendo? Cosa succede in questo Paese dove fino a pochi decenni fa era ancora presente il delitto d’onore e dove si è fatto tanto per eliminarlo dalla nostra legislazione. Ora addirittura, uccidere per gelosia non genera nessuna aggravante, anzi delle attenuanti. Chiedere il divorzio o andare dalla psicanalista sono idee così lontane per esser giudicate più logiche? Escluso quindi il delitto d’onore ora mi sembra si stia parlando di “delitto di possesso”.

A questo punto mi auguro che tutte le donne pensanti sollevino questo problema, scatenando l’indignazione di tutti. Fino a qualche giorno fa ero sollevatissima dal raccontarvi cosa avevamo deciso per quello che riguarda la legge contro lo stalking (pene da 4 a 6 anni) e ora mi sento quasi svuotata quando un giudice trova delle attenuanti ad un simile delitto. Se proprio dovessimo trovarle in un omicidio penserei più ad un povero commerciante che si trova davanti una pistola di un rapinatore: quella sarebbe legittima difesa, non troverei attenuanti in quello che da oggi definisco un “delitto di passione”.

 

La scelta di Eluana

nov 17

Oggi vorrei fare una semplice riflessione a proposito del caso di Eluana Englaro e della conseguente sentenza della Cassazione. Premesso che come madre mi rendo perfettamente conto che è una questione delicatissima, quello che più di tutto mi ha disturbato in questi giorni è stato sentire questa specie di “tifo da stadio” intorno ad una vicenda oltremodo complessa ed estremamente sofferta. 

Mi metto nei panni dei genitori e cerco di capire che sicuramente portano avanti questa battaglia solo perché desiderano fare la volontà della figlia, ormai in coma da molti anni e hanno perso ogni speranza; però ritengo che affidare la decisione della vita di un essere umano ad un magistrato sia oltremodo assurdo. In un paese democratico qual’è l’Italia sarebbe più corretto che a decidere di queste situazioni fosse il Parlamento con una legge appropriata. Detto questo però ribadisco la mia vicinanza alla famiglia in un momento assolutamente difficile e doloroso.