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In Italia c’è anche un’altra crisi

giu 24

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi voglio farvi notare, per chi ancora non se n’è accorto, che oltre alla crisi finanziaria ce n’è anche una strutturale che costringe il Paese ad una crescita modesta persino nei periodi di boom, che costringe i nostri lavoratori a ricevere stipendi greci pagando prezzi tedeschi. È una crisi che dipende dalla struttura del nostro sistema produttivo, dall’enorme debito pubblico che ci impedisce di fare manovre anti cicliche e, perché no, anche dal nostro sistema istituzionale: troppo rigido, fragile e mastodontico per poter prendere le dolorose decisioni necessarie per riformare il Paese.

Questa crisi deve avere uno sbocco. Tutta questa rabbia deve esser incanalata contro qualcuno o qualcosa. Oggi è il turno dei politici. Bene. Oggi, a quanto pare, i banditi siamo noi. Questo gioco del “sotto a chi tocca” non mi ha mai appassionato. La caccia al capro espiatorio ha quel retrogusto sovietico, illiberale a tratti pericoloso. Mi dispiace deludere gli specialisti dell’attacco alla “casta”, ma io non mi sento una criminale, non sto rubando lo stipendio. Quando si alzano questi polveroni, queste nebbie che avvolgono il palazzo scompaiono i veri problemi del Paese, che sono la disoccupazione al 10%, gli stipendi più bassi d’Europa, l’emergenza abitativa, l’immigrazione a dir poco fuori controllo.

Se i mezzi di informazione avessero dedicato a questi temi il 10% del tempo passato a disquisire dei parrucchieri del Senato, o degli affari privati del presidente del Consiglio, credo che i cittadini potrebbero capire meglio quale strada imboccare per uscire dalla crisi. Qualcuno davvero pensa che abolire il Senato o dimezzare i senatori risolva i problemi del Paese? Qualcuno davvero, non per retorica, non per calcolo politico, non per ruffianeria, pensa che l’Italia si risolleverà quando i parlamentari non potranno più usufruire del barbiere di palazzo? Lo so che è facile attaccare queste spese. Me ne rendo conto. Basta andare da un’anziana in difficoltà e aizzarla contro chi riceve un lauto stipendio. È facile. Un po’ come spingere i marinai contro il capitano. Ma mentre si litiga, mentre ci si azzuffa, la barca affonda.

“Conto alla rovescia”: la crisi finanziaria che non arriva mai

mar 3

crisi-finanziaria

Nella puntata di questa sera di “Conto alla Rovescia”, in onda tutti i martedì alle 21.30 su Telereporter (canale 818 del bouquet SKY), si parlerà di una crisi finanziaria che sembra non arrivare mai nonostante se ne parli tanto. In realtà, secondo gli economisti, arriverà nell’inverno 2009 o addirittura nella  primavera del 2010. In studio con me ci saranno Pietro Ichino, giurislavorista, noto per vivere da tanti anni sotto scorta dopo le minacce delle BR; Antonio Panzeri, europarlamentare lombardo del PD; Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e il giornalista Cesare Cadeo come personaggio extra istituzionale.

In un paese di “statali” è davvero difficile sentire l’arrivo della crisi, forse solo i commercianti stanno davvero facendo i conti con qualcosa che non va. Il nostro gridare “al lupo, al lupo” sembra ancora prematuro e neanche troppo scaramantico. Nella puntata di questa sera, con i miei ospiti proveremo a dare delle soluzioni per uscire indenni dalla prossima crisi finanziaria che graverà sul nostro paese.

Appuntamento a stasera, quindi, ore 21.30 per “Conto alla Rovescia”.

telereporter

Crisi finanziaria: un disegno di legge ad hoc

gen 26

Time - Money

Cari lettori di Collinews e del blog ritengo sia inutile nascondere la gravità della situazione economica che il Paese deve affrontare in questo periodo. Con il prodotto interno lordo in calo del 2% nel 2009 la disoccupazione salirà fino all’8,4%. I dati sulla cassa integrazione non sono più incoraggianti, e le nubi che si intravedono sul mercato dell’auto non consentono alcun tipo di sottovalutazione della crisi. Premesso ciò, dobbiamo anche capire chi colpirà questa crisi e chi ne uscirà indenne per poter meglio definire un intervento pubblico efficace.

Precari, cassintegrati, artigiani e piccoli imprenditori: queste sono le persone che hanno tutto da perdere dalla crisi in corso. Il prossimo disegno di legge che discuteremo in Senato interviene in loro favore stanziando 250 milioni di euro solo per il 2009 come integrazione del fondo occupazione. Mezzo milione di famiglie beneficerà di un bonus di 500 euro, ed in tutto 8 milioni di italiani riceveranno somme variabili dai 200 ai 1000 euro.  Le famiglie che oggi si trovano senza uno stipendio dovrebbero poter contare per almeno un anno su un aiuto concreto.

In Italia poi il sistema di welfare è fortemente sbilanciato. Lavoratori di piccole imprese, precari e contratti a tempo determinato non hanno neanche la metà delle protezioni delle quali beneficiano gli altri lavoratori. Quando questo periodo di incertezza sarà alle nostre spalle dovremo correggere questa disparità in modo definitivo. Intanto, adesso, lo scenario insomma impone prudenza.

Crisi finanziaria: c’è ottimismo

ott 15

Carissimi lettori,
in questi giorni si è parlato moltissimo della crisi finanziaria che dagli Stati Uniti è arrivata in Europa fino a colpire i mercati asiatici. Sono stati giorni davvero difficili.
Pur non essendo un tecnico della finanza vorrei comunque rincuorare gli Italiani sul fatto che l’atmosfera è di grande ottimismo. Si è lavorato molto affinchè la crisi rientrasse e certamente gli accordi dell’Eurogruppo presi a Parigi sono stati determinanti per risollevare la situazione. Ho apprezzato la determinazione con la quale il Presidente Berlusconi e il Ministro Tremonti hanno affrontato il problema e si sono rivolti ai cittadini, rassicurandoli sui loro risparmi. Qualora ci fosse anche solo una banca ad avere problemi, i soldi degli Italiani non sarebbero comunque toccati. E quindi con questa discreta certezza che se ne uscirà fuori il più presto possibile, mando a tutti un caro saluto.