Sono con le donne musulmane. E Veltroni, ancora con D’Alema?
La vicenda del divieto di partecipazione delle donne ai funerali islamici è preoccupante e indice di una cultura che – facendosi scudo di una versione dell’Islam particolarmente fanatica, ma minoritaria – altro non vuole che umiliare le donne. Che queste cose avvengano in Italia nel 2008, è inaccettabile. Che una moglie non possa partecipare alla cerimonia funebre del proprio marito è qualcosa che non saprei definire altrimenti che rivoltante.
Care sorelle musulmane, consideratemi pure al vostro fianco in questa battaglia infinita contro il pregiudizio che vi e ci colpisce. Contate pure su di me. Camminerò al vostro fianco contro chi vuole usare l’Islam come alibi per sottomettere la donna. Ci tengo a dichiararlo forte e chiaro prima di essere eletta, per un dovere di trasparenza nei confronti dei miei elettori. E mi piacerebbe che anche a sinistra si fosse altrettanto chiari nel condannare ogni forma di giustificazione nei confronti di chi discrimina le donne nel nome del cosiddetto “multiculturalismo“.
Lo chiedo innanzitutto a Veltroni, che sta parlando oggi a Milano. Proprio a lui, che chiede a Berlusconi “lealtà alla Repubblica”, chiedo invece di prendere le distanze da D’Alema e dal suo continuo strizzare l’occhio al fanatismo islamico: da Hamas ad Hezbollah (per chi non lo ricordasse, con tanto di passeggiata a braccetto con il leader del gruppo terrorista). Prenda le distanze Veltroni – invece di chiederlo agli altri – da chi rappresentando la nostra Repubblica come ministro degli Esteri ci ha esposto a questa umiliazione. Parliamo di cose serie e concrete, caro Walter. Con chi stai? Con Magdi Allam, Khaled Fouad Allam (che non hai ricandidato), le donne musulmane, o con Massimo D’Alema?







