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	<title>Il blog di Ombretta Colli &#187; destra</title>
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		<title>Addio Abdul! La politica faccia un passo indietro</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 14:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pierobarbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Di fronte alla morte di Abdul, un ragazzo di 19 anni, il mio primo sentimento è stato di sbigottimento e di profonda tristezza, non ero neppure in grado di pensare alle beghe politiche. Forse e' anche per questo che ho lasciato passare qualche giorno prima di voler esprimere la mia opinione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ombrettacolli.it/wp-content/uploads/2008/09/abdoul_milano_spranga.jpg"><img class="size-full wp-image-158 aligncenter" title="abdoul_milano_spranga" src="http://www.ombrettacolli.it/wp-content/uploads/2008/09/abdoul_milano_spranga.jpg" alt="" width="364" height="285" /></a></p>
<p>Di fronte alla morte di Abdul, un ragazzo di 19 anni, il mio primo sentimento è stato di sbigottimento e di profonda tristezza, non ero neppure in grado di pensare alle beghe politiche. Forse e&#8217; anche per questo che <strong>ho lasciato passare qualche giorno prima di voler esprimere la mia opinione</strong> su questo tragico fatto. Il mio pensiero è andato all&#8217;idea di come quella vita sia stata spezzata su uno squallido  marciapiede, in maniera orribilmente brutale. Non ho potuto evitare di pensare a quanti furtarelli o ragazzate del genere si compiono a quell&#8217;età.</p>
<p>Se poi la morte di Abdul sia dovuta a un tragico fraintendimento (i suoi assassini sostengono di aver creduto che il ragazzo avesse rubato l&#8217;incasso della giornata, invece che un paio di biscotti. Come se cambiasse qualcosa, come se la vita di un ragazzo potesse avere un prezzo) o a quel di più di violenza scatenata a causa del colore della sua pelle, <strong>temo non lo sapremo mai</strong>. Resterà probabilmente un segreto custodito nella mente dei suoi aggressori, e sarà comunque compito della magistratura scoprirlo. C&#8217;è invece chi non sa aspettare il corso della giustizia e reputa evidentemente inutile il processo, avendo già deciso in cuor suo la sentenza. La politica è tra questi.</p>
<p>Purtroppo anche a Milano la regola per cui la politica deve entrare dappertutto, dalla culla (e anche prima) alla bara, è <strong>un vizio sintomatico della faziosità di cui siamo impregnati</strong>. Per dirla con parole semplici, sentiamo la necessità di buttarla sempre in politica. Lo si è fatto con l&#8217;assassinio della signora Reggiani l&#8217;anno scorso, utilizzato politicamente dalla destra, così come l&#8217;ha fatto la sinistra negli anni scorsi ogni qualvolta un nostro soldato è caduto in Iraq o in Afganistan: invocando il ritiro delle truppe, prima ancora di esprimere solidarietà umana alle famiglie che avevano subito una perdita tanto grave.</p>
<p>Forse dovremmo iniziare a <strong>pensare a quanto sia vuota e arrogante questa politica che cerca di pervadere la nostra vita e perfino la nostra morte</strong>, invece che inchinarsi umilmente di fronte alla peggiore delle tragedie. Se addirittura la famiglia di Abdul è arrivata a percepire che la loro sofferenza è stata strumentalizzata (&#8220;<em>chiediamo che le nostre parole non vengano usate per uno scontro politico. Siamo gente semplice, vogliamo solo giustizia</em>&#8220;, hanno detto), allora credo che sia tempo per tutti  di fare un passo indietro.</p>
<p>Ciascuno si limiti al proprio dovere. Alla giustizia l&#8217;accertamento della verità. <strong>Alla politica il dovere di portare alla famiglia Guiebre, a nome di tutta la città, la vicinanza e la solidarietà di tutti i milanesi</strong>. Se poi davvero la politica vuole fare qualcosa in più ci si muova, magari insieme, in Consiglio Comunale, per promuovere nella nostra città una cultura che ripudi la violenza. Credo che <strong>di fronte alla morte di un ragazzo si possano, anzi si debbano superare i confini di destra e sinistra</strong>. Ciascuno faccia quello che può. Ma lasciamo la famiglia Guiebre piangere in pace il suo, il nostro, Abdul.</p>
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