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No alla legalizzazione della violenza nelle famiglie afghane

apr 3

Cari lettori di Collinews e del mio blog, oggi sono profondamente sconvolta dopo aver letto la notizia arrivata tramite le fonti dell’Onu secondo il quale il governo afghano avrebbe approvato in questi giorni una legge che autorizza gli uomini a stuprare le proprie mogli. Sebbene non sia ancora stata pubblicata (e quindi ufficiale), tutto questo riporterebbe indietro di anni i diritti delle donne di quel Paese, lentamente e faticosamente conquistati nel tempo grazie ai trattati internazionali. Se fosse così, questa sarebbe una grossa sconfitta per tutti noi che ogni giorno cerchiamo di instaurare i principi fondamentali della civiltà quale quello di evitare la sopraffazione nei confronti dei più deboli. Tutto questo non succede, anzi le cose sembrano peggiorare. 

Pensione a 65 anni? Per le donne una scelta volontaria

mar 6

 

Quasi 3 mesi fa espressi la mia approvazione sulla proposta di legge del Ministro Brunetta di far lavorare le donne fino all’età di 65 anni. Oggi non posso che ribadire il mio assenso nel momento in cui questa eventualità sembra divenire più concreta. C’è però una cosa da far presente a tutte quelle persone che fanno finta di non capire: quest’avanzamento della soglia d’età sarebbe una scelta volontaria e non obbligatoria. In pochi lo pensano ma una donna potrebbe scegliere autonomamente di continuare a lavorare per qualche anno in più anche per il semplice bisogno di soldi (mi riferisco ai lavori non usuranti!). 

In più se ci fosse una richiesta numerica importante, questa eventualità potrebbe aprire nuovi scenari in materia di investimenti: penso soprattutto al bisogno di impiegare nuove risorse nelle scuole per tutte quei servizi complementari che dovrebbero essere offerti ai propri figli accanto all’istruzione.

Lavoro fino a 65 anni? Solo se un premio per le nuove generazioni

dic 17

In merito alla proposta di Brunetta di far lavorare le donne fino all’ eta’ di 65 anni penso che sia un sacrificio da prendere in considerazione nel caso porti una sorta di premio per le nuove generazioni. Se si riuscisse ad investire il risparmio che si verrebbe a creare in servizi utili per la famiglia, alleviando cosi’ il peso sulle spalle delle donne, allora si’ che la proposta di legge sarebbe interessante. Lo sappiamo tutti che i problemi di bambini ed anziani gravano sempre sulle donne.

Da donna immagino che tutte noi saremmo favorevoli ad una proposta del genere sapendo che poi potrebbe tornare utile ai nostri figli e alle generazioni successive. Nel pensiero che ho appena espresso c’e’ anche da dire che ormai la vita media si e’ allungata fino agli 85 anni e che nel mio pensiero non intendo includere negli impegni assunti dalle donne i lavori cosidetti “usuranti”.

Hillary Clinton tradita dalle donne

giu 4

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Nel giorno in cui Obama ha ormai dichiarato in Minnesota di essere lui il candidato democratico che sfiderà McCain alle prossime elezioni in USA, sono veramente dispiaciuta per la mia amica Hillary. Penso sia stata allo stesso tempo anche sfortunata nel trovarsi davanti Obama e di conseguenza davanti ad uno scontro dove per la prima volta si incontravano due minoranze così forti: le donne contro il popolo di colore.

Uno scontro più unico che raro fino a questo momento negli Stati Uniti d’America ma evidentemente, rispetto a tutto quello che si dice, penso che la Clinton sia stata tradita dalle stesse donne che invece dovevano condurla alla vittoria delle primarie. Se Hillary avesse avuto l’appoggio  del sesso femminile sarebbe bastato un discreto numero, non eccessivo, per superare Obama. Serve però, a questo punto, un esame di coscienza: forse è vero che le prime avversarie delle donne sono le stesse donne.

Sono con le donne musulmane. E Veltroni, ancora con D’Alema?

apr 10

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La vicenda del divieto di partecipazione delle donne ai funerali islamici è preoccupante e indice di una cultura che – facendosi scudo di una versione dell’Islam particolarmente fanatica, ma minoritaria – altro non vuole che umiliare le donne. Che queste cose avvengano in Italia nel 2008, è inaccettabile. Che una moglie non possa partecipare alla cerimonia funebre del proprio marito è qualcosa che non saprei definire altrimenti che rivoltante.

Care sorelle musulmane, consideratemi pure al vostro fianco in questa battaglia infinita contro il pregiudizio che vi e ci colpisce. Contate pure su di me. Camminerò al vostro fianco contro chi vuole usare l’Islam come alibi per sottomettere la donna. Ci tengo a dichiararlo forte e chiaro prima di essere eletta, per un dovere di trasparenza nei confronti dei miei elettori. E mi piacerebbe che anche a sinistra si fosse altrettanto chiari nel condannare ogni forma di giustificazione nei confronti di chi discrimina le donne nel nome del cosiddetto “multiculturalismo“.

Lo chiedo innanzitutto a Veltroni, che sta parlando oggi a Milano. Proprio a lui, che chiede a Berlusconi “lealtà alla Repubblica”, chiedo invece di prendere le distanze da D’Alema e dal suo continuo strizzare l’occhio al fanatismo islamico: da Hamas ad Hezbollah (per chi non lo ricordasse, con tanto di passeggiata a braccetto con il leader del gruppo terrorista). Prenda le distanze Veltroni – invece di chiederlo agli altri – da chi rappresentando la nostra Repubblica come ministro degli Esteri ci ha esposto a questa umiliazione. Parliamo di cose serie e concrete, caro Walter. Con chi stai? Con Magdi Allam, Khaled Fouad Allam (che non hai ricandidato), le donne musulmane, o con Massimo D’Alema?

L’unicità di noi donne

feb 19

 

Ho molto apprezzato, sia nei toni che nelle parole, l’articolo che Veronica Lario ha scritto sul Corriere giovedì 14 febbraio a proposito di noi donne e del nostro posto all’interno della società.
Mi trovo d’ accordo sull’importanza di essere riconosciute e apprezzate per le nostre peculiarità che ci rendono così diverse dagli uomini e quindi uniche.

Troppo spesso la società in cui viviamo non riconosce il nostro valore o, come dice lei, “la nostra capacità di unire la vita pratica con quella spirituale, di tradurre il sentimento in azioni concrete”.

Siamo frequentemente intrappolate in “modelli” troppo maschili, che non ci appartengono, e che non concordano con il nostro desiderio e la nostra volontà di essere sempre e soprattutto donne.

L’uomo per primo deve imparare a riconoscere il valore femminile per costruire una società migliore di quella attuale, legata a falsi idoli come il denaro e il successo.

Certamente la situazione di confusione sociale, morale e culturale non aiuta a rivalutare quegli aspetti fondamentali della vita come il confronto, il dialogo e la cultura, che invece sono la giusta strada da percorrere per un futuro più umano e ricco di valori.

I figli li facciamo noi e li educhiamo noi, quindi ……….

 

Ombretta Colli