Esattamente ieri è già passata la prima settimana da quando sono state confermate le ricandidature: sono l’unica donna al Senato in Lombardia per il Popolo delle libertà. Nonostante avessi un po’ di timore Berlusconi ha mantenuto le sue promesse e, dopo la mia inusuale autointervista dello scorso fine settimana, eccomi qua a presentare e raccontare questa mia campagna elettorale. Un gesto importante quello del mio leader con cui sono stata sempre in ottimi rapporti che si sono riconfermati dopo questa mia candidatura. Non smetto mai di ricordare come iniziò la mia vita in politica: nel 1993, intervistata dal Corriere della Sera, dichiarai testualmente: “se Berlusconi fosse il Ministro della Salute, in Italia ci si potrebbe ammalare con dignità”, il giorno dopo il telefono che squilla ed inizia questa storia.
Una storia densa di incontri ed appuntamenti, sempre con il metodo d’approccio che abbiamo scelto di confermare in questa campagna elettorale: quello del richiedere direttamente alla gente quale siano le priorità sulle quali dovremmo muoverci. Per me. Tutto questo supportati dai nostri camper coi quali gireremo tutta la Lombardia, senza dimenticare le nostre postazioni con i gazebo con cui abbiamo deciso di venire incontro alla gente. Le persone attualmente sembrano andare sempre di fretta ma quando ci vedono, io vedo in loro sempre molta curiosità ed alla fine riusciamo sempre a scambiare due chiacchiere. Vi darò costanti aggiornamenti sulle località che toccherò ogni giorno.
Tra i miei principali impegni mi interesserò molto al sostegno della famiglia che è sicuramente la componente fondamentale della società italiana: in merito a questo il mio pensiero va ai giovani, ai giovanissimi, alle liste d’attesa per poter portare i bambini negli asili, per esempio. Bisogna fare un grande sforzo, serve un impegno gigantesco per avere un incremento economico affinché venga assicurata l’accoglienza a tutti i bambini sia negli asili nido e non. In un paese civile come il nostro mi sembra assurdo leggere ogni anno lo scandalo delle liste d’attesa sulle pagine locali di qualche giornale. Bisognerà costruire nuovi edifici, stipulare convenzioni con i privati ed allo stesso tempo anche invogliare le aziende ad assumere le mamme con la formula del part-time. Soprattutto al Nord, dove le mamme rimangono meno a casa, è un grande sforzo quello richiesto loro: delle facilitazioni fiscali permetterebbero alle aziende un maggior coinvolgimento delle donne con contratti di lavoro a tempo parziale.
Poi sicuramente spazio agli ultracinquantenni. Come avete letto nei post precedenti mi sto dando molto da fare per la loro situazione. Finalmente il dibattito pubblico sta da qualche tempo affrontando il problema del lavoro per i giovani. Ma esiste un’altra fascia di età a rischio occupazione di cui nessuno parla: proprio quella degli ultracinquantenni. In particolare quelli che, espulsi dal mondo del lavoro, non riescono più a rientrarci. Gli over 50 sono tutt’altro che ferri vecchi. Hanno un patrimonio di conoscenza e di capacità invidiabile, anche perché diverso. E’ proprio nel legame intergenerazionale che si può trovare una soluzione sia alla “questione giovanile” che a quella degli ultracinquantenni. Servono leggi che aiutino la loro formazione continua, nuovi aiuti economici alle aziende che assumono gli over 50, e incentivi specifici come quelli previsti per le donne che aprono un’impresa o una cooperativa. Altre interessanti strade potrebbero essere quelle di favorire economicamente le figure del Tutor, che si occupa di trasmettere le conoscenze dei Senior ai Junior, o quella del Mentor, colui che trasmette le competenze nel comparto dell’artigianato, spesso a rischio di estinzione.
Sempre nell’autointervista dello scorso week-end ho detto anche la mia sulla questione della legge sull’aborto. Continuo a pensare che sia un argomento molto personale e tutto questo chiasso, questo “tifo da stadio”, come mi piace definirlo, lo considero del tutto sgradevole. La legge non deve essere toccata assolutamente: dai dati che ho letto ultimamente ho notato che le persone maggiormente coinvolte sono le donne extracomunitarie, che ancora non sono a conoscenza nella loro interezza dei metodi contraccettivi, oppure da ragazze molto giovani, quindi non è assolutamente un argomento da trattare con leggerezza.