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La scuola torna severa: non è sadismo nei confronti dei giovani

lug 14

Siamo tornati a una scuola che non promuove tutti e che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa bene del ragazzo.” Sono completamente d’accordo con il Ministro Gelmini con queste sue ultime dichiarazioni alla luce dei numeri che provengono dall’ultimo anno scolastico dove più di un ragazzo non è riuscito a passare l’anno.

Per tutti coloro che pensano ad una sorta di sadismo nei confronti dei ragazzi, posso tranquillizzarli perchè quello che accade oggi nella scuola è una semplice processo di formazione per la vita futura. E lo stesso discorso che si fa nel mondo del lavoro: chi è in grado di portare avanti il proprio lavoro può continuare, chi invece non riesce a farlo verrebbe prontamente fermato dal proprio datore di lavoro. Purtroppo la vita non fa sconti e più in là sicuramente i nostri ragazzi dovranno mettersi alla prova con un mondo molto difficile. Per questo mi sembra fondamentale il concetto “promosso soltanto chi lo merita“, quando saranno più grandi, con diverse responsabilità rispetto ad ora, i nostri ragazzi non avranno l’aiuto di nessuno.

Il pensiero di Giorgio Gaber nelle scuole italiane

mar 4

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La figura di Gaber e la sua opera possono insegnare moltissimo ai nostri ragazzi, per questo motivo abbiamo accolto con interesse l’invito della Fondazione Gaber per portare a conoscenza degli studenti, che mai hanno avuto la fortuna di vederlo a teatro dal vivo, il lavoro di un artista che tramite il suo sforzo intellettuale ha insegnato a pensare, al di là degli schemi e delle ideologie.” Sono state queste le parole con cui il Ministro Gelmini ha permesso a Giorgio Gaber di entrare nelle scuole italiane. 

Oltre che ringraziare il Ministro per tutto questo, oggi voglio presentare il “Progetto Gaber”, promosso insieme alla Fondazione a lui dedicata, che vuole incoraggiare i giovani a confrontarsi con un artista straordinario che, con la sua opera, ha lasciato alla cultura del nostro Paese un patrimonio di inestimabile valore in grado di offrire agli studenti italiani importanti spunti di riflessione quanto mai attuali.

Il pensiero di Giorgio Gaber è sempre stato orientato in avanti. Numerose canzoni scritte negli anni ‘70 e ‘80 risultano oggi essere estremamente attuali. Portare il pensiero di Giorgio nelle scuole è una grande opportunità per i ragazzi che hanno voglia di crescere e di riflettere sulla vita e su ciò che sta loro intorno. E’ stato commovente ed emozionante leggere i commenti di alcuni studenti delle scuole medie che hanno mostrato una grande sensibilità verso argomenti difficili e profonde: sono una speranza nuova per tutti”.

Il decreto Gelmini e’ finalmente legge

ott 29

Come tutti sapete, da questa mattina, il decreto Gelmini di riforma della Scuola e’ legge. Il decreto in Senato e’ stato approvato in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti e non e’ stato modificato dai senatori dopo la votazione del 9 ottobre. Non posso che essere d’accordo con le prime dichiarazioni del ministroLa scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione“. Sono anche convinta che sia giusto che questo provvedimento sia diventato legge perche’, guardando con attenzione, tutte le falsita’ che sono state dette in questi tempi non corrispondono alla realta’ che abbiamo davanti agli occhi.

Scuola: in Italia si spende male!

ott 27

Ritorno a parlare dell’argomento scuola per soffermarmi un attimo sulla tanto criticata questione dei “tagli”. Come ho fatto presente in un mio intervento al Senato la settimana scorsa, oggigiorno l’Italia spende 5.172 euro per alunno. Altri paesi europei come la Francia, la Spagna e la Germania, spendono meno, quindi verrebbe naturale pensare che laddove c’è una maggiore spesa si ha una maggiore qualità. Eppure non è affatto così.
L’Italia nella classifica Ocse che analizza quali sono i paesi più istruiti si ritrova comunque al ventottesimo posto (su 30). Inoltre i nostri insegnanti sono sottopagati e gli studenti non brillano per istruzione. Dunque l’unica risposta possibile è che si spende male.
Il punto quindi non è fare tagli indiscriminati o mandare a casa insegnanti, ma fare in modo che le spese siano più oculate, affinchè ne tragga giovamento l’intero sistema scolastico, altrimenti rimane solo l’immobilismo come alternativa. Ed un paese come l’Italia non può certamente rimanere al ventottesimo posto nella classifica dei paesi istruiti.

Cari studenti, non sfilate con i baroni!

ott 22

Di tutte le contestazioni a cui ho assistito, questa è una delle più strane. Gli studenti che scendono in piazza con i loro insegnanti evidentemente non hanno chiaro un concetto: dalla scuola dell’obbligo all’Università il problema sta nell’assenza di meritocrazia e nei costi esorbitanti e ingiustificati. Il nepotismo nelle Università in particolare, è stato egregiamente documentato dal libro “L’università truccata” di Roberto Perotti. Dopo averlo letto, sfido qualsiasi studente a scendere in piazza a fianco dei baroni che rubano loro il futuro.

Riguardo invece alla questione del maestro unico, dico una cosa poco politicamente corretta, ma vera: il maestro unico è sempre esistito in Italia, e ha proiettato la nostra scuola elementare a riconoscimenti internazionali in termini di qualità. Perché all’improvviso non vada più bene, è mistero tutto da chiarire. Invito solo gli studenti a domandarsi chi, se non loro stessi tra qualche anno, dovrà pagare la spesa di un sistema scolastico che mantiene 1,3 milioni di persone, più dell’esercito USA. Se non si passa dalla media di 8,9 a 9,9 alunni per docente, non ci sarà né il miliardo di euro da investire negli insegnanti di qualità, né il risparmio di più di due miliardi di euro che è indispensabile.

Se lasciamo tutto com’è ora, chi pagherà in termini di qualità del servizio e di tasse sempre maggiori? Sempre gli studenti, e ancora di più quelli meno abbienti. Gli altri, i figli di papà, un futuro assicurato già ce l’hanno. Tanto più in questo momento di grave crisi economica, utilizzare le poche risorse disponibili per imporre un modulo più costoso rispetto a quello perfettamente funzionante del modello unico, sarebbe l’ennesimo scippo del futuro di una generazione.

Sindacalisti della scuola? Sono propagandisti e bugiardi

set 26

 

Non posso che essere attonita di fronte alla caterva di bugie che i sindacati degli insegnanti stanno riversando sul ministro Gelmini. Tanto più che tali fandonie non colpiscono “solo” il ministro, ma creano timori ingiustificati nelle famiglie. L’illuminante articolo del sociologo di sinistra Ricolfi, apparso ieri su “La Stampa“, fa giustizia della propaganda sindacale. Dice Ricolfi “la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi. Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi (…) Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti(…) Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30 (…)“.

Sono tutte cifre inventate di sana pianta. Ma la cosa che mi preoccupa di più è che questi insegnanti sindacalisti, con il loro comportamento, demoliscono la credibilità della scuola italiana. Mi domando cosa insegnino questi professionisti della bugia ai nostri figli. Forse, è meglio non saperlo.

Assolutamente favorevole al Maestro unico

set 9

Sono assolutamente favorevole al Maestro unico di cui parla in questi giorni il ministro dell’ Istruzione, dell’universita’ e della ricerca, Mariastella Gelmini. E’ un’immagine sicuramente curiosa quella del bambino che si ritrova davanti una serie di persone sconosciute appena messo fuori il naso da casa, a scuola appunto. Il Maestro unico lo trovo un’idea intelligente per permettere ai nostri bambini di avere piu’ confidenza con il proprio insegnante che avra’ poi davanti agli occhi per i seguenti 8 mesi dell’anno, un vero e proprio punto di riferimento.

Poi a tutto questo si aggiunge i risultati non certo eccelsi della scuola italiana. Gli studenti che escono oggi dalle scuole hanno una preparazione decisamente modesta visto che non si insegna piu’ a scrivere, non si stimola piu’ la memoria dei ragazzi facendo imparare quelle noiose poesie che ora sanno di antico.

In questo ambito c’e’ anche un lato economico da non sottovalutare. Per il settore dell’Istruzione, quello colmo di lavoratori sottopagati, il discorso della Gelmini potrebbe essere utile anche per poter investire i risparmi in quello che ritengo un vero e proprio dono, quello dell’insegnamento. Se poi aggiungiamo che nelle nostre scuole c’e’ anche una presenza del 10% di bambini extracomunitari che hanno la necessita’ di essere sostenuti anche da altri insegnanti, a questo punto potremmo tranquillamente “portare le nostre buste paga direttamente al Ministero” per poter pagare in ogni classe almeno 3 insegnanti piu’ i numerosi maestri di sostegno.