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Una giustizia che deve essere applicata!

feb 2

Sinceramente oggi, cari lettori del mio blog, non so da dove iniziare. L’argomento che vorrei mettere in risalto oggi è quelli degli innumerevoli episodi di violenza che stanno caratterizzando questo 2009. A partire da Capodanno, a Roma, ogni giorno se ne sente uno sempre più tragico e triste fino ad arrivare all’ultimo episodio della coppia appartatasi nel padovano: e adesso cosa succede? Semplice, ci sono in giro persone piuttosto e colpevolmente esagitate che vogliono far valere la legge della “giustizia sommaria”. Ma questo non si deve fare!

Allo stesso modo, dopo questa semplice constatazione, devo però anche dire che non è possibile per un giudice dare gli arresti domiciliari a chi si macchia di certi reati. O c’è una pena oppure niente e la gente inizierà ad uscire con un revolver nella tasca dei pantaloni: questa è naturalmente una provocazione per far capire che ormai i cittadini sono stufi! La giustizia deve essere applicata. Non si parla di un furto di un portafogli ma di reati che rovinano la gente, che la segnano per tutta la vita, una vita che a volte non torna più come prima.

Con Berlusconi e contro i professionisti dell’indignazione a comando

giu 23

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Il grande Marshall McLuhan diceva che l’indignazione è una tecnica per dare dignità a un idiota. Difficile non pensare al grande sociologo canadese quando in questi giorni tanti giustizialisti denunciano a squarciagola le nuove norme sulla giustizia. Costoro sono infatti capaci di scendere in piazza gridando contro la presunta impunità di un singolo cittadino, mentre chissà perché dimenticano di denunciare i quasi novemila magistrati che (loro sì) godono di una reale impunità, e da decenni. 

Solo chi chiude entrambi gli occhi può non vedere la disparità di trattamento cui è sottoposto Berlusconi: accusato di cercare l’impunità mentre viene perseguito da magistrati che impuniti sono già. Basti pensare all’innocente Tortora ed al processo-farsa cui fu sottoposto. Che fine fecero i Pubblici Ministeri di quel processo? Furono radiati per persecuzione ingiusta nei confronti del presentatore? Macché, furono promossi al Consiglio Superiore della Magistratura.

Questa è l’impunità reale ed ancora attuale che dovrebbe indignare, quella dei magistrati. Tanto più che si tratta di persone che decidono delle vite di noi tutti. Si domandino questi professionisti dell’indignazione a comando perché non riescono a interessarsi della sorte degli italiani nelle aule di giustizia, ma solo della sorte di uno in particolare. Che sia forse un’indignazione “ad personam”?


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