Post taggati ‘governo’

Mafia, chi sa qualcosa parli

mar 28

Bisogna fare al più presto chiarezza dopo un lungo periodo di voci, illazioni e sospetti su persone che nulla avevano a che fare con le vicende dell’accordo tra Stato e mafia.
Chi sa qualcosa parli senza indugi, riferendo delle modalità e dei personaggi coinvolti. È il tempo di sapere come siano andate davvero le cose senza nascondersi ambiguamente.
Anche perché, come recita un antico proverbio, le bugie hanno le gambe corte.

Clandestino e criminale per necessita’

gen 29

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi scendendo di macchina in un parcheggio sono stata avvicinata da un extracomunitario che voleva vendermi diversi oggetti tra cui calze e calzini. Dopo averlo ringraziato (non volevo comprare niente!), lui mi ha detto “Ho fame!“. Gli ho chiesto perche’ non si trovasse un lavoro e lui mi ha risposto che, come tutti gli altri, non ha il permesso di soggiorno e quindi non ha molte possibilita’.

Non e’ un mistero che la maggior parte degli extracomunitari viva nel nostro Paese clandestinamente. Per passare dalla vendita di un semplice paio di calzini al mondo della criminalita’ ci vuole un attimo. Per questo sono d’accordo con il Premier quando dice «Meno clandestini, meno criminalità». Purtroppo c’e’ qualcuno che parte verso il nostro Paese proprio con questi brutti intenti, altri invece pensano di poter sopravvivvere con dei piccoli lavori e poi vengono invece coinvolti in brutte storie di violenze e altre brutalita’. Alla fine si diventa criminale per necessita’.

Violenza sessuale: un’interrogazione al Governo per dare seguito all’esperimento di Bollate

nov 26

Cari lettori del blog e di Collinews, cinquecentomila donne hanno subito uno stupro o una violenza sessuale in Italia. Il dato è allarmante, non è in crescita, ma deve essere attentamente valutato. Considerato che solo il 7,4% delle donne vittime di violenza (anche solo di un tentativo di violenza) denuncia l’accaduto, non possiamo neanche dire di avere un quadro esatto del fenomeno.

Il Governo è intervenuto evitando che gli stupratori in attesa di giudizio possano beneficiare degli arresti domiciliari e soprattutto inserendo nel codice penale il reato di stalking. Solo in Lombardia sono state arrestate 129 persone per stalking e mi piace pensare che la legge sia riuscita ad evitare qualche episodio di abuso. Per stroncare definitivamente la violenza sulle donne dobbiamo però intervenire anche su chi esce dal carcere.

Nella mia recente visita al carcere di Bollate ho incontrato rei di violenza sessuale in attesa della scarcerazione. Nei loro stessi occhi ho visto la paura di uscire. Alcuni sono consapevoli di non stare bene, di essere un pericolo per la società e per le donne in particolare.

Per questo ho presentato un’interrogazione al Governo, insieme al deputato Vinicio Peluffi, per spronare il Governo a dare risorse e allargare l’esperimento pilota nato nel carcere di Bollate: un servizio di trattamento per i colpevoli di violenza sessuale che comincia in cella e continua dopo la scarcerazione con la disponibilità di specialisti 24 ore al giorno in grado di monitorare ogni tipo di comportamento anomalo.

Da presidente della Provincia di Milano avevo iniziato a finanziare il servizio con 20.000 euro e credo che anche in un periodo di crisi questi fondi non debbano essere toccati anzi incrementati in maniera significativa, inoltre l’esperimento dovrebbe essere esteso in tutti i carceri dove sono presenti colpevoli di reati sessuali. Non sono soldi che spendiamo per gli stupratori, bensì per le donne che potrebbero diventare loro vittime.

Come già discusso con voi sul blog, credo si debba affrontare anche il tema della castrazione chimica, o come preferisco intenderla io, o di un dissuasore sessuale. So che molti non sono d’accordo e la ritengono una forma di tortura, io sono invece convinta che si debba aprire un dibattito nazionale iniziando ad offrire una riduzione della pena solo ai rei di reati a sfondo sessuale che accettano questo trattamento una volta usciti dal carcere.

L’urgenza del pacchetto sicurezza

nov 20

Oggi mi vorrei soffermare sul fatto di quanto sia importante e necessario approvare in fretta il pacchetto sicurezza. Basterebbe fare una passeggiata in viale Zara o al Gratosoglio in periferia per di Milano per capirlo. Cito Milano perché è la città che conosco meglio, ma temo che un giro tra Tor Bella Monaca e la Magliana non darebbe esiti più confortanti. L’emergenza sicurezza non se l’è inventata il centrodestra per far cadere il Governo Prodi, non è uno slogan o un polverone mediatico. È la realtà nella quale vivono tutti i cittadini che non si possono permettere l’attico a Trastevere o il loft in corso Como.

Non credo di dover ricordare a nessuno lo spettacolo al quale abbiamo assistito quando il governo Prodi ha tentato di far approvare alcuni provvedimenti sulla sicurezza dopo l’atroce delitto Reggiani. Vi ricordate gli annunci? Le smentite? Il disegno di legge che diventa decreto poi ritorna una bozza? Uno stato di agitazione permanente all’interno della maggioranza di allora che non ha prodotto alcuna legge sulla sicurezza.

Dal suo insediamento questo Governo ha deciso di utilizzare l’esercito per pattugliare le periferie più a rischio, ha fatto sentire il fiato sul collo alla camorra ed oggi presenta questo disegno di legge che prova a combattere anche l’illegalità diffusa, il vandalismo e il degrado urbano. Mi riferisco all’articolo del disegno di legge che aumenta la pena per il reato di danneggiamento e soprattutto impone che la sospensione condizionale della pena sia subordinata alla riparazione del danno. In sostanza: chi rompe paga e chi sporca pulisce.

Ancora più importante l’articolo che prevede l’introduzione del reato di “impiego dei minori nell’accattonaggio”. Possibile che non si possa fare nulla contro i genitori, gli zii o gli sconosciuti che usano i bambini per chiedere la carità in metropolitana? Dovremmo alzare le mani e arrenderci di fronte a questo horror show quotidiano? Spero che nessuno provi a dipingere questa misura come razzista o discriminatoria nei confronti dei poveri. Me lo auguro davvero. Sarebbe come giocare sulla pelle di questi bambini – di solito Rom, inutile negarlo – costretti a passare ore intere con la mano tesa invece di studiare l’italiano o la matematica. Sono diventati dei bancomat in miniatura per genitori senza scrupoli e il buonismo o la tolleranza potrebbero essere per loro la più crudele delle punizioni.

Per ultimo, ma non meno importante, esorto tutti gli scettici ando a non mugugnare sulla rinuncia da parte dello stesso Governo alle misure detentive per chi “entra illegalmente nel territorio italiano”. Non è possibile mettere in carcere per 4 anni i 50.000 clandestini che ogni anno attraversano la frontiera e, probabilmente, non sarebbe nemmeno giusto. Non sono tutti delinquenti. Quello che dobbiamo fare è rendere effettive le espulsioni. Più che mantenere in carcere un clandestino dobbiamo rispedirlo a casa nel giro di pochi giorni. Niente fogli di via e pacche sulla spalle. Bisogna riaccompagnarli nel più breve tempo possibile, il che – inutile nasconderlo – comporta una spesa piuttosto elevata.

E dobbiamo anche ridimensionare lo stato sociale a favore degli immigrati regolari. Gli operai, i pensionati e i disoccupati italiani non tollereranno a lungo che le case popolari vengano assegnate solo agli immigrati. Prima che diventino razzisti sul serio è meglio limitare il diritto alla casa popolare o agli assegni sociali per gli stranieri. Chi è nato in Italia e ha lavorato una vita intera per una pensione per lo più misera ha diritto ad una casa popolare, ed ha il diritto di passare avanti in graduatoria agli immigrati che lavorano da noi da qualche anno.

A quanti sono contrari all’approvazione di questa legge consiglio di fare una passeggiata tra le case popolari di Quarto Oggiaro dove  l’afflusso incontrollato di clandestini genera tensioni per la casa, gare al ribasso sugli stipendi e nuova manovalanza per lo spaccio di droga; o nel quartiere Pigneto a Roma dove alcuni cittadini sono andati a vendicarsi dei furti spaccando i negozi degli immigrati, o – peggio ancora – a Napoli dove (abbiamo già dimenticato) la camorra vuole risolvere la questione rom lanciando le molotov. Ecco, questo è lo scenario che ci aspetta se lasciamo le cose così come sono adesso. Il Governo ha presentato un disegno di legge, non un decreto. Credo sia un segnale di buona volontà, di dialogo ed apertura anche nei confronti dell’opposizione. Non confondiamo questa scelta con l’autorizzazione ad allungare i tempi con mille emendamenti. Penso che si debba risolvere il problema in Aula. Prima che le periferie trovino una soluzione per conto loro.

Alla ministra Aido servirebbe una sculacciata dal papa’

mag 20

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Se a Berlusconi servisse uno psichiatra alla ministra Bibiana Aido Almagro forse servirebbe una sculacciata da parte del papà! E’ questo il mio primo pensiero dopo aver letto le dichiarazioni della ministra spagnola ben propensa a pagare le spese mediche per il nostro Presidente del Consiglio. Non mi sembrano delle affermazioni giuste, che soprattutto non dovrebbero giungere da un membro facente parte di un governo, spagnolo in questa occasione. E poi con che linguaggio: ricordo sempre alla Bibiana Aido che Berlusconi è da poco stato eletto e scelto da una maggioranza ben netta del nostro Paese. Di conseguenza penso che ogni paese abbia la possibilità di scegliere: il risultato delle elezioni mi è sembrato “notevole”.

Per non parlare poi delle dichiarazioni di razzismo che ci arrivano dal resto della Spagna: vorrei ricordare un po’ a tutti che nella penisola iberica non è passato troppo tempo da quando è stato alzato un muro, una rete e poi ci si è armati per sparare contro clandestini, anzi sono fatti piuttosto recenti. Si ricordino loro come hanno trattato e trattano i loro immigrati! Sinceramente noi qui in Italia non sentiamo la necessità dei loro commenti.