Lampedusa, ingratitudine da parte degli immigrati. Solidarietà agli isolani



Cari lettori del blog e di Collinews, ieri nella quarta puntata de “Il club delle prime donne”, in onda ogni lunedì alle ore 21.30 su Odeon Tv, abbiamo parlato del diritto di voto agli immigrati. Avevo in studio le due parti che hanno argomentato bene le loro ragioni, naturalmente contrastanti tra loro.
La vera sorpresa invece è arrivata quando ho aperto le linee e ho iniziato a dare voce ai telespettatori. Beh, dire che fossero infuriati è poco. La possibilità di far votare tutti i “regolarmente residenti” in Italia da almeno cinque anni è un fatto che non va proprio giù alla gente.
Una questione di estrema attualità vista la proposta contenuta nel progetto di legge depositato lo scorso 20 ottobre alla Camera. I firmatari del documento sono alcuni deputati dei principali schieramenti politici di maggioranza e opposizione: Walter Veltroni (Pd), Flavia Perina (Pdl), Roberto Rao (Udc), Leoluca Orlando (Idv), Salvatore Vassallo (Pd).
Sono pochi 5 anni per poter ottenere questo diritto di voto? Dopo questa risposta ottenuta dal pubblico durante la trasmissione ancora ci sto riflettendo sopra: forse occorre qualche anno in più? Che ne pensate?
Se a Berlusconi servisse uno psichiatra alla ministra Bibiana Aido Almagro forse servirebbe una sculacciata da parte del papà! E’ questo il mio primo pensiero dopo aver letto le dichiarazioni della ministra spagnola ben propensa a pagare le spese mediche per il nostro Presidente del Consiglio. Non mi sembrano delle affermazioni giuste, che soprattutto non dovrebbero giungere da un membro facente parte di un governo, spagnolo in questa occasione. E poi con che linguaggio: ricordo sempre alla Bibiana Aido che Berlusconi è da poco stato eletto e scelto da una maggioranza ben netta del nostro Paese. Di conseguenza penso che ogni paese abbia la possibilità di scegliere: il risultato delle elezioni mi è sembrato “notevole”.
Per non parlare poi delle dichiarazioni di razzismo che ci arrivano dal resto della Spagna: vorrei ricordare un po’ a tutti che nella penisola iberica non è passato troppo tempo da quando è stato alzato un muro, una rete e poi ci si è armati per sparare contro clandestini, anzi sono fatti piuttosto recenti. Si ricordino loro come hanno trattato e trattano i loro immigrati! Sinceramente noi qui in Italia non sentiamo la necessità dei loro commenti.