Post taggati ‘Italia’

Regionali francesi, affluenza a picco: un rischio anche italiano?

mar 15

Cari lettori del blog e di Collinews, inizio questa settimana con una riflessione che riguarda il timore che l’astensionismo “francese” arrivi presto anche in Italia. Partendo dal fatto che l’astensionismo, a mio parere, non e’ mai una grande idea, il rischio che arrivi anche qui da noi in Italia, mi sembra molto alto.

Voi che ne pensate? I dati che ci arrivano oggi dalla Francia sono purtroppo molto deludenti: risulta infatti che più di un elettore su due si è astenuto dalle urne: tra il 52 e il 55 per cento degli aventi diritto non è infatti andato a votare. L’astensione più alta mai registrata in Francia.

Senza entrare nello specifico dei risultati, un dato è sicuro: hanno vinto gli astensionisti!

foto: corriere.it

Fs: Moretti faccia il suo mestiere!

dic 23

Cari lettori del blog e di Collinews, mi dispiace chiudere l’anno con il mio blog parlando dell’autentica Odissea che ho vissuto oggi alla stazione Termini di Roma.

Non ci volevo credere: sono stata per oltre 3 ore a bordo di un treno che non è mai partito. L’orario di partenza era alle 12.10. Solo alle 15.30 ci hanno detto dell’arrivo di un secondo treno che, al momento in cui vi sto scrivendo (sono le 16.00!), ancora non si è visto. In questa mezz’ora di “cambio treno” siamo stati sbattuti da un marciapiede all’altro senza neanche la possibilità di potersi sedere (nuovamente) da qualche parte.

Tutto si aggrava, poi, se si pensa che da Roma mi sto spostando in Versilia per passare le feste. Figuriamoci se fossi dovuta partire da Milano!

Roba da non crederci. Caro Moretti, faccia il suo mestiere!

Ora riportate velocemente Battisti in Italia!

nov 20
Cari lettori del blog e di Collinews, oggi condividere con voi la speranza che Cesare Battisti arrivi in Italia il prima possibile. Dopo la decisione della Corte Suprema brasiliana di ieri ora siamo tutti in attesa del Presidente Lula che dovrà confermare o respingere la sentenza.
Naturalmente non mi posso che schierare a favore della decisione del tribunale brasiliano perchè Basttisti deve tornare nel nostro Paese per scontare la pena che gli è stata riconosciuta dopo i processi di tanti anni fa.
Le motivazioni del Presidente Lula circa gli «atti persecutori e di discriminazione per ragioni di opinione politica» che Battisti dovrebbe subire qua in Italia al suo arrivo non stanno in piedi. Lui deve solo essere punito per quello di cui è stato riconosciuto colpevole qua in Italia.
Speriamo che i tempi non si allunghino!

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi condividere con voi la speranza che Cesare Battisti arrivi in Italia il prima possibile. Dopo la decisione della Corte Suprema brasiliana di ieri ora siamo tutti in attesa del Presidente Lula che dovrà confermare o respingere la sentenza.  Naturalmente non mi posso che schierare a favore della decisione del tribunale brasiliano perchè Basttisti deve tornare nel nostro Paese per scontare la pena che gli è stata riconosciuta dopo i processi di tanti anni fa.

Le motivazioni del Presidente Lula circa gli «atti persecutori e di discriminazione per ragioni di opinione politica» che Battisti dovrebbe subire qua in Italia al suo arrivo non stanno in piedi. Lui deve solo essere punito per quello di cui è stato riconosciuto colpevole qua in Italia. Speriamo che i tempi non si allunghino!

In Italia c’è anche un’altra crisi

giu 24

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi voglio farvi notare, per chi ancora non se n’è accorto, che oltre alla crisi finanziaria ce n’è anche una strutturale che costringe il Paese ad una crescita modesta persino nei periodi di boom, che costringe i nostri lavoratori a ricevere stipendi greci pagando prezzi tedeschi. È una crisi che dipende dalla struttura del nostro sistema produttivo, dall’enorme debito pubblico che ci impedisce di fare manovre anti cicliche e, perché no, anche dal nostro sistema istituzionale: troppo rigido, fragile e mastodontico per poter prendere le dolorose decisioni necessarie per riformare il Paese.

Questa crisi deve avere uno sbocco. Tutta questa rabbia deve esser incanalata contro qualcuno o qualcosa. Oggi è il turno dei politici. Bene. Oggi, a quanto pare, i banditi siamo noi. Questo gioco del “sotto a chi tocca” non mi ha mai appassionato. La caccia al capro espiatorio ha quel retrogusto sovietico, illiberale a tratti pericoloso. Mi dispiace deludere gli specialisti dell’attacco alla “casta”, ma io non mi sento una criminale, non sto rubando lo stipendio. Quando si alzano questi polveroni, queste nebbie che avvolgono il palazzo scompaiono i veri problemi del Paese, che sono la disoccupazione al 10%, gli stipendi più bassi d’Europa, l’emergenza abitativa, l’immigrazione a dir poco fuori controllo.

Se i mezzi di informazione avessero dedicato a questi temi il 10% del tempo passato a disquisire dei parrucchieri del Senato, o degli affari privati del presidente del Consiglio, credo che i cittadini potrebbero capire meglio quale strada imboccare per uscire dalla crisi. Qualcuno davvero pensa che abolire il Senato o dimezzare i senatori risolva i problemi del Paese? Qualcuno davvero, non per retorica, non per calcolo politico, non per ruffianeria, pensa che l’Italia si risolleverà quando i parlamentari non potranno più usufruire del barbiere di palazzo? Lo so che è facile attaccare queste spese. Me ne rendo conto. Basta andare da un’anziana in difficoltà e aizzarla contro chi riceve un lauto stipendio. È facile. Un po’ come spingere i marinai contro il capitano. Ma mentre si litiga, mentre ci si azzuffa, la barca affonda.

Crisi finanziaria: un disegno di legge ad hoc

gen 26

Time - Money

Cari lettori di Collinews e del blog ritengo sia inutile nascondere la gravità della situazione economica che il Paese deve affrontare in questo periodo. Con il prodotto interno lordo in calo del 2% nel 2009 la disoccupazione salirà fino all’8,4%. I dati sulla cassa integrazione non sono più incoraggianti, e le nubi che si intravedono sul mercato dell’auto non consentono alcun tipo di sottovalutazione della crisi. Premesso ciò, dobbiamo anche capire chi colpirà questa crisi e chi ne uscirà indenne per poter meglio definire un intervento pubblico efficace.

Precari, cassintegrati, artigiani e piccoli imprenditori: queste sono le persone che hanno tutto da perdere dalla crisi in corso. Il prossimo disegno di legge che discuteremo in Senato interviene in loro favore stanziando 250 milioni di euro solo per il 2009 come integrazione del fondo occupazione. Mezzo milione di famiglie beneficerà di un bonus di 500 euro, ed in tutto 8 milioni di italiani riceveranno somme variabili dai 200 ai 1000 euro.  Le famiglie che oggi si trovano senza uno stipendio dovrebbero poter contare per almeno un anno su un aiuto concreto.

In Italia poi il sistema di welfare è fortemente sbilanciato. Lavoratori di piccole imprese, precari e contratti a tempo determinato non hanno neanche la metà delle protezioni delle quali beneficiano gli altri lavoratori. Quando questo periodo di incertezza sarà alle nostre spalle dovremo correggere questa disparità in modo definitivo. Intanto, adesso, lo scenario insomma impone prudenza.

In bocca al lupo Obama, per il bene di tutti!

nov 5

L’America ha scelto: Obama vince le elezioni. Nel seguire nella nottata l’andamento dello spoglio dei voti ho pensato spesso  alla speranza che la bravura e la preparazione di Barack Obama sia pari alla sua avvenenza. L’abbiamo visto tutti che il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America è un bel ragazzo, scattante e pieno di qualità umane. Il suo “Yes, we can” si è sentito in tutto il mondo ed ora è arrivato il momento di entrare in azione: “Sì, possiamo farlo”, ma possiamo fare cosa? 

Auguro a Barack Obama di avere tutte quelle qualità e soprattutto le condizioni per poter fare bene: condizioni politiche e mediatrici, nonchè negoziatrici. Essere il Presidente degli Stati Uniti d’America non è un gioco da ragazzi. Per quello che riguarda il rapporto con l’Italia spero non ci siano problemi perchè lui guardando oltre l’Atlantico ha sempre parlato di Europa e mai di un Paese specifico. Sono tutti auguri e auspici che auguro ad Obama ma che in fondo ci auguriamo noi tutti per il bene di tutte le persone.

Ecco La Radiolina.it, la prima radio web per bambini d’Italia

ott 7

Ecco finalmente una radio web interamente dedicata ai bambini. Si chiama La Radiolina.it e si tratta di un progetto che va a colmare un vuoto del panorama radiofonico italiano. Nato da un’idea di un gruppo di genitori della zona 4 della città ha tutte le carte in regola per imporsi in tutto il Paese. Si tratta di un’iniziativa che risponde direttamente alle esigenze di bambini e genitori, un intrattenimento dedicato, semplice e innovativo , con una spiccata vocazione al sociale e segno di attenzione nei confronti dei bambini che sono il nostro futuro e il nostro investimento più grande. Il vero cuore pulsante del progetto è la programmazione radiofonica che definisce in modo studiato l’alternanza e la durata del “suonato” e del “parlato”. Un mix di musica, intrattenimento e informazione dedicato ad una fascia d’età compresa tra i 0 e i 12 anni.

Una buona radio deve necessariamente avere anche un ricco palinsesto: i bambini potranno seguire La Radiolina.it  24 ore su 24: dalla mattina, con il “Buongiorno de laradiolina.it”, alla sera con le “Favole di Nonna Lina”, fino a notte con i programmi “Baby Classic” e “Baby Relax”. Durante la giornata si potranno ascoltare le più famose hits degli ultimi anni, dalle colonne sonore dei cartoni animati più amati, alla baby dance, fino agli ultimi successi dei più importanti concorsi canori italiani, come lo Zecchino e l’Ambrogino d’Oro.

Trasmettendo in modalità web, laradiolina.it è anche un portale costruito intorno alla radio che “accende la vista e l’udito”, intrattenendo visivamente e in modo interattivo i bambini che si collegano al sito. I baby ascoltatori entreranno così in una “baby community” in cui potranno imparare a leggere e a cucinare, scoprire nuovi giochi, da fare da soli o in compagnia, uscire con mamma e papà. Per questa ragione, laradiolina.it è un sito a misura di bambino, dalla grafica semplice e immediata, caratterizzato da suoni e animazioni e da un linguaggio facilmente comprensibile.

Ennesimo giorno di scioperi dei mezzi pubblici. Urge riforma, così non si può andare avanti

mag 9

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Passate le feste, ricominciano gli scioperi a raffica. In questo caso scioperano insieme: treni, trasporti locali e perfino gli uomini radar di Linate e Orio al Serio. Insomma oggi spostarsi sarà stato assai complesso (per usare un eufemismo). Chi paga? I pendolari prima di tutto. Poi gli stessi lavoratori dei trasporti, cui spesso conviene aderire agli scioperi anche se non sono d’accordo, pena il rischio di trovarsi con un carico triplo di viaggiatori (e perlopiù arrabbiati). C’è qualcosa che non va in tutto questo. Come italiani siamo sin troppo remissivi, causa l’abitudine, nell’accettare una situazione del genere.

Queste raffiche di scioperi non solo danneggiano i più deboli (i pendolari), ma rovinano anche la reputazione del nostro paese all’estero, e quindi il nostro turismo (che infatti ne risente). Cosa racconterà infatti lo straniero ai suoi amici quando tornerà dalla sua vacanza in Italia (se riuscirà a tornare, visto che anche gli aerei in quanto a scioperi non scherzano), dove avrà visto che nel nostro paese i ferrovieri scioperano in media due volte al mese? Pensate che nell’anno e mezzo intercorso tra il 2005 e il 2006 sono stati proclamati 2621 scioperi nel nostro paese: cioè 4,8 al giorno. 27 volte più che in Germania.

Così non si può andare più avanti. E’ ora di pensare a formule nuove, per esempio in Germania è prevista la consultazione dei lavoratori prima di convocare gli scioperi. Per non parlare del fatto che in Italia esistono troppe sigle sindacali (alcune con meno di 5 iscritti) con diritto di proclamare sciopero. Tale diritto va riservato solo a chi sia davvero rappresentativo dei lavoratori. Riduciamo il numero dei sindacati, insomma. L’abbiamo fatto con i partiti presenti in Parlamento che rappresentano i cittadini, perché non fare altrettanto con i rappresentanti dei lavoratori?


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