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Crisi finanziaria: un disegno di legge ad hoc

gen 26

Time - Money

Cari lettori di Collinews e del blog ritengo sia inutile nascondere la gravità della situazione economica che il Paese deve affrontare in questo periodo. Con il prodotto interno lordo in calo del 2% nel 2009 la disoccupazione salirà fino all’8,4%. I dati sulla cassa integrazione non sono più incoraggianti, e le nubi che si intravedono sul mercato dell’auto non consentono alcun tipo di sottovalutazione della crisi. Premesso ciò, dobbiamo anche capire chi colpirà questa crisi e chi ne uscirà indenne per poter meglio definire un intervento pubblico efficace.

Precari, cassintegrati, artigiani e piccoli imprenditori: queste sono le persone che hanno tutto da perdere dalla crisi in corso. Il prossimo disegno di legge che discuteremo in Senato interviene in loro favore stanziando 250 milioni di euro solo per il 2009 come integrazione del fondo occupazione. Mezzo milione di famiglie beneficerà di un bonus di 500 euro, ed in tutto 8 milioni di italiani riceveranno somme variabili dai 200 ai 1000 euro.  Le famiglie che oggi si trovano senza uno stipendio dovrebbero poter contare per almeno un anno su un aiuto concreto.

In Italia poi il sistema di welfare è fortemente sbilanciato. Lavoratori di piccole imprese, precari e contratti a tempo determinato non hanno neanche la metà delle protezioni delle quali beneficiano gli altri lavoratori. Quando questo periodo di incertezza sarà alle nostre spalle dovremo correggere questa disparità in modo definitivo. Intanto, adesso, lo scenario insomma impone prudenza.

I sindacati non si occupano dei lavoratori

apr 17

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Ieri sera sono stata ospite nella trasmissione televisiva “Cane sciolto“, visibile su Antenna 3 a Milano e Roma Uno nella Capitale, dove si cercava di parlare dei sindacati e del loro ruolo. Tante sono le riflessioni venute in mente oggi alla luce della discussione: ormai non si può più negare che i sindacati abbiano incontestabili privilegi e che soprattutto non si occupano più dei lavoratori. Si occupano solo delle categorie e sarà paradossale ma penso che i sindacalisti conoscano meglio l’ingresso di Palazzo Chigi piuttosto che quello degli stabilimenti Fiat Mirafiori.

Sempre nella serata di ieri, ad ora tarda, erano tantissimi i fax di protesta che continuavano ad arrivare da parte della gente che ormai mi sembra fuoribonda: è quasi impossibile disdire una tessera quando si va in pensione e non si capisce il perchè. Invece di lottare per una reale capacità d’acquisto dei pensionati chissà a cosa si pensa, poi arriva Berlusconi con la detassazione degli straordinari e le reazioni sono quelle che sono, le avete lette e sentite un po’ tutti.