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Presentato in Senato il disegno di legge per il reinserimento sul lavoro delle persone infortunate

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Presso la sala degli atti parlmentari del Senato si è tenuta oggi la presentazione del calendario ‘donne che vincono’ ideato dall’Anmil in collaborazione con Miss Italia per la sensibilizzazione alla piaga degli infortuni sul lavoro.

Il calendario, con le foto scattate dall’artista Tiziana Luxardo, immortala pregevolmente la vincitrice di Miss Italia con alcune donne che hanno subito infortuni sul lavoro.

Questa magnifica occasione mi è stata utile per presentare un disegno di legge accolto favorevolmente da tutti gli schieramenti politici che prevede il reinserimento lavorativo delle persone infortunate sul luogo di lavoro. Ma più di tutto è stata un’iniziativa utile a conoscere tante storie di donne che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco con questo calendario, donne fantastiche che hanno raccontato la propria storia per far sì che non tocchi anche ad altre come loro di dover correre pericoli sul posto di lavoro.

È utile mettere in relazione mondi così differenti purché si parli sempre più frequentemente di queste problematiche che sono intollerabili per una società che vuole dirsi realmente civile’ .

Donne che vincono: al Senato il calendario dedicato alla sicurezza delle donne che lavorano

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“Donne che vincono” è il calendario 2012 di  ANMIL, INAIL e Miss Italia che celebra l‘importanza e la tutela della salute e sicurezza delle donne che lavorano. L’idea alla base è di forte impatto: 12 bellissime vincitrici di Miss Italia, ritratte al fianco di 12 altrettanto belle donne vincenti, che hanno subito un infortunio sul lavoro e che con coraggio e determinazione hanno saputo imparare a conviverci. Le foto sono realizzate da  Tiziana Luxardo.

Il calendario sarà presentato in Senato nella sala degli Atti parlamentari il 26 gennaio prossimo alle ore 11,00 nel corso di un evento a cui parteciperanno tutte le donne che hanno contribuito a realizzarlo.

Clandestino e criminale per necessita’

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Cari lettori del blog e di Collinews, oggi scendendo di macchina in un parcheggio sono stata avvicinata da un extracomunitario che voleva vendermi diversi oggetti tra cui calze e calzini. Dopo averlo ringraziato (non volevo comprare niente!), lui mi ha detto “Ho fame!“. Gli ho chiesto perche’ non si trovasse un lavoro e lui mi ha risposto che, come tutti gli altri, non ha il permesso di soggiorno e quindi non ha molte possibilita’.

Non e’ un mistero che la maggior parte degli extracomunitari viva nel nostro Paese clandestinamente. Per passare dalla vendita di un semplice paio di calzini al mondo della criminalita’ ci vuole un attimo. Per questo sono d’accordo con il Premier quando dice «Meno clandestini, meno criminalità». Purtroppo c’e’ qualcuno che parte verso il nostro Paese proprio con questi brutti intenti, altri invece pensano di poter sopravvivvere con dei piccoli lavori e poi vengono invece coinvolti in brutte storie di violenze e altre brutalita’. Alla fine si diventa criminale per necessita’.

Lavoro, questione di entusiasmo e innovazione

ott 20

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Cari lettori del blog e di Collinews, ieri nella seconda puntata de “Il club delle prime donne”, in onda ogni lunedì alle ore 21.30 su Odeon Tv, ho parlato insieme ai miei ospiti di lavoro, di occupazione.

Ripensandoci il giorno dopo, penso molto semplicemente che questa globalizzazione sta cambiando i termini di tutto. Il lavoro in Occidente dovrà sempre più mirare all’innovazione, sfruttando la bellezza e l’interesse per le cose.

Pensione a 65 anni? Per le donne una scelta volontaria

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Quasi 3 mesi fa espressi la mia approvazione sulla proposta di legge del Ministro Brunetta di far lavorare le donne fino all’età di 65 anni. Oggi non posso che ribadire il mio assenso nel momento in cui questa eventualità sembra divenire più concreta. C’è però una cosa da far presente a tutte quelle persone che fanno finta di non capire: quest’avanzamento della soglia d’età sarebbe una scelta volontaria e non obbligatoria. In pochi lo pensano ma una donna potrebbe scegliere autonomamente di continuare a lavorare per qualche anno in più anche per il semplice bisogno di soldi (mi riferisco ai lavori non usuranti!). 

In più se ci fosse una richiesta numerica importante, questa eventualità potrebbe aprire nuovi scenari in materia di investimenti: penso soprattutto al bisogno di impiegare nuove risorse nelle scuole per tutte quei servizi complementari che dovrebbero essere offerti ai propri figli accanto all’istruzione.