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Al via il progetto “Pepita”

set 23

Ieri insieme a Massimo Girtanner, Presidente di Zona 6 di Milano, ho presentato una nuova idea: il progetto “Pepita”. Il prospetto e’ quello di dare vita a un’orchestra classica “permanente”formata da giovani musicisti di età compresa tra i 10 e i 19 anni. E’ un’ idea nata dall’iniziativa promossa, da oltre 30 anni, in Venezuela ad opera del maestro Josè Antonio Abreu che ha permesso a oltre 250 giovani provenienti da famiglie disagiate di avere accesso alla musica e all’educazione, formando centinaia di orchestre musicali giovanili che oggi si esibiscono in tutto il mondo. Da questa progetto sono anche nati molti talenti tra cui il maestro Gustavo Dudamel richiesto dai più importanti teatri di tutto il mondo.

Il progetto “Pepita” si articola in tre momenti: prima l’ istituzione di una scuola di musica permanente per formare i ragazzi che andranno a comporre l’orchestra, poi la selezione dei ragazzi ritenuti idonei a partecipare al progetto ed infine l’istituzione di un’orchestra giovanile che dia concerti per il pubblico. Si tratta di un’iniziativa rivolta ai giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni che abbiano voglia di imparare a suonare o semplicemente di migliorarsi in uno strumento. Ragazzi con la passione per la musica e che vogliono vivere l’emozione di far parte di un’orchestra. La scuola si pone come un presidio sociale capace di coinvolgere il maggior numero di giovani possibile, soprattutto coloro i quali, pur desiderando suonare uno strumento non se lo possono permettere.

Ritengo che l’utilità sociale del progetto, infatti, sia nell’offrire, gratuitamente, ai ragazzi della suola dell’obbligo la possibilità di fare musica con la prospettiva di mettere a frutto ciò che imparano entrando a far parte di una vera orchestra. L’obiettivo non è di formare professionisti ma dare vita a momenti di aggregazione e combattere il disagio. I corsi sono gratuiti e saranno tenuti a insegnanti che oltre alla loro professionalità condivideranno gli scopi musicali e sociali del progetto.

Assolutamente favorevole al Maestro unico

set 9

Sono assolutamente favorevole al Maestro unico di cui parla in questi giorni il ministro dell’ Istruzione, dell’universita’ e della ricerca, Mariastella Gelmini. E’ un’immagine sicuramente curiosa quella del bambino che si ritrova davanti una serie di persone sconosciute appena messo fuori il naso da casa, a scuola appunto. Il Maestro unico lo trovo un’idea intelligente per permettere ai nostri bambini di avere piu’ confidenza con il proprio insegnante che avra’ poi davanti agli occhi per i seguenti 8 mesi dell’anno, un vero e proprio punto di riferimento.

Poi a tutto questo si aggiunge i risultati non certo eccelsi della scuola italiana. Gli studenti che escono oggi dalle scuole hanno una preparazione decisamente modesta visto che non si insegna piu’ a scrivere, non si stimola piu’ la memoria dei ragazzi facendo imparare quelle noiose poesie che ora sanno di antico.

In questo ambito c’e’ anche un lato economico da non sottovalutare. Per il settore dell’Istruzione, quello colmo di lavoratori sottopagati, il discorso della Gelmini potrebbe essere utile anche per poter investire i risparmi in quello che ritengo un vero e proprio dono, quello dell’insegnamento. Se poi aggiungiamo che nelle nostre scuole c’e’ anche una presenza del 10% di bambini extracomunitari che hanno la necessita’ di essere sostenuti anche da altri insegnanti, a questo punto potremmo tranquillamente “portare le nostre buste paga direttamente al Ministero” per poter pagare in ogni classe almeno 3 insegnanti piu’ i numerosi maestri di sostegno.