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Il video dell’omicidio della Camorra e le foto di Stefano Cucchi. Immagini pericolose?

nov 2

Omicidio della Camorra a Napoli

Cari lettori del blog e di Collinews, in questo inizio di settimana vorrei sottoporvi la questione di come stia cambiando l’uso delle immagini mandate in onda in tv e di quelle pubblicate sulla carta stampata.  Il video sconcertante dell’assassinio di Mariano Bacioterracino da parte della Camorra, a Napoli, e le foto di Stefano Cucchi, il detenuto morto nel carcere di Regina Coeli a Roma, sicuramente vi avranno lasciato qualcosa dentro.

Si parla spesso e ci si lamenta di violazioni della privacy. Chissa’ se le foto di Stefano Cucchi da morto riusciranno a far scoprire davvero come siano andate le cose. Intanto e’ stato identificato, grazie al video diffuso dalla polizia, il killer dell’omicidio di Mariano Bacioterracino, avvenuto lo scorso 3 maggio al rione Sanita’ a Napoli.

Senza sarebbe stato praticamente impossibile procedere con le indagini. Ma queste immagini di cui sto parlando sono pericolose? Come dobbiamo giudicarle, e’ il modo giusto di procedere questo?

A voi.

La scelta di Eluana

nov 17

Oggi vorrei fare una semplice riflessione a proposito del caso di Eluana Englaro e della conseguente sentenza della Cassazione. Premesso che come madre mi rendo perfettamente conto che è una questione delicatissima, quello che più di tutto mi ha disturbato in questi giorni è stato sentire questa specie di “tifo da stadio” intorno ad una vicenda oltremodo complessa ed estremamente sofferta. 

Mi metto nei panni dei genitori e cerco di capire che sicuramente portano avanti questa battaglia solo perché desiderano fare la volontà della figlia, ormai in coma da molti anni e hanno perso ogni speranza; però ritengo che affidare la decisione della vita di un essere umano ad un magistrato sia oltremodo assurdo. In un paese democratico qual’è l’Italia sarebbe più corretto che a decidere di queste situazioni fosse il Parlamento con una legge appropriata. Detto questo però ribadisco la mia vicinanza alla famiglia in un momento assolutamente difficile e doloroso.

Un Ambrogino per Chiara Iacono, che ha denunciato l’Istituto Santa Rita

giu 13

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Il caso dell’Istituto clinico Santa Rita tocca nel profondo l’animo di ognuno di noi. Il fatto che persino nel momento della malattia ci sia qualcuno che possa speculare su di noi è qualcosa che mi fa rabbrividire. Faccio quindi tutti i miei auguri di buon lavoro alla Guardia di Finanza, che spero riuscirà ad individuare e ad assicurare tutti i colpevoli alla giustizia. Ma c’è una questione a mio parere molto importante da affrontare, e riguarda tutti noi cittadini: dobbiamo imparare a denunciare i soprusi.

I criminali, dagli operatori della sanità agli stupratori, passando per i truffatori, puntano sui nostri silenzi per proseguire le loro squallide attività. E’ importante capire che se ci viene fatto un torto, non dobbiamo ingoiare il rospo e andare avanti. Non denunciando il criminale gli permettiamo di colpire di nuovo. Per questo propongo che ogni anno almeno un attestato di civica benemerenza, più comunemente chiamato “Ambrogino d’oro“, venga dato a chi denuncia fatti criminosi.

Magari proprio a partire dalla vicenda del Santa Rita. Per questo candido una donna che ha avuto la forza di superare il trauma della morte di sua nonna in quell’istituto: Chiara Iacono. Non lasciandosi andare al solo sconforto, ma scrivendo una lettera di denuncia del trattamento inumano subito dalla sua parente, ha aiutato l’esplosione dello scandalo dell’Istituto clinico. Abbiamo bisogno di tante Chiara Iacono. Il suo come tanti altri casi andrebbero presi ad esempio e portati nelle scuole. Sono loro il miglior esempio di educazione civica che si possa dare ai nostri figli.


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