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“Conto alla Rovescia”: infibulazione, non era vietata in Italia?

apr 7

Nella puntata di questa sera di “Conto alla Rovescia”, in onda tutti i martedì alle 21.30 su Telereporter, parleremo dell’infibulazione: una mutilazione genitale femminile praticata soprattutto in Africa, nella penisola araba e nella zona sud-est dell’Asia. Questa orribile pratica non ha nulla a che vedere con la religione ma ha solo una natura culturale che in Italia è severamente punita dalla legge n. 7 del 9 gennaio 2006 in attuazione di alcuni articoli della Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne del 1995.

Gli ospiti di questa sera saranno: Ali Abu Shwaima, l’imam della moschea di Segrate;  Cristiana Muscardini, deputata del Parlamento Europeo che ha recentemente visto approvata all’unanimità la sua direttiva europea per i diritti per le donne; Guido Podestà, parlamentare europeo e Presidente della Delegazione per le relazioni con l’Afghanistan; Davide Boni, Assessore al Territorio e Urbanistica del Comune di Milano. 

Lo spunto per parlare di questo argomento sarà un filmato dove un nostro cronista, ben camuffato, andrà a chiedere ad una moschea di Milano la possibilità di poter praticare tale mutilazione. La risposta sarà sconcertante: non era vietata in Italia?

Non mi rimane che darvi nuovamente appuntamento a stasera con “Conto alla Rovescia” ore 21.30 su Telereporter.

telereporter

Una moschea milanese e non una moschea a Milano

lug 16

vialejenner_milano.jpg

 Non posso che essere soddisfatta del fatto che dopo tanti anni, la Giunta di cui faccio parte, stia contribuendo a risolvere la questione di viale Jenner. Per il bene di tutti, tanto degli abitanti della zona che dei fedeli musulmani. Ora ci resta da risolvere il problema dei fedeli. Sarei miope però, se guardassi solo alla collocazione fisica della moschea. In questi giorni stiamo prendendo una decisione che contribuirà a decidere la direzione dell’islam milanese. E’ finito il tempo in cui si chiedevano solo diritti, senza rispettare dei doveri: di trasparenza,di tolleranza e di apertura nei confronti delle altre religioni e in particolare del ruolo della donna.

Dalla moschea più inquisita d’Italia, soprattutto da essa, mi aspetto concrete novità. Altri luoghi di culto islamici a Milano, li hanno già saputi dare. A cominciare dalla moschea di via Meda, che infatti pur nella differenza culturale è ben accetta da tutti. E’ tempo che viale Jenner decida di essere una moschea milanese, e non più – semplicemente – una moschea a Milano, isolata culturalmente dal mondo che la circonda.