Post taggati ‘pdl’

La base deve contare di più

ott 3

La base deve contare di piu’ ovunque, in ogni partito. Il caso di Nicole Minetti, contro cui non ho nulla, deve insegnarci che a un seggio si arriva per militanza e non per amicizia. Dobbiamo dare la speranza che si fa politica per passione e carriera per merito”. (continua…)

Regionali 2010: ha vinto anche la non-lista della Polverini

mar 31

Cari lettori di Collinews e del mio blog, oggi non posso che esprimere tutta la mia  soddisfazione sull’andamento delle votazioni regionali di domenica e lunedì. Una votazione che ci ha soddisfatto da tutti i punti di vista visto che anche la non-lista di Renata Polverini è riuscita a prevalere sulla sua avversaria nel Lazio.

Proprio quest’ultima Regione, insieme a quella del Piemonte, era quella a cui noi tenevamo di più: i risultati in questo senso ci hanno dato nuovamente ragione.

Sento aria da “PdL del Nord”

nov 21

Al nord sento aria di insoddisfazione verso il governo: dalla vicenda Malpensa-Alitalia ai mancati finanziamenti per l’Expo i cittadini settentrionali si sentono poco tutelati. Se è vero che la crisi economica c’è e quindi le casse sono vuote, è anche vero che per Catania e Roma i soldi che non c’erano si sono trovati. E poi non tutte le misure che il nord aspetta hanno dei costi (basti pensare alla tanto attesa liberalizzazione degli slot di Malpensa). Questo gli elettori del nord lo percepiscono. Serve uno sforzo speciale per le infrastrutture in vista dell’Expo 2015, che può essere la migliore risposta alla crisi in arrivo. Perfino la Lega Nord sembra incapace di portare a casa qualcosa per tutelare gli interessi “padani”.

In questa situazione, sento serpeggiare il malcontento di tanti elettori che non si sentono sufficientemente rappresentati nei loro interessi. Per questo, se la situazione non cambia, non mi sorprenderebbe se prima o poi spuntasse all’orizzonte l’idea di un “Pdl del Nord”. Una forza non secessionista, sia ben chiaro, ma che cerchi di fare gli interessi del nord con la stessa efficacia di quanto già fanno i politici del centro e del sud d’Italia.

Nessuna illusione, con la Lega sarà un’alleanza di ferro

apr 22

pdl

Da più parti a sinistra, in particolare tra coloro che non accettano la sconfitta, gira insistentemente la voce che il prossimo governo Berlusconi cadrà a causa della Lega. E’ comprensibile che gli sconfitti cerchino di trovare un motivo di speranza nelle disgrazie altrui, ma non vorrei che questo servisse come scorciatoia a fuggire l’analisi della sconfitta.

Inutile sperare il contrario, il governo Berlusconi durerà 5 anni. Non lo diciamo per autoconvincerci, come faceva continuamente Prodi nel 2006. Non ne abbiamo bisogno. Innanzitutto perché non siamo un’alleanza fatta da dieci partiti, ma solo da due. Poi perché abbiamo già governato ininterrottamente dal 2001 al 2006, quando erano quattro i partiti al governo (Forza Italia, An, Lega e Udc). Non si capisce perché dovremmo avere problemi adesso, che al governo i partiti saranno solo due (Pdl e Lega).

Abbiamo poi stipulato con Bossi un programma condiviso, cosa che non facemmo nel 1994. E poi la Lega è diventata da tempo un partito affidabile, con cui peraltro condividiamo da anni il governo di tante Regioni, Province e Comuni. Infine non dimentichiamo che se la Lega vuole portare a casa il federalismo fiscale, se vuole portare a Milano un nuovo centro di produzione RAI, se vuole un paese più sicuro, un paese che torni a crescere, l’unica via è l’alleanza con il Pdl. Io per prima sarò la prima a portare avanti queste tematiche. Non si illuda quindi Veltroni, e parcheggi pure il suo pullman: le prossime elezioni saranno nel 2013.

Sarò la Binetti laica del PDL

mar 26

feto.jpg

In questi mesi il tema dell’aborto è tornato al centro del dibattito politico. Personalmente non credo alle crociate ideologiche: né a quelle religiose, né a quelle laiche. Credo che ci sia una sola domanda concreta da farsi: la legge sull’aborto è una buona legge? I dati ci dicono di sì. Da quando è stata approvata – nel 1978 – gli aborti sono calati in maniera radicale.

Dalle 234 mila interruzioni di gravidanza registrate nel 1982, si è passati alle 137 mila del 2004. Una diminuzione pari al 40%. Sono ancora tanti, questo è certo. Se ogni singolo aborto è un dramma, è anche vero che ogni interruzione di gravidanza evitata è una vittoria per tutti. Sono le cifre che dimostrano come questa legge tanto discussa funzioni. Ma oltre ai numeri relativi al calo degli aborti, che pure sono importanti, c’è anche un dato di civiltà in questa legge: la difesa della dignità e della vita di noi donne. Dopo la sua approvazione per esempio, le morti causate dagli aborti clandestini sono praticamente scomparse. Per tutti questi motivi non condivido l’idea di modificare la 194. Dirò di più: mi candido a difendere i valori laici che stanno dietro a questa legge all’interno del PDL, così come la senatrice Binetti difende quelli cattolici nel PD. Sarò insomma la “”Binetti laica” del Popolo delle Libertà. Una garanzia per le tantissime donne che si apprestano a votare il centro-destra.

La legge sull’aborto non è in discussione. Se c’è qualcosa da rivedere della 194, è semmai una sua migliore applicazione nella parte relativa alla prevenzione. Sono infatti in crescita le interruzioni di gravidanza tra le giovani donne e le immigrate, un chiaro segno di come ci sia ancora molto da fare: dall’informazione sessuale agli aiuti alla maternità. Temi che mi impegno a portare in Senato con tutta la forza e la competenza necessaria, maturata nella mia esperienza di donna e di Presidente della Provincia di Milano.

Elezioni 2008/ Sono Io la Senatrice del Pdl in Lombardia

mar 18

Esattamente ieri è già passata la prima settimana da quando sono state confermate le ricandidature: sono l’unica donna al Senato in Lombardia per il Popolo delle libertà. Nonostante avessi un po’ di timore Berlusconi ha mantenuto le sue promesse e, dopo la mia inusuale autointervista dello scorso fine settimana, eccomi qua a presentare e raccontare questa mia campagna elettorale. Un gesto importante quello del mio leader con cui sono stata sempre in ottimi rapporti che si sono riconfermati dopo questa mia candidatura. Non smetto mai di ricordare come iniziò la mia vita in politica: nel 1993, intervistata dal Corriere della Sera, dichiarai testualmente: “se Berlusconi fosse il Ministro della Salute, in Italia ci si potrebbe ammalare con dignità”, il giorno dopo il telefono che squilla ed inizia questa storia.

Una storia densa di incontri ed appuntamenti, sempre con il metodo d’approccio che abbiamo scelto di confermare in questa campagna elettorale: quello del richiedere direttamente alla gente quale siano le priorità sulle quali dovremmo muoverci. Per me. Tutto questo supportati dai nostri camper coi quali gireremo tutta la Lombardia, senza dimenticare le nostre postazioni con i gazebo con cui abbiamo deciso di venire incontro alla gente. Le persone attualmente sembrano andare sempre di fretta ma quando ci vedono, io vedo in loro sempre molta curiosità ed alla fine riusciamo sempre a scambiare due chiacchiere. Vi darò costanti aggiornamenti sulle località che toccherò ogni giorno.

Tra i miei principali impegni mi interesserò molto al sostegno della famiglia che è sicuramente la componente fondamentale della società italiana: in merito a questo il mio pensiero va ai giovani, ai giovanissimi, alle liste d’attesa per poter portare i bambini negli asili, per esempio. Bisogna fare un grande sforzo, serve un impegno gigantesco per avere un incremento economico affinché venga assicurata l’accoglienza a tutti i bambini sia negli asili nido e non. In un paese civile come il nostro mi sembra assurdo leggere ogni anno lo scandalo delle liste d’attesa sulle pagine locali di qualche giornale. Bisognerà costruire nuovi edifici, stipulare convenzioni con i privati ed allo stesso tempo anche invogliare le aziende ad assumere le mamme con la formula del part-time. Soprattutto al Nord, dove le mamme rimangono meno a casa, è un grande sforzo quello richiesto loro: delle facilitazioni fiscali permetterebbero alle aziende un maggior coinvolgimento delle donne con contratti di lavoro a tempo parziale.

Poi sicuramente spazio agli ultracinquantenni. Come avete letto nei post precedenti mi sto dando molto da fare per la loro situazione. Finalmente il dibattito pubblico sta da qualche tempo affrontando il problema del lavoro per i giovani. Ma esiste un’altra fascia di età a rischio occupazione di cui nessuno parla: proprio quella degli ultracinquantenni. In particolare quelli che, espulsi dal mondo del lavoro, non riescono più a rientrarci. Gli over 50 sono tutt’altro che ferri vecchi. Hanno un patrimonio di conoscenza e di capacità invidiabile, anche perché diverso. E’ proprio nel legame intergenerazionale che si può trovare una soluzione sia alla “questione giovanile” che a quella degli ultracinquantenni. Servono leggi che aiutino la loro formazione continua, nuovi aiuti economici alle aziende che assumono gli over 50, e incentivi specifici come quelli previsti per le donne che aprono un’impresa o una cooperativa. Altre interessanti strade potrebbero essere quelle di favorire economicamente le figure del Tutor, che si occupa di trasmettere le conoscenze dei Senior ai Junior, o quella del Mentor, colui che trasmette le competenze nel comparto dell’artigianato, spesso a rischio di estinzione.

Sempre nell’autointervista dello scorso week-end ho detto anche la mia sulla questione della legge sull’aborto. Continuo a pensare che sia un argomento molto personale e tutto questo chiasso, questo “tifo da stadio”, come mi piace definirlo, lo considero del tutto sgradevole. La legge non deve essere toccata assolutamente: dai dati che ho letto ultimamente ho notato che le persone maggiormente coinvolte sono le donne extracomunitarie, che ancora non sono a conoscenza nella loro interezza dei metodi contraccettivi, oppure da ragazze molto giovani, quindi non è assolutamente un argomento da trattare con leggerezza.