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Togliere il crocifisso? Un’assurdità!

nov 6

Cari lettori del blog e di Collinews, come ultima riflessione della settimana vorrei rendervi partecipi di tutto il mio stupore dopo la sentenza della Corte Europea di Strasburgo che ha deciso che i crocifissi dovranno essere tolti dalle aule di scuola.

Forse ha ragione il cardinale Bertone quando dice che per l’Europa rimarranno solo le zucche di Halloween ma questa decisione non mi trova affatto d’accordo. Passando quest’idea a questo punto dovremmo rinunciare, nel nostro Paese, a tutti i campanili, le vie e le insegne che hanno a che fare con la nostra cultura cattolica e soprattutto cristiana.

Mi sembra assurdo! Invito ad occuparsi chi di dovere (invece di pronunciarsi su questi discorsi collaterali) a come fare per arginare i grandi flussi migratori. Tra poco qui in Italia scoppieremo. A mio modo di vedere, ci sono altri problemi da prendere in analisi prima di togliere il crocifisso dalle nostre scuole.

Voi cosa ne pensate?

Ora di religione islamica? Meglio concentrarsi su altro!

ott 22

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi vorrei dire qualcosa a proposito della proposta di introdurre un’ora di religione musulmana facoltiva e alternativa a quella cattolica a firma di Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico.  Penso che oggi ci sia già un forte rischio di trovarsi davanti una società fatta di tanti ghetti. Quest’idea sicuramente non pone freno alla questione, anzi… mi sembra che la nostra scuola versi in problemi non indifferenti che si sta cercando di risolvere man mano.

Chi pagherebbe gli insegnanti? Cosa diremmo se anche gli ebrei, gli anglicani, i valdesi o i buddisti cercassero di spingere per essere presi in considerazione con le stesse modalità? Prima di essere “eccitati” da queste proposte, bisognerebbe fare due conti.

Io ricordo a tutti che, soprattutto nelle grandi città, la maggior parte delle mamme si dividono tra casa e lavoro e penso sarebbe preferibile usare le nostre risorse per allungare i tempi dei bambini a scuola, venendo così incontro alle donne lavoratrici italiane.

Voi cosa ne pensate?

La scuola torna severa: non è sadismo nei confronti dei giovani

lug 14

Siamo tornati a una scuola che non promuove tutti e che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa bene del ragazzo.” Sono completamente d’accordo con il Ministro Gelmini con queste sue ultime dichiarazioni alla luce dei numeri che provengono dall’ultimo anno scolastico dove più di un ragazzo non è riuscito a passare l’anno.

Per tutti coloro che pensano ad una sorta di sadismo nei confronti dei ragazzi, posso tranquillizzarli perchè quello che accade oggi nella scuola è una semplice processo di formazione per la vita futura. E lo stesso discorso che si fa nel mondo del lavoro: chi è in grado di portare avanti il proprio lavoro può continuare, chi invece non riesce a farlo verrebbe prontamente fermato dal proprio datore di lavoro. Purtroppo la vita non fa sconti e più in là sicuramente i nostri ragazzi dovranno mettersi alla prova con un mondo molto difficile. Per questo mi sembra fondamentale il concetto “promosso soltanto chi lo merita“, quando saranno più grandi, con diverse responsabilità rispetto ad ora, i nostri ragazzi non avranno l’aiuto di nessuno.

“Conto alla rovescia”: stasera si parla di istruzione

mar 31

telereporter

Nella puntata di stasera di “Conto alla Rovescia”, in onda tutti i martedì alle 21.30 su Telereporter, torneremo nuovamente sull’argomento scuola. Parlando di istruzione saranno al centro del nostro discorso la questione dell’integrazione scolastica, tratteremo di università con un filmato dove si dimostra com’è facile comprarsi una laurea, senza tralasciare l’argomento “baronie”

Non mi rimane che darvi appuntamento a questa sera su Telereporter per un’altra puntata di “Conto alla Rovescia” alle 21.00.

Il pensiero di Giorgio Gaber nelle scuole italiane

mar 4

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La figura di Gaber e la sua opera possono insegnare moltissimo ai nostri ragazzi, per questo motivo abbiamo accolto con interesse l’invito della Fondazione Gaber per portare a conoscenza degli studenti, che mai hanno avuto la fortuna di vederlo a teatro dal vivo, il lavoro di un artista che tramite il suo sforzo intellettuale ha insegnato a pensare, al di là degli schemi e delle ideologie.” Sono state queste le parole con cui il Ministro Gelmini ha permesso a Giorgio Gaber di entrare nelle scuole italiane. 

Oltre che ringraziare il Ministro per tutto questo, oggi voglio presentare il “Progetto Gaber”, promosso insieme alla Fondazione a lui dedicata, che vuole incoraggiare i giovani a confrontarsi con un artista straordinario che, con la sua opera, ha lasciato alla cultura del nostro Paese un patrimonio di inestimabile valore in grado di offrire agli studenti italiani importanti spunti di riflessione quanto mai attuali.

Il pensiero di Giorgio Gaber è sempre stato orientato in avanti. Numerose canzoni scritte negli anni ‘70 e ‘80 risultano oggi essere estremamente attuali. Portare il pensiero di Giorgio nelle scuole è una grande opportunità per i ragazzi che hanno voglia di crescere e di riflettere sulla vita e su ciò che sta loro intorno. E’ stato commovente ed emozionante leggere i commenti di alcuni studenti delle scuole medie che hanno mostrato una grande sensibilità verso argomenti difficili e profonde: sono una speranza nuova per tutti”.

Un invito alle Province: piu’ controlli nelle scuole

dic 19

Prendendo spunto da uno degli argomenti della mia trasmissione su Telereporter, quello della sicurezza nelle scuole, purtroppo sono appena venuta a conoscenza dell’ennesimo caso di un crollo di un soffitto di un istituto, questa volta a Biella. Con quello che ormai mi sembra uno spiacevole “appuntamento settimanale” quest’oggi vorrei dire che sono profondamente preoccupata nel vedere che ci sono scuole e scuole: alcune con pannelli fotovoltaici, con particolare attenzione quindi all’ecologia, altre che invece non sono regolarmente controllate.

Nel nostro Paese mi sembra che si tenda spesso piu’ ad inasprire le pene che a controllare il regolare svolgimento delle cose. Una tendenza che mi fa pensare di quanto sia sottovalutata la manuntenzione che si potrebbe paragonare a quella che e’ la prevenzione quando si entra nel campo medico. Questi pochi controlli, poi, proprio nelle scuole che sono il primo biglietto da visita che il cittadino deve ricevere. Gia’ le scuole italiane presentano molte carenze a livello di strutture, in piu’ noi aggiungiamo molte disattenzioni come quello di non prendere in considerazione, per esempio, una banale macchia di umidita’ che dopo qualche anno invece provoca la caduta di un controsoffitto in una scuola.

Tutto questo per invitare tutte le Province italiane, competenti e responsabili di tutto quello che succede nelle scuole superiori, a rinunciare a progettazioni megagalattiche per le scuole, che gia’ sappiamo saranno di difficile realizzazione, concentrandosi di piu’ sulla manutenzione.

Il decreto Gelmini e’ finalmente legge

ott 29

Come tutti sapete, da questa mattina, il decreto Gelmini di riforma della Scuola e’ legge. Il decreto in Senato e’ stato approvato in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti e non e’ stato modificato dai senatori dopo la votazione del 9 ottobre. Non posso che essere d’accordo con le prime dichiarazioni del ministroLa scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione“. Sono anche convinta che sia giusto che questo provvedimento sia diventato legge perche’, guardando con attenzione, tutte le falsita’ che sono state dette in questi tempi non corrispondono alla realta’ che abbiamo davanti agli occhi.

Scuola: in Italia si spende male!

ott 27

Ritorno a parlare dell’argomento scuola per soffermarmi un attimo sulla tanto criticata questione dei “tagli”. Come ho fatto presente in un mio intervento al Senato la settimana scorsa, oggigiorno l’Italia spende 5.172 euro per alunno. Altri paesi europei come la Francia, la Spagna e la Germania, spendono meno, quindi verrebbe naturale pensare che laddove c’è una maggiore spesa si ha una maggiore qualità. Eppure non è affatto così.
L’Italia nella classifica Ocse che analizza quali sono i paesi più istruiti si ritrova comunque al ventottesimo posto (su 30). Inoltre i nostri insegnanti sono sottopagati e gli studenti non brillano per istruzione. Dunque l’unica risposta possibile è che si spende male.
Il punto quindi non è fare tagli indiscriminati o mandare a casa insegnanti, ma fare in modo che le spese siano più oculate, affinchè ne tragga giovamento l’intero sistema scolastico, altrimenti rimane solo l’immobilismo come alternativa. Ed un paese come l’Italia non può certamente rimanere al ventottesimo posto nella classifica dei paesi istruiti.

Cari studenti, non sfilate con i baroni!

ott 22

Di tutte le contestazioni a cui ho assistito, questa è una delle più strane. Gli studenti che scendono in piazza con i loro insegnanti evidentemente non hanno chiaro un concetto: dalla scuola dell’obbligo all’Università il problema sta nell’assenza di meritocrazia e nei costi esorbitanti e ingiustificati. Il nepotismo nelle Università in particolare, è stato egregiamente documentato dal libro “L’università truccata” di Roberto Perotti. Dopo averlo letto, sfido qualsiasi studente a scendere in piazza a fianco dei baroni che rubano loro il futuro.

Riguardo invece alla questione del maestro unico, dico una cosa poco politicamente corretta, ma vera: il maestro unico è sempre esistito in Italia, e ha proiettato la nostra scuola elementare a riconoscimenti internazionali in termini di qualità. Perché all’improvviso non vada più bene, è mistero tutto da chiarire. Invito solo gli studenti a domandarsi chi, se non loro stessi tra qualche anno, dovrà pagare la spesa di un sistema scolastico che mantiene 1,3 milioni di persone, più dell’esercito USA. Se non si passa dalla media di 8,9 a 9,9 alunni per docente, non ci sarà né il miliardo di euro da investire negli insegnanti di qualità, né il risparmio di più di due miliardi di euro che è indispensabile.

Se lasciamo tutto com’è ora, chi pagherà in termini di qualità del servizio e di tasse sempre maggiori? Sempre gli studenti, e ancora di più quelli meno abbienti. Gli altri, i figli di papà, un futuro assicurato già ce l’hanno. Tanto più in questo momento di grave crisi economica, utilizzare le poche risorse disponibili per imporre un modulo più costoso rispetto a quello perfettamente funzionante del modello unico, sarebbe l’ennesimo scippo del futuro di una generazione.

Sindacalisti zitti sugli insegnanti razzisti?

ott 3

Cari lettori del blog, prima di tutto vorrei ringraziare tutti coloro (e sono stati tanti!) che hanno partecipato all’ultimo mio post riguardante l’argomento della scuola. Sto leggendo bene i vostri commenti e prometto a tutti i miei lettori e soprattutto a coloro che hanno partecipato alla discussione (i vari Attila, C.C., G. Ros, Pablo, Giuseppe e soprattutto l’ Ing. Piero S. con tutti gli altri) che la prossima settimana avrete sicuramente una risposta ai vostri quesiti e dubbi.

Intanto pero’ e’ sempre la scuola a tenere banco in questi giorni: il caso della giovane precaria di Milano che ha dato degli “stronzi” agli alunni, e ha poi invitato i genitori di un bimbo africano a riportarlo “nella giungla”, mi ha inorridito. Mi ha colpito ancora di più il fatto che di fronte ad un’insegnante palesemente incapace e dannosa per gli alunni, la Preside non abbia gli strumenti per intervenire e sanzionare il comportamento di questa insegnante. Non solo, il rischio ora è che questa precaria venga immessa in ruolo.

Di questo non possiamo che ringraziare i sindacati della scuola, sempre pronti a difendere i fannulloni e gli incapaci. Gli stessi che oggi si ergono a difesa della scuola. La verità è che questo sindacato è troppo impegnato a difendere i posti di lavoro della scuola, per pensare al bene degli studenti.