Post taggati ‘sicurezza’

Sicurezza sul territorio e il controllo del vicinato

dic 1

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Cari lettori del blog e di Collinews, ieri sera con i miei ospiti nell’ottava puntata de “Il club delle prime donne”, in onda ogni lunedì alle ore 21.30 su Odeon Tv, abbiamo parlato di sicurezza sul territorio.

Si e’ parlato di “controllo del territorio” ossia di quel discorso di buon vicinato che si faceva qualche anno fa: non siamo tornati sul solito argomento delle ronde, ma siamo arrivati al punto che converrebbe a tutti dare un’occhiata alle strade anche solo affacciandosi alla finestra nelle ore notturne.

Sembrera’ forse semplicistica come cosa ma dalle telefonate arrivate in diretta abbiamo riscontrato che da Imperia a Napoli, passando per Ancona, c’e’ un clima di grande attenzione dovuto alla paura che molta gente ha nel tornare a casa tardi. E per “tardi”, tengo a precisare, parlo delle dieci di sera, non nelle prime ore del mattino.

Altra particolarita’ delle telefonate ricevute in trasmissione era quella di una constatazione che le grandi citta’ italiane sono molto piu’ buie rispetto a quelle europee. Per il momento mi fermo qua perche’ bisognerebbe aprire un altro tipo di discorso. Ci tornero’ piu’ in la’.

Ddl sicurezza: un provvedimento a 360°

lug 2

Cari lettori del blog e di Collinews, oggi in Senato abbiamo dato il via definitivo al disegno di legge sulla sicurezza. Sono estremamente soddisfatta perchè questo provvedimento comprende molte cose, un vero e proprio provvedimento a 360°, compresa la regolamentazione sugli sbarchi, gli accordi con la Libia, ecc. ecc. Penso che questo Ddl sarà istituzionalizzato  perchè perfettamente equilibrato in tutte le sue parti.

Per quanto riguarda il “Porterà dolore” che arriva dal Vaticano, mi permetto di suggerire che invece questo provvedimento porterà tranquillità sia ai cittadini italiani sia a quelli stranieri che sono arrivati nel nostro Paese per lavorare invece di essere equiparati alla stregua di gente che arriva in Italia sicuramente senza questo intento.

La tristezza dei badge usati per entrare nella propria casa

mag 11

Care lettrici e lettori di Collinews e del mio blog, in questo inizio di settimana volevo condividere con voi tutta la mia tristezza per quello che sta accadendo a Milano nella zona delle case popolari dove i cittadini per maggiore sicurezza hanno dato il via all’iniziativa di un badge elettronico per poter entrare dentro casa propria. Un’azione che prende spunto dagli ultimi fatti di cronaca: case occupate quando una persona anziana viene ricoverata in ospedale; quel caso di una povera donna di Bari che nel giro di 2 ore, il tempo necessario per la spesa, si è ritrovata con una stanza murata, acquisita impropriamente dai propri vicini di casa. 

Sperando che questi siano solamente degli episodi tanto incresciosi quanto casuali, mi chiedo e vi chiedo se questo sia la strada giusta da intraprendere. Rimango comunque favorevolmente colpita da questi inquilini che si sono autotassati per tenere alla larga spacciatori e delinquenti dalla propria abitazione. Rimane in me anche il profondo dispiacere quando noto che una persona non riesce a vivere tranquillamente neanche nella propria casa. Voi cosa ne pensate?

Liberalizziamo gli orari dei negozi!

feb 3

Nella puntata di questa sera di “Conto alla Rovescia” su Telereporter parleremo di alcuni argomenti riguardanti la città di Milano. In particolare volevo portare alla ribalta una proposta di legge fatta da un assessore regionale del Comune di Milano ossia la liberalizzazione degli orari dei negozi, lasciandoli così liberi di essere aperti anche di notte. Sono proprio curiosa di sapere cosa ne pensiate voi a questa eventualità, ad una Milano in veste newyorkese con i negozi aperti anche fino alle 2-3 di notte.

Un argomento che reputo molto interessante soprattutto in questo periodo in cui mancano un paio di mesi alla primavera in cui è più piacevole rimanere in giro per strada. C’è chi pensa che non ci siano i problemi mentre altri che pensano che solo i supermercati debbano avere questa peculiarità. Nella trasmissione di stasera chiederemo tutto questo evidenziando che non si tratta di un obbligo, voi che ne pensate? I pro e i contro? Sicuramente un fattore a favore del negozio aperto di notte potrebbe essere quello della luce, del “traffico” della gente che in termini di sicurezza potrebbe fornire un bell’aiuto in questo momento. La questione è aperta, a voi!

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L’urgenza del pacchetto sicurezza

nov 20

Oggi mi vorrei soffermare sul fatto di quanto sia importante e necessario approvare in fretta il pacchetto sicurezza. Basterebbe fare una passeggiata in viale Zara o al Gratosoglio in periferia per di Milano per capirlo. Cito Milano perché è la città che conosco meglio, ma temo che un giro tra Tor Bella Monaca e la Magliana non darebbe esiti più confortanti. L’emergenza sicurezza non se l’è inventata il centrodestra per far cadere il Governo Prodi, non è uno slogan o un polverone mediatico. È la realtà nella quale vivono tutti i cittadini che non si possono permettere l’attico a Trastevere o il loft in corso Como.

Non credo di dover ricordare a nessuno lo spettacolo al quale abbiamo assistito quando il governo Prodi ha tentato di far approvare alcuni provvedimenti sulla sicurezza dopo l’atroce delitto Reggiani. Vi ricordate gli annunci? Le smentite? Il disegno di legge che diventa decreto poi ritorna una bozza? Uno stato di agitazione permanente all’interno della maggioranza di allora che non ha prodotto alcuna legge sulla sicurezza.

Dal suo insediamento questo Governo ha deciso di utilizzare l’esercito per pattugliare le periferie più a rischio, ha fatto sentire il fiato sul collo alla camorra ed oggi presenta questo disegno di legge che prova a combattere anche l’illegalità diffusa, il vandalismo e il degrado urbano. Mi riferisco all’articolo del disegno di legge che aumenta la pena per il reato di danneggiamento e soprattutto impone che la sospensione condizionale della pena sia subordinata alla riparazione del danno. In sostanza: chi rompe paga e chi sporca pulisce.

Ancora più importante l’articolo che prevede l’introduzione del reato di “impiego dei minori nell’accattonaggio”. Possibile che non si possa fare nulla contro i genitori, gli zii o gli sconosciuti che usano i bambini per chiedere la carità in metropolitana? Dovremmo alzare le mani e arrenderci di fronte a questo horror show quotidiano? Spero che nessuno provi a dipingere questa misura come razzista o discriminatoria nei confronti dei poveri. Me lo auguro davvero. Sarebbe come giocare sulla pelle di questi bambini – di solito Rom, inutile negarlo – costretti a passare ore intere con la mano tesa invece di studiare l’italiano o la matematica. Sono diventati dei bancomat in miniatura per genitori senza scrupoli e il buonismo o la tolleranza potrebbero essere per loro la più crudele delle punizioni.

Per ultimo, ma non meno importante, esorto tutti gli scettici ando a non mugugnare sulla rinuncia da parte dello stesso Governo alle misure detentive per chi “entra illegalmente nel territorio italiano”. Non è possibile mettere in carcere per 4 anni i 50.000 clandestini che ogni anno attraversano la frontiera e, probabilmente, non sarebbe nemmeno giusto. Non sono tutti delinquenti. Quello che dobbiamo fare è rendere effettive le espulsioni. Più che mantenere in carcere un clandestino dobbiamo rispedirlo a casa nel giro di pochi giorni. Niente fogli di via e pacche sulla spalle. Bisogna riaccompagnarli nel più breve tempo possibile, il che – inutile nasconderlo – comporta una spesa piuttosto elevata.

E dobbiamo anche ridimensionare lo stato sociale a favore degli immigrati regolari. Gli operai, i pensionati e i disoccupati italiani non tollereranno a lungo che le case popolari vengano assegnate solo agli immigrati. Prima che diventino razzisti sul serio è meglio limitare il diritto alla casa popolare o agli assegni sociali per gli stranieri. Chi è nato in Italia e ha lavorato una vita intera per una pensione per lo più misera ha diritto ad una casa popolare, ed ha il diritto di passare avanti in graduatoria agli immigrati che lavorano da noi da qualche anno.

A quanti sono contrari all’approvazione di questa legge consiglio di fare una passeggiata tra le case popolari di Quarto Oggiaro dove  l’afflusso incontrollato di clandestini genera tensioni per la casa, gare al ribasso sugli stipendi e nuova manovalanza per lo spaccio di droga; o nel quartiere Pigneto a Roma dove alcuni cittadini sono andati a vendicarsi dei furti spaccando i negozi degli immigrati, o – peggio ancora – a Napoli dove (abbiamo già dimenticato) la camorra vuole risolvere la questione rom lanciando le molotov. Ecco, questo è lo scenario che ci aspetta se lasciamo le cose così come sono adesso. Il Governo ha presentato un disegno di legge, non un decreto. Credo sia un segnale di buona volontà, di dialogo ed apertura anche nei confronti dell’opposizione. Non confondiamo questa scelta con l’autorizzazione ad allungare i tempi con mille emendamenti. Penso che si debba risolvere il problema in Aula. Prima che le periferie trovino una soluzione per conto loro.

Assolutamente favorevole! La gente non avrà paura dei militari

giu 17

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Ieri ero nuovamente ospite di una trasmissione su Telelombardia in cui l’argomento principale era quello dei militari presenti nelle città. Per fortuna ho scoperto che molte persone la pensano come me, mentre altre non si immaginano cosa significhi trovarsi alle undici di sera in una Metro essendo l’unica donna ed a volte anche l’unica italiana: io personalmente non sarei molto tranquilla.

Non immaginano cosa voglia dire camminare ad ora tarda nelle periferie e nelle borgate delle grandi città di Milano e Roma, per esempio, che sono poco illuminate non essendoci negozi aperti in serata. Io non avrei paura nel trovare persone specializzate che si adoperano per farmi sentire tranquilla. Poi è anche un discorso economico quello di avere qualche militare in più nelle nostre città: chissà quanto costerebbe assumere gente nuova, per lo più senza esperienza. I nostri militari, i Carabinieri,  sono ben addestrati e sono stati presenti in paesi dove la situazione è ben più grave.

Secondo me la gente non avrà paura dei militari che all’inbrunire pattuglieranno la nostra zona abitativa. Ha, invece, paura di trovarsi qualcuno alle spalle pronto a puntare un coltello alla propria gola. Negli ultimi giorni, a Roma, nel quartiere Parioli, addirittura 6 furti in appartamenti nel giro di pochissimo tempo: l’ultimo addirittura con persone presenti in casa.  E’ vero che molte persone non credono nella figura del militare oppure ci trovano sempre qualcosa di strano. La gente normale invece la pensa come me.

Sicurezza: una colonnina ogni 300 metri

mag 27

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Una colonnina ogni 300 metri che si attivi ogniqualvolta recepisca un urlo, o qualcosa di vocale al di sopra di un certo livello di decibel, e naturalmente anche con la pressione di un semplice pulsante. Di lì in poi si accende una telecamera collegata con le Forze dell’ Ordine che possono già avere il quadro della situazione di pericolo. E’ questa, in sintesi, la mia proposta fatta la scorsa settimana a Maroni in merito all’attualissimo problema della sicurezza. Non si pensi che sia solamente un rimedio contro le violenze sulle donne perchè anche gli uomini possono temere di essere derubati. 

Non penso che giocherelloni si preoccuperebbero troppo di rischiare qualcosa venendo immediatamente inquadrati dalla Polizia. Penso sia una buona proposta da sperimentare nelle 5 città metropolitane d’Italia: naturalmente nelle zone più a rischio. Mi viene da pensare in alcuni luoghi della periferia, dove ci sono pochi esercizi commerciali aperti, poche luci, dove davvero la notte si rischia qualcosa. A Roma penso più ad una zona come Tor di Quinto rispetto a quella di Piazza del Popolo dove il passaggio di gente è pressochè continuo sia di notte che di giorno. E per di più non costerebbero nemmeno tanto: sarei davvero curiosa di vedere quale effetto provocherebbero.

I problemi di coerenza di Penati

mag 14

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Penati ha un problema di coerenza sul tema sicurezza. Fa la faccia dura e dice che tutti i campi Rom devono essere smantellati. “Zero campi Rom nella grande Milano“, sostiene addirittura. Aggiunge anche che lui era d’accordo col pacchetto sicurezza approntato durante il governo Prodi (e mai approvato), per cercare di dimostrare una sua coerenza. Ma di tracce di coerenza se ne vedono ben poche.

Iniziamo col dire che se ci teneva davvero alla sicurezza dei cittadini, allora Penati non avrebbe dovuto presentarsi alle elezioni per la Provincia in alleanza con l’estrema sinistra. Oggi i comunisti della sua stessa maggioranza lo contestano, e dal loro punto di vista hanno ragione. Non era questo il Penati con il quale si erano alleati.

Ma c’è un’altra questione, più grave: Penati critica Prodi per non aver approvato in passato il pacchetto sicurezza. Perchè lo fa solo oggi?  Al cittadino che ascolta le sue parole di oggi, un sospetto viene: che Penati non abbia avuto il coraggio di criticare Prodi perchè è più sensibile agli ordini di partito che ai bisogni dei cittadini. Un sospetto bel lungi dall’essere fugato.


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