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Con i sindacati la solita aggressivita’ di sempre

nov 13

In merito alle ultime dichiarazioni provenienti dall’ambiente del Pd ma soprattutto a quelle di Epifani, leader della Cigl, (mancati incontri con il Governo e il rischio che lo stesso spacchi i sindacati) c’e'  da dire che non sia rimasta molto stupita. Purtroppo e’ da sempre cosi’.
C’e’ questa irritazione cosi’ forte quando siamo noi al governo che non e’ da considerare neanche piu’ una novita’. Questa aggressivita’ la ritengo eccessiva soprattutto perche’ Epifani non ha voglia di capire che c’e’ una situazione delicata del Paese e che bisognerebbe affrontarla tutti insieme invece di andare sempre all’attacco.

Ennesimo giorno di scioperi dei mezzi pubblici. Urge riforma, così non si può andare avanti

mag 9

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Passate le feste, ricominciano gli scioperi a raffica. In questo caso scioperano insieme: treni, trasporti locali e perfino gli uomini radar di Linate e Orio al Serio. Insomma oggi spostarsi sarà stato assai complesso (per usare un eufemismo). Chi paga? I pendolari prima di tutto. Poi gli stessi lavoratori dei trasporti, cui spesso conviene aderire agli scioperi anche se non sono d’accordo, pena il rischio di trovarsi con un carico triplo di viaggiatori (e perlopiù arrabbiati). C’è qualcosa che non va in tutto questo. Come italiani siamo sin troppo remissivi, causa l’abitudine, nell’accettare una situazione del genere.

Queste raffiche di scioperi non solo danneggiano i più deboli (i pendolari), ma rovinano anche la reputazione del nostro paese all’estero, e quindi il nostro turismo (che infatti ne risente). Cosa racconterà infatti lo straniero ai suoi amici quando tornerà dalla sua vacanza in Italia (se riuscirà a tornare, visto che anche gli aerei in quanto a scioperi non scherzano), dove avrà visto che nel nostro paese i ferrovieri scioperano in media due volte al mese? Pensate che nell’anno e mezzo intercorso tra il 2005 e il 2006 sono stati proclamati 2621 scioperi nel nostro paese: cioè 4,8 al giorno. 27 volte più che in Germania.

Così non si può andare più avanti. E’ ora di pensare a formule nuove, per esempio in Germania è prevista la consultazione dei lavoratori prima di convocare gli scioperi. Per non parlare del fatto che in Italia esistono troppe sigle sindacali (alcune con meno di 5 iscritti) con diritto di proclamare sciopero. Tale diritto va riservato solo a chi sia davvero rappresentativo dei lavoratori. Riduciamo il numero dei sindacati, insomma. L’abbiamo fatto con i partiti presenti in Parlamento che rappresentano i cittadini, perché non fare altrettanto con i rappresentanti dei lavoratori?

I sindacati non si occupano dei lavoratori

apr 17

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Ieri sera sono stata ospite nella trasmissione televisiva “Cane sciolto“, visibile su Antenna 3 a Milano e Roma Uno nella Capitale, dove si cercava di parlare dei sindacati e del loro ruolo. Tante sono le riflessioni venute in mente oggi alla luce della discussione: ormai non si può più negare che i sindacati abbiano incontestabili privilegi e che soprattutto non si occupano più dei lavoratori. Si occupano solo delle categorie e sarà paradossale ma penso che i sindacalisti conoscano meglio l’ingresso di Palazzo Chigi piuttosto che quello degli stabilimenti Fiat Mirafiori.

Sempre nella serata di ieri, ad ora tarda, erano tantissimi i fax di protesta che continuavano ad arrivare da parte della gente che ormai mi sembra fuoribonda: è quasi impossibile disdire una tessera quando si va in pensione e non si capisce il perchè. Invece di lottare per una reale capacità d’acquisto dei pensionati chissà a cosa si pensa, poi arriva Berlusconi con la detassazione degli straordinari e le reazioni sono quelle che sono, le avete lette e sentite un po’ tutti.