Post taggati ‘spesa’

Il sistema è malato: il federalismo fiscale è la cura migliore

gen 12

Cari lettori di Collinews e del mio blog, nell’augurarvi nuovamente un buon 2009 oggi vorrei rivolgere la mia attenzione alla questione del federalismo fiscale. Oggi un cittadino lombardo paga 15.700 euro di tasse l’anno e riceve 13.000 euro in servizi, trattiene quindi l’83% di quanto paga al fisco. Un impiegato di Mestre versa 12.929 euro all’Agenzia delle entrate e ne riceve indietro 10.147, l’82%. A Catanzaro un insegnante versa 6960 euro ed ottiene dallo Stato 10.588 euro, il 151%, la Sicilia riceve il 152% di quanto versa, la Valle D’Aosta il 135% e la Campania si accontenta del 126%. Come se non bastassero queste cifre, abbiamo appena concesso 140 milioni di euro a Catania e ben mezzo miliardo a Roma. Per investimenti? Per nuove metropolitane o strade? Assolutamente no. Per ripianare i loro debiti.

Il sistema non funziona. E il sistema non funziona  perché per la quantità di fondi che sono stati distribuiti al Sud dalla Cassa del Mezzogiorno ai fondi strutturali europei, la Sicilia dovrebbe essere la Silicon Valley del Mediterraneo, la Campania il paradiso dei turisti e la Calabria dovrebbe avere un tasso di disoccupazione irrisorio. Così ovviamente non è. E stanziare ulteriori fondi non cambierà la situazione.

Il disegno di legge sul federalismo che discuteremo in Senato a breve tenta di risolvere il problema stravolgendo il rapporto tra Stato e Regioni. Abbandonando il criterio della “spesa storica” lo Stato non avrà più l’onere di rimborsare le Regioni in base a quanto hanno speso fino all’anno scorso, ma garantirà solo il finanziamento integrale di sanità, istruzione e assistenza sulla base dei “costi standard”, ovvero sulla base di quanto spende per quello stesso servizio una regione virtuosa. Una Tac costerà la stessa cifra in Molise e in Veneto, un intervento di appendicite non potrà costare in Sicilia quattro volte quello che costa in un ospedale piemontese.

Certo, aspettarsi una simile rivoluzione dal testo che stiamo discutendo è forse eccessivo. Il disegno di legge è una delega e di tempi di attuazione saranno, giustamente, lunghi. L’importante è che la riforma non si dilunghi tra riunioni e concertazioni perdendo il suo forte impatto. Spero che la determinazione di questa maggioranza e il momento storico particolarmente delicato convinceranno molti a ritirare veti e mugugni.