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Sicurezza: una colonnina ogni 300 metri

mag 27

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Una colonnina ogni 300 metri che si attivi ogniqualvolta recepisca un urlo, o qualcosa di vocale al di sopra di un certo livello di decibel, e naturalmente anche con la pressione di un semplice pulsante. Di lì in poi si accende una telecamera collegata con le Forze dell’ Ordine che possono già avere il quadro della situazione di pericolo. E’ questa, in sintesi, la mia proposta fatta la scorsa settimana a Maroni in merito all’attualissimo problema della sicurezza. Non si pensi che sia solamente un rimedio contro le violenze sulle donne perchè anche gli uomini possono temere di essere derubati. 

Non penso che giocherelloni si preoccuperebbero troppo di rischiare qualcosa venendo immediatamente inquadrati dalla Polizia. Penso sia una buona proposta da sperimentare nelle 5 città metropolitane d’Italia: naturalmente nelle zone più a rischio. Mi viene da pensare in alcuni luoghi della periferia, dove ci sono pochi esercizi commerciali aperti, poche luci, dove davvero la notte si rischia qualcosa. A Roma penso più ad una zona come Tor di Quinto rispetto a quella di Piazza del Popolo dove il passaggio di gente è pressochè continuo sia di notte che di giorno. E per di più non costerebbero nemmeno tanto: sarei davvero curiosa di vedere quale effetto provocherebbero.

Musica è …

mar 1

Prendendo spunto dall’iniziativa promossa dall’Assessorato alle aree cittadine e i consigli di zona, che ha indetto un concorso musicale per i ragazzi, vorrei soffermarmi brevemente sull’importanza della musica come mezzo di comunicazione, aggregazione e crescita umana.

La musica infatti, troppo spesso sottovalutata nel nostro paese, è uno di quei linguaggi che riesce ad accomunare le persone più diverse e supera le barriere linguistiche e culturali (senza considerare poi i portentosi effetti terapeutici di cui sarebbe troppo lungo parlare in questo post).
Sia essa, rock, jazz o classica risulta comunque un efficacissimo strumento di socializzazione e può essere una delle tante risposte ai preoccupanti e sempre più continui fenomeni di bullismo e violenza che avvengono tra i giovani delle nostre città. Credo infatti che se i ragazzi fossero incoraggiati a coltivare interessi e passioni musicali e/o culturali, potrebbero arricchirsi a livello umano, evitando compagnie poco raccomandabili e allontanandosi sempre più dalla violenza.


La responsabilità è ancora una volta nostra, poiché dobbiamo essere noi in grado di educarli all’importanza della musica e in generale della cultura, perchè non è da dove vieni che fa la differenza, ma piuttosto il bagaglio di esperienze e conoscenze che ti porti appresso e come decidi di sfruttarlo.

In fin dei conti anche dei grandissimi del panorama musicale mondiale sono arrivati da zone di periferia o quartieri difficili, basti pensare ad Eminem o al nostro Eros Ramazzotti, oppure andando un pò più indietro negli anni a due ragazzi della periferia di Liverpool che hanno cambiato la storia della musica di tutti i tempi.

Ombretta Colli